sabato 6 agosto 2016

Paste di mandorle low-cost

Se Andrea non va dalle paste di mandorle e le paste di mandorle non vengono da Andrea, Andrea pastrocchia un po' in cucina e qualcosa rimedia lo stesso.

 Mi sono ispirato a questa ricetta (ma bene o male si somigliano tutte) http://www.dolcisiciliani.net/.../fior-di-mandorla.../ . Ispirato nel senso che non ho spellato le mandorle e quindi ho fatto a meno dell'estratto dopo. In più ho abbondato di scorze di limone grattugiate (avevo solo 5 limoni non trattati e li ho usati tutti) e invece di cospargere di zucchero a velo ho aggiunto degli agrumi canditi.
Forse le ho cotte troppo, dovevano dorarsi appena appena e un po' si sono appiattite, ma tant'è...

lunedì 25 aprile 2016

Merli, lombrichi e vangatura

Anno dopo anno, i merli nell'orto si fanno sempre più sfrontati. Non temono più l'uomo, tanto meno la vanga o il rastrello. Anzi, sfruttano proprio l'occasione per scavare nel terreno smosso e fare il pieno di lombrichi. Neanche avessero imparato dalle galline.
In estate si riempiono lo stomaco di fichi e in inverno di cachi. Si può dire che vengono pasturati per la stagione venatoria, in altre parole vengono quasi allevati.
A me poteva anche star bene la cosa, mi sono sempre stati simpatici e guai a chi li tocca, pensavo tempo addietro. Il fatto è che i lombrichi nell'orto sono necessari, più ce ne sono e meglio è. L'orto non andrebbe nemmeno vangato, il suolo andrebbe conservato nella sua integrità, lasciando in pace tutti gli organismi che vi abitano dentro e che, pochi lo sanno o vogliono crederci, ci tornano molto utili.
E invece, ogni primavera, devo mettere sottosopra la loro casa, cosicché i merli possano divorarli a piacimento. Soluzioni, alternative? Forse vangare e concimare ai primi freddi invernali, quando non ci son nidiate da sfamare, forse non vangare proprio e lavorare la terra solo nei punti dove va posto l'ortaggio. Ora come ora la procedura non è corretta.

lunedì 7 marzo 2016

Televisori abbandonati

Giuro non ho mai visto un televisore giocare a nascondino.
Scherzo, è già il secondo.
Questo ha il pannello un po' abraso, graffiato; fosse l'unica causa dell'abbandono, potrebbe funzionare ancora. L'altro stava a guardia di un campo.
Ci sono tecnici riparatori che raccattano elettrodomestici per disporre di pezzi di ricambio, c'è il centro di raccolta RAEE a Sopramonte, insomma, è tristissimo abbandonare un televisore alla fermata dell'autobus...

lunedì 15 febbraio 2016

Cineserie in agguato su amazon

So benissimo che annullare un ordine su amazon equivale a far camminare a vuoto un povero commesso che macina ogni giorno chilometri su chilometri all'interno di un enorme magazzino, ma stavolta stavo per acquistare una cineseria mascherata.
In genere i made in China li riconosci al volo:
1) marca assente o sconosciuta
2) descrizione del prodotto non perfetta (es: strani caratteri al posto delle lettere accentate)
3) nome del venditore simpatico ma improponibile, che nessun italiano sceglierebbe per se stesso.
Stavolta, però, la marca c'era, ho cercato la sua sede ed era europea; il prezzo ragionevole e le opinioni entusiastiche inoltre costituivano una ghiotta tentazione. Così ho concluso l'acquisto.
L'indomani faccio una ricerca dei prodotti simili ed ecco che scopro l'arcano: diversi venditori/distributori comprano il medesimo prodotto cinese e ci stampano sopra il loro marchio come specchio per allodole. Prezzi variabili e pure le opinioni dei clienti lo sono, quando di fatto il prodotto è sempre quello!
Quindi annullo tutto e buonanotte.
Magari supero il pregiudizio e rifaccio l'acquisto, dopotutto tanti manufatti di marca ormai vengono fabbricati in Cina. A proposito, il prodotto in questione si può comprare direttamente là, per la metà del prezzo. Spese di spedizione gratuite (per modo di dire, significa che il prodotto vale ancora meno) e un mese di attesa...

Aggiornamento 1: anche ebay non è esente dalle cineserie, ho appena controllato. Occhio però, che lì annullare gli ordini non è così scontato.

Aggiornamento 2: da etico consumatore sono andato in città in cerca di un prodotto simile. L'ho ritrovato uguale, con un altra marca e che costa il doppio.

venerdì 4 dicembre 2015

Stress e capricci

Meglio accatastare assi-su-assi-su-assi schiacciando nel contempo qualche migliaio di chiodi, o è meglio fare duecento interviste telefoniche? A far squillare telefoni e cellulari in mezza regione almeno si sta comodi su una poltrona, direte voi, ma intanto a star lì seduto e irrigidito mi è venuto il torcicollo una sera. A martellare chiodi, a camminarci sopra e a sollevare legna, invece, è filato tutto liscio come l'olio.
Potrei dire che sono stati due mestieri complementari. Scaricavo lo stress delle telefonate schiacciando chiodi e mi riposavo seduto sulla poltrona dallo sforzo fisico fatto all'aperto.
Ma a essere sincero sono state due perdite di tempo. Nient'altro.
Leggere ripetutamente le stesse domande così contorte che dopo tre ore mi si incrociava la lingua, sentirmi un robot dalla voce inespressiva e intanto realizzare che il tu-tu-tu delle chiamate a vuoto o la voce della segreteria erano addirittura peggio delle interviste, insomma, nel complesso è stata un'impersonificazione abbastanza squallida. Già il fatto che abbia rimosso gran parte dell'esperienza la dice lunga.
D'altra parte smaltire un enorme ammasso di legna per tirarne fuori qualcosa di buono come fanno quelle orde di asiatici con i relitti delle vecchie navi non è che sia stato molto meglio, sia chiaro. Almeno mi è parso di tornare a giocare con i legnetti (con quello in mano ho schiacciato i chiodi) e alla fine ho visto un risultato concreto.
Ma allora perché ho accettato la prima sfida, pur sapendo che non mi avrebbe portato alcun miglioramento? Potevo andarmene durante l'ora introduttiva, non sarebbe successo niente di male né a me e né all'intera società. La risposta sarà stupida, ma è una sola: perché ho fatto due conti e con la paghetta voglio concedermi un capriccio, una volta tanto.
La vita umana moderna è un'alternarsi di stress e di capricci.
I lavori comportano stress, quella chiusura mentale che non fa riflettere lucidamente le persone. Non intendo solo i lavori d'ufficio, ma anche tutti quelli subordinati dove senti la pressione di chi ordina o controlla. I lavori manuali alla vecchia, in solitaria o in un clima disteso, al contrario, sono un toccasana per l'ispirazione.
Il capriccio è quello spiraglio di luce nella mente della persona stressata. Lo cova dentro di sé nella fase di stress, perché cerca una distrazione, una via di scampo. Può essere un viaggio ai tropici, una scatola di cioccolatini, una borsetta vista alla collega, un caffè, una sigaretta, il voler ricevere un'attenzione particolare da qualcuno. Un sacco di cose che consideriamo necessarie o che sono radicate nelle nostre abitudini sono in realtà capricci, tutti abbastanza o molto futili. Tutti contagiosi.
L'essere umano moderno ormai si stressa per coltivare capricci e infine ottenerli. E' diventato uno stile di vita. Quando i desideri più genuini sono sempre alla nostra portata e non comportano alcuno scotto da pagare.

giovedì 22 ottobre 2015

Vocabolario all'incontrario

A me non è che serva il vocabolario, la definizione già la so. Il concetto ce l'ho chiaro. E' il maledetto vocabolo, o termine pertinente, che non mi viene in mente. Smarrito nella selva delle papille gustative a provare sapori di sale quando mi serve qui e adesso, quel farabutto! Inventatemi il vocabolario all'incontrario, mi sono rotto di fare indagini disperate coi sinonimi&contrari. 

venerdì 25 settembre 2015

La presunta placida quiete di paese

Uno pensa Beato chi abita in campagna, che si rilassa senza il traffico, l'inquinamento acustico...
Sì, insomma, più o meno.
Per un po' ho abitato anche in città e posso tranquillamente dire che questa equivale al paesino come inquinamento acustico (attenzione che parlo esclusivamente di rumori). Tutto dipende se stai nel "centro storico" o in "periferia presso gli snodi stradali" (e ovviamente tutto dipende se hai un sonno leggero o pesante e non hai un aeroporto/binari/locale nelle vicinanze). Per dire, questa casa sta sì in un paesino, ma alla sua estremità, a ridosso dell'incrocio. Una posizione infelice. Uno degli appartamenti di città dove sono stato, invece, all'interno di un palazzone nel centro storico, area pedonale, era un paradiso insonorizzato a confronto: mi trovavo costretto a mettere la sveglia, altrimenti mi risvegliavo naturalmente per l'ora di pranzo. Il posto ideale per entrare in letargo.
Lontani ricordi.
Qui in paese c'è maleducazione e i residenti che non si fanno rispettare.
Non c'è sera/notte d'estate senza strilli di gioventù bruciata o senza i cellulari che propagano musica a tutto volume. Gente che se ne frega se c'è qualcuno che riposa o vuole rilassarsi, non abita qui e aspetta l'autobus o il passaggio per levare le tende. La gioventù leggermente più cresciuta ma rimasta sempre immatura viaggia sparata in macchina, divertendosi a far stridere le gomme in curva. Troppi videogiochi. E mi stavo per dimenticare i motorini...
Certe notti all'una, di rado per fortuna, passa un autocarro pesante che fa tremare i vetri. Vista la direzione non può che essere una persona particolare. Chissà cosa trasporta se deve viaggiare di notte, magari traffica bolognini di contrabbando...
I contadini, che un tempo erano gente timorata e mai e poi mai avrebbero lavorato nei giorni di festa, oggi... lavorano nei giorni di festa. E sfrecciano anche loro con i non proprio silenziosi trattori e rimorchi sferraglianti al seguito. Già che ci sono, una menzione va ai residenti lavoratori che fanno giardinaggio e fai-da-te nei giorni di riposo. Un conto è se lo facessero con forbici e rastrelli, ma la verità è che tirano fuori decespugliatori, motoseghe, tagliaerba, frese, mini-trattori... Ma prendetevi un giorno di ferie per le vostre faccende rumorose!
I peggiori, in ogni caso, sono quelli della manutenzione stradale. Hanno fatto le grandi manovre proprio sotto casa, di primo mattino, per lavorare... in cima al paese! Dalla parte opposta! Hanno scaricato mezzi, materiale, la sirena della retromarcia che continuava a ululare. Una notte dell'anno scorso (verso le due) si sono messi a rifare le strisce segnaletiche dell'incrocio. Un casino infernale. Io per fortuna ero sveglio (altrimenti un gavettone ci stava), sono andato a guardare fuori e vedo questi maleducati con i loro macchinari che non si rendevano conto dell'ora tarda. Non si rendevano conto che, visto il traffico esiguo, potevano rinviare il lavoro al giorno dopo. Cioè, questi sono dipendenti pubblici, che quindi lavorano per i cittadini, e si permettono di dare fastidio di notte. Che poi sulla manutenzione stradale devo proprio aprire un capitolo a parte, che tra non molto nevica e ci sarà altro inquinamento acustico alle cinque del mattino.
La qualità del sonno, così come quella della dieta, è una priorità per la salute, fisica e mentale. Il silenzio è un ottimo dispensatore di consigli e aiuta l'ispirazione. Nel paesino affaccendato ne trovi ben poco.

sabato 5 settembre 2015

Rigore a tavola

Quello che sto per dire non verrà compreso dai più. E anche se venisse compreso, difficilmente verrà accettato. Parentesi astrusa sulla comunicazione (mi torna in mente un esame di sociologia).

Girava una foto, tempo fa. Un campo di melanzane con i frutti lasciati a marcire, per lo stop alle esportazioni in Russia. Sdegno generale: come si fa a buttar via tutto quel ben di dio? Non potevano darle a noi? Che ingordi, pensavo, nessuno si rende conto che quelle melanzane concimeranno il campo? Che quell'agricoltore ha a cuore il suo campo?
Altra cosa incredibile. Alle scuole elementari e alle medie mi hanno insegnato cos'è l'humus, la rotazione del colture e un sacco di altre cose meravigliose che salvaguardano il suolo. Ora c'è il super-perito-tecnico-agro-zoo-forestale che se ne sente parlare si fa una gran risata. Te la alimento io le piante! Una bella manciata di solfati-fostati-solventi-nitrati e, perché no, una spruzzata di agrofarmaci sulle foglie per farle scoppiare di salute! L'essere umano moderno è un trafficone da paura che arraffa da una parte, trasporta dall'altra, distrugge, ricostruisce, sfrutta, cementifica, demolisce, bonifica... Che non si rende conto di far parte di un ecosistema delicato, di dipendere completamente dal suolo che ha sotto i piedi e più in generale dalla purezza di quei tre o quattro elementi (terra, acqua, aria, non so il fuoco) che ormai sono relegati in qualche libro di esoterismo.
Tanti confidano nel progresso scientifico. Un giorno il cibo verrà prodotto mescolando gli atomi o in serre robotizzate o su un altro pianeta o in fondo al mare... lo sperano in tanti. Cioè, non ci pensano davvero perché hanno altre mille preoccupazioni ben più gravi (chiamate distrazioni mediatiche) a cui pensare, ma sotto sotto si illudono di non tornare più a lavorare la terra. Vogliono farne a meno. L'expo proclama lo slogan nutrire il pianeta, ma ora come ora solo l'umanità viene nutrita. In parte e pure male.
Il suolo è il (presente, il passato e il) futuro, per la cronaca.
Per preservarlo ci vuole rigore. L'agricoltore oggi viene visto come quell'amicone generoso che ti offre (pardon, (s)vende) prodotti sani e genuini. Che lavora la terra al posto tuo. Costretto a ricorrere a metodi poco ortodossi perché solo come un cane e deve sfamare migliaia di bocche affamate. Ma l'agricoltore rispettoso del suolo deve saper dire no per il bene di tutto il pianeta (umanità inclusa). La generosità verso il prossimo è una farsa se nel frattempo fai l'avvoltoio e sfrutti la terra e condanni il futuro.
Basta generosità, serve rigore a tavola. Azzerare gli sprechi. Il cibo va razionato. Gli occidentali agiati possono permettersi i lussi dell'indigestione e dello spreco solo ed esclusivamente perché per secoli hanno sfruttato (e sfruttano ancora) il cosiddetto terzo mondo. E l'assurdo è che quelli del terzo mondo vogliono imitarci. Vogliono imitare la cattiva alimentazione, vogliono avere il mal di pancia e inghiottire nutrienti senza assorbirli. Perché qui nessuno sa più mangiare, assuefatti da farina bianca, lieviti, latte, zucchero...
Bisogna lavorare la terra di persona e nutrirsi del raccolto, fine. Così si mangia sano e si resta in forma. Impatto ambientale limitato, consapevolezza di essere inseriti in un territorio e di vivere in armonia con esso. Quanti sanno che la funzione secondaria dei frutti su un albero (la primaria è ovviamente la riproduzione) è concimare il terreno alla propria base? Per nutrire tutti quegli esseri più o meno microscopici che creano l'humus? Perché depredare l'albero e gettare via tutti i frutti che irrimediabilmente diventano vecchi, quando basterebbe prendere solo quelli che ci servono effettivamente? Quando si potrebbe razionare con il buon senso e non fare i generosi con doni che non ci appartengono? Perché ripulire e mettere a nudo la sua base per qualche strana fissazione di pulizia? Eppure dovrebbero essere cose così basilari...

lunedì 17 agosto 2015

Piratato dall'ente pubblico

Mi soffermo sempre a leggere i tabelloni espositivi lungo i sentieri. Mi ricordano i siti web quando non ho internet o una preziosa mappa quando non ho una chiara idea di dove sono finito.
Così oggi passo a Sant'Anna, mi cade l'occhio e...
...tre di quelle foto piccole in basso sono mie. E le hanno usate senza dirmi una parola. Senza menzionarmi come autore. Aspetta aspetta, in una è rimasta la mia filigrana tagliata malamente... (vedi dettaglio). 
A questo ente per il turismo (o chi per lui) andrebbe spiegato il copyright, mi verrebbe da dire, ma io so perché scopiazza le prime foto che trova (alcune pietose per un tabellone di dimensioni così grandi, visto da migliaia di persone ogni anno): commissionare un fotografo costerebbe un capitale. Ricordo che durante il tirocinio in provincia di Trento mi facevano fare i banner del sito. Un passatempo divertente, per me, poi mi hanno detto chiaro e tondo "per fortuna che ci sei tu, che il grafico che chiamiamo di solito vuole 30 euro a disegnino..."

sabato 25 luglio 2015

Nuove generazioni di notte sulla strada

Ora non voglio fare il vecchio brontolone, ma è mezzanotte passata e i marmocchi del campeggio/colonia schiamazzano per strada. Corrono come dei matti e a volte incrociano qualche automobile che viaggia sparata e che per fortuna riesce a frenare. Hanno delle torce e si intrufolano nel cortile di casa, credo per giocare a nascondino. Dove sono i loro animatori (adulti e responsabili intendo)? Perché a quest'ora non sono tutti a dormire? Avranno forse 10 anni.
I tempi saranno cambiati, ma quando facevo la colonia mi pareva di stare in caserma, tanto era rigida la disciplina. Anzi, ora posso dire che quelle colonie estive mi hanno così preparato al peggio che anni dopo la caserma vera non mi ha sortito traumi di sorta, è stata un'esperienza lineare. Non voglio dire che conservo bei ricordi delle colonie o di certi maestri autoritari delle scuola, ma tempo fa ho visto personaggi loschi delle scolaresche che tentavano di aprire i bagagliai delle macchine e la maestra mogia mogia che vedeva e non apriva bocca. Priva di midollo e di polso. Gli scalmanati di sopra non è che hanno accompagnatori privi di midollo, sono proprio privi di accompagnatori.
Mi lamento degli imbianchini stradali che fanno casino alle due di notte, ma questi temo siano quasi peggio. Io proprio non digerisco il modo di fare faccio-casino-tanto-non-sto-a-casa-e-non-mi-conosce-nessuno-e-i-miei-sono-convinti-che-faccio-il-bravo.

Ecco, per fortuna all'una sono cadute due gocce e non li sento più.

martedì 7 luglio 2015

Isteria per l'orso

La serata sull'orso a Baselga del Bondone è stato un fiasco. Il solito fiasco, come quella sui ladri. Tante chiacchiere, solo chiacchiere. Tanto odio, tanta isteria, tanta ansia e zero comprensione. Zero empatia.
La solita commedia, i soliti piagnistei.
La solita sfilata di politicanti che cavalcano l'onda e si mettono in mostra rappresentando il popolo. Non che buona parte del popolo mi sia sembrato capace di esprimersi, prevenuto com'era. I peggiori di tutti stavano in fondo alla sala e sfruttavano la calca per rimanere nascosti e lanciare una sfilza improperi, in preda all'isteria.
Aggiungi anche l'esagitato che s'arrabbia perché sto riprendendo (quando c'era una dozzina di cellullari che facevano altrettanto) e non sto riprendendo lui, sia chiaro, ma forse si vergogna che si sentono le sue bestemmie e le sue ingiurie fuoricampo e si caga in mano se le pubblico (timore infondato, riprendo solo spezzoni qua e là). O magari cerca un capro espiatorio solo perché é isterico. Per sua fortuna il suo socio mi conosce per vie traverse e lo porta via, perché il mio autocontrollo (da santificare) ha comunque un limite.
Aggiungi che tutta la serata non è stata un dibattito, mancando totalmente la voce del secondo interlocutore. Qualche "ambientalista" c'era, ma usava il cervello e se ne stava zitto, perché in momenti così discutere con certa facinorosi è veramente una pessima idea. Così il superpartes Dallapiccola è stato costretto a fare l'avvocato difensore degli orsi quando lui non è la persona più indicata; si è venuta a creare la situazione tragicomica in cui il "responsabile" dell'abbattimento dell'orsa Daniza ha ricevuto una marea di insulti da chi l'anno scorso stava dalla sua parte. Ora che l'ho sentito parlare lo stimo, stimo anche l'autocontrollo che ha mantenuto nella situazione di cacca che si è venuta a creare.
Senza dibattito tra due parti la serata non ha trovato soluzioni o accordi, solo condanne, con tanto di dirigenti minacciati di morte senza mezzi termini, tra l'ovazione di molti presenti e in faccia alla telecamera (no digos, non la mia). Minacce abbastanza goliardiche e attempate, in ogni caso. Chicca memorabile della ragazza che dice all'assessore una cosa del genere "Abito vicino al bosco e dici che bisogna muoversi sempre accompagnati. Non è che mi accomagni tu?" Ma senti che gatta morta, ho pensato lì per lì. Ti ha fatto colpo eh, tirato com'era? Dai che scherzo.

Io a 'sta serata sull'orso non ci volevo nemmeno andare, a essere sinceri. Volevo fare come il vicino, spaparanzato sullo sdraio che se ne sbatteva altamente della ressa di automobili parcheggiate alla cavolo di cane intorno a casa sua. Poi però ho sentito i cori da stadio e mi è venuta la curiosità. Sono rimasto fino alle fine solo per non darla vinta all'esagitato, perché altrimenti me ne sarei andato via da un bel pezzo.

L'unico stralcio della serata che condivido:

domenica 21 giugno 2015

Pessimo trony

Il cliente ha sempre ragione non vale più. Mi sono sentito dire invece Mi sento preso in giro. Che io così mi offendo, anche se non lo do a vedere, perché io sinceramente cerco solo di far valere i miei diritti e cercare compromessi umani, ma mi ritrovo di fronte solo tanta fiscalità e diffidenza.
Se l'offerta dice compra insieme due prodotti e il secondo lo paghi la metà e se il primo prodotto è un grande elettrodomestico che viene consegnato e pagato a casa, già allora avevo chiesto chiarimenti. Dal commesso avevo capito che la ricevuta emessa al momento dell'ordinazione del grande elettrodomestico aveva valore fiscale e io avevo tempo fino al termine dell'offerta per comprare il secondo prodotto. Il commesso in realtà voleva dire che il secondo prodotto andava acquistato il giorno dell'ordinazione del primo e lo sconto faceva fede al futuro atto di vendita del grande elettrodomestico a domicilio. Ho messo insieme le cose adesso, anche se tra le due la più plausibile rimane la prima. Altrimenti un truffatore si ordina un frigo con cento euro di acconto e insieme un'offerta con uno sconto maggiore dell'acconto, dà dati e recapito fasulli e scompare con un bel margine di guadagno.
In ogni caso oggi ritorno al trony per comprare il secondo prodotto con lo sconto che mi sarebbe spettato. La commessa all'inizio è comprensiva e vorrebbe rifare lo scontrino, poi però mi dice che è meglio chiedere al direttore. Un'ora di santa pazienza e l'aria cambia: niente offerta valida. Questi spilorci, invece che essere contenti e ricompensare un cliente che ha speso una cifra rilevante nel loro negozio, dicono chiaramente ciucciati il calzino, dovevi pensarci prima.
Me lo ripete anche il direttore.
- Le regole sono chiare.
(Io di regole riferite al mio caso particolare in uno slogan di una frase sinceramente non ne vedo)
- Sì, ma cosa le cambia se fa finta che ho acquistato insieme i due prodotti? Niente! - gli faccio, sperando che chiuda un occhio.
- Eccome se cambia. Perdo cento euro!
- Intanto quel cellulare a prezzo pieno non te lo comprerò mai, quindi ne perdi duecento ora...
E volevo dirgli che io magari perdo la faccia arrampicandomi un po' sui vetri, ma lui perde un cliente.
Come ultima spiaggia ho tentato la storia del diritto di reso. Rendo per finta indietro il frigo, mi faccio fare un buono e lo ricompro subito insieme al cellulare. Lui mi spiazza dicendomi che in un negozio fisico come il trony non esiste diritto di reso. Questa non la sapevo, mi hanno abituato bene a comprare online. Lì le cose costano trenta euro di meno e c'è pure il diritto di reso. Te pensa.
- Solo se il prodotto è difettoso o ti racconto una palla vale quel diritto.
A questo punto avrei tanto desiderato avere con me qualche vecchio scontrino, per rispolverare un vecchio caso. Perché l'anno scorso mi hanno venduto un cellulare con una sim non compatibile, ma i commessi il diritto di reso che cercavo di far valere non l'hanno proprio capito. Idem l'auricolare difettoso, mi hanno mandato in via fersina a farlo sostituire quando, a detta dell'assistenza di via fersina, erano quegli sfaticati del trony che dovevano occuparsene. O sennò il commesso che mi ha rifilato una videocamera mediocre con la promessa che avrei potuto cambiarla (con quella che avevo puntato io) il giorno dopo. Quando ritorno il furbo fa di tutto per evitarmi e chiacchiera con i clienti venuti dopo di me, si ferma mezz'ora con due anziani, ma io resto lì e alla fine quello che si arrende è lui. In quell'occasione ho avuto la maledetta bontà d'animo di restituirgli la scheda di memoria che aveva dimenticato dentro la sua schifosa videocamera, non se la meritava.
Quello che voglio dire, in sintesi, è trony, sei davvero pessimo. 

mercoledì 17 giugno 2015

Le galline rosse mangiano le lumache rosse

La buona notizia del giorno appena passato è che le galline rosse mi mangiano le lumache rosse (corretto: limacce). Poi avrei anche ritrovato il berretto che credevo smarrito per strada e raccolto da un passante, invece è sempre rimasto qui, infilatosi - chissà come - dentro una maglia. Peccato che mi sia già comprato il sostituto.
Credevo che le lumache rosse fossero velenose, invece leggo che sono un alimento abituale per molte pennute. Magari il colore rosso-arancione provoca un po' di repulsione, ma tanto gliele do a tarda sera e le galline rosse se le mangiano in un sol boccone. Ovviamente non esagero perché non so che conseguenze abbia questa dieta nel lungo periodo (immagino che una limaccia trovata sopra l'insalata sia ripiena d'insalata...) Le altre galline, invece, niente da fare, scuotono il capo contrariate.
Paradossalmente le chiocciole, tanto apprezzate dagli intenditori, non sono altrettanto prelibate per le galline. Divorano volentieri solo il guscio, a patto di riuscire a romperlo. Poi a me stavano simpatiche e non volevo eliminarle. Quando ne ho sgamata una vicina ai trapianti di zucca, per dire, son rimasto lì dieci minuti per vedere se li mangiava, invece di neutralizzarla. E non ne ha morsicato uno. Metà delle piantine di rapanello seminate, invece, sono state rase al suolo. Le due chiocciole sospettate sono state condannate senza appello.

sabato 13 giugno 2015

L'animale animalista

Trovo veramente difficile concepire il termine 'animalista' quando siamo di nostro tutti animali. Animale deriva da anima, vuol dire essere dotato d'istinto, di moto e di sensi, non bisogna vergognarsi a definirsi tali. L'essere umano definisce se stesso animale dotato anche di ragione, tutto qua. Peccato che questo vanto, la ragione, non venga adeguatamente sfruttato.
O forse animalista significa essere schierati contro quei cattivoni del regno vegetale o del regno minerale? Allora mai e poi mai sarò un animalista, non ditemelo più che mi offendo.

mercoledì 3 giugno 2015

La fognatura-fregatura

Va bene, la strada diventa un torrente ogni volta che piove e bisogna prendere un provvedimento. È il provvedimento preso che non condivido. Hanno avuto la brillante idea di scavare nella strada una fognatura bianca per incanalare l'acqua piovana e portarla chissà dove. L'acqua sarà anche di tutti, ma prima penso che l'acqua appartenga al territorio dove scorre. Se scorre giù per la strada e crea disagi è colpa dell'asfalto e del cemento, altrimenti le campagne aride di Cadine l'avrebbero assorbita in un attimo.
Potevano creare una vasca o una cisterna e lasciarla a disposizione degli agricoltori. Potevano scavare delle minuscole canalette che scaricavano l'acqua sulla strada nei campi sottostanti. Se è pulita potevano anche fare una fontana, visto che lì non ce ne sono e una ci starebbe bene. No, l'acqua portiamogliela via. Facciamo un bel cantiere, facciamo un mega polverone, dobbiamo consumarli in qualche modo i soldi dei contribuenti.

martedì 21 aprile 2015

Contadini moderni

Il ciliegio potato così ora sembra un pino marittimo. Tutto perché il contadino non riusciva a passarci sotto con i suoi grossi mezzi per arare il campo. Sfruttare il campo. Aspetta, una cosa alla volta.
Questo ciliegio è un albero storico quasi, ben radicato in qualche generazione di Cadine e non solo. Io non mi sarei mai azzardato a tagliargli dei rami sani per... 50(?) chilogrammi di granoturco in più e... 30(?) litri di latte in più. Sparo cifre a caso. Ci avrei fatto il giro intorno. Ma al contadino non gliene frega niente, mica è suo il campo, glielo hanno dato in affitto. Questo è il dramma. Ormai i campi vengono dati in pasto ai pochi contadini rimasti, per cifre irrisorie fra l'altro. Tanto la terra chi la coltiva più? Meglio comprarsi gli ortaggi cresciuti sopra qualche discarica abusiva, raccolti da gente ridotta alla schiavitù. Ma sì! Meglio ancora mangiare solo carne e latticini, con bestiame alimentato sfruttando il territorio in malo modo.

Per coltivare la terra c'è bisogno di rispetto. Chi coltiva la terra non lo deve fare per profitto perché profitto si sposa sempre bene con sfruttamento, coltivazioni intensive, concimi chimici, trattamenti velenosi, coloranti e conservanti perché-i-clienti-sono-ormai-tutti-viziati, ect ect. Dove c'è profitto c'è sempre il trucco, per il semplice motivo che i soldi non crescono sugli alberi e se uno vuole fare i soldi dovrebbe lasciar perdere l'agricoltura e dovrebbe lasciare in pace il territorio. L'affitto del campo è una condizione che favorisce lo sfruttamento, perché se sai che il campo è tuo e sai che te lo tieni per una vita, allora lo rispetti.

Cosa farne allora del campo? E' sbagliato coltivare un campo a fieno o a granaglie per alimentare il bestiame: non è salutare mangiare carne e non è salutare bere latte. Gli esseri umani si devono complicare sempre la vita. Piuttosto coltivare il campo a cereali, ma per la nostra alimentazione. Ovvio che non si può trasformare tutto in orto (ma suddividerlo in frazioni e attuare la rotazione delle colture... perché no?). Il fatto è che sono veramente pochi quelli disposti a coltivare quello che mangiano. Ecco perché tutto resta nelle mani di pochi contadini senza molti scrupoli.

giovedì 9 aprile 2015

La gallina Houdini

La fuoriuscita dell'ovidotto dal posteriore è un gran problema per una gallina. Fortunata la mia a stare in compagnia di due gallinone tranquille, altrimenti sarebbe già morta in modo atroce.
Scandaglio subito la rete in cerca di cure, ricordando vagamente anche una bella autobiografia di un veterinario inglese (Herriot) che aveva un problema simile con una vacca che aveva appena partorito. Le cose da fare sono, in ordine:
1) tenere la gallina al buio per interrompere la posa delle uova. Fatto.
2) lavare e cospargere di zucchero bianco l'ovidotto uscito per diminuire l'infiammazione e tenerlo disinfettato. Fatto.
3) in alcuni casi basta lo zucchero per compiere il miracolo, leggo. Sì, come no.
4) introdurre l'ovidotto al suo posto e fasciare bene per tenerlo dentro. Fatto, ma...
...questa gallina è Houdini. Si libera senza mani, usando solo il becco. La fascio strettissima la sera e vado a dormire con il pensiero di averla fasciata troppo stretta. Macché, la mattina dopo la trovo libera e spavalda. Con ovviamente l'ovidotto che ripenzola fuori. Ora ho capito il consiglio della veterinaria di usare le garze per cavalli. Perché questa ovaiola ha una forza prodigiosa.
La morale della favola è che passano i giorni e il tessuto dell'ovidotto sta diventando secco, d'altronde l'ovidotto rimane idratato solo se sta al suo posto. Sento uscite di gente di poca fede che suonano tipo Io le avrei già tirato il collo o Io l'avrei già messa in pentola. Ma compratevi un galletto al supermercato, lasciatela stare 'sta povera gallina che vi ha sfamato per due anni. Che ingratitudine.

mercoledì 25 marzo 2015

Bilancio della fiera

La fiera di S. Giuseppe parte malino perché mi controllo tutti i mandorli e sono tutti innestati. Tutti. Eppure ho controllato e ricontrollato e una mandorla dolce puoi seminarla tranquillamente. Perché da una mandorla dolce avrai mandorle dolci, da quella amara le avrai amare. Io mi cercavo una bella pianta venuta su da seme, ma ormai saranno estinte, con i vivaisti che fanno solo innesti su innesti. Che mi fanno ridere le piante alte due metri con appena venti centimetri di radice.
Poi chiedevo in giro del Pom dall'olio (varietà antica di melo) e mi fanno tutti una faccia strana. Mai sentito nominare. 
In piazza duomo girano un sacco di piccoli limoni in vaso. Chiedo a una signora che li vende e si tratta di fantomatici Limoni quattro stagioni. Il nome particolare, mi spiega, significa che fruttificano in ogni stagione. Intanto mi accorgo che si raduna una piccola folla di curiosi intorno e ho la spiacevole impressione di fare il suo gioco. La signora mi mostra il ramo con i frutti e quello vicino con i fiori, come dimostrazione (a me il ramo coi frutti pareva attaccato lì per lì tanto era diverso, mah). Le chiedo quanto costano, lei mi fa 25 l'uno, io allora colgo l'attimo e mi dileguo. 
Le bancarelle dei dolci siciliani sono piazzate con accurata strategia lungo il percorso. Resisto alle prime tre, ma alla quarta compro un po' di dolciumi con le mandorle. Visto che non c'è il prezzo esposto, prima gli chiedo quanto costa un sacchettino. Tre, quattro, cinque, euro, mi fa il ragazzone (simpaticissimo tra l'altro). Così poco, son lì che penso meravigliato. Allora voglio 'sto sacchettino da cinque euro, gli dico. Mi dà cinque biscotti contati, facendomi pure un po' di sconto, perché in pratica costano quasi sei. Il fondo del sacchettino. Senza scontrino. 
Fuori dalla stazione delle corriere cerco per l'ultima volta il Pom dall'olio. Finalmente piante a radice nuda (a un terzo del prezzo rispetto a quelle in vaso). Il venditore non lo conosce, allora glielo descrivo, gli dico che è una varietà molto vecchia, che ha la gelatina trasparente dentro. Lui (meno stressato di quelli in piazza duomo) ci pensa su e ce li ha, ma con un nome diverso. Melo Gelata, forse perché ha dentro la gelatina (vitrescenza). Sono autofertili, sono resistenti e chi più ne ha più ne metta. Io però non mi fido e telefono a casa per avere una conferma, almeno sul nome. Una volta che ce l'ho, gli compro anche due Meli Ruggine di Piemonte. Mi ispirano e col senno di poi credo di avere fatto bene. Perché questi vecchi meli sì che sono resistenti alle patologie. I Gelata, invece, i funghi se li prendono, ma la qualità dei frutti non dovrebbe risentirne, a leggere in giro. 
Scontrino trasparente anche in questo caso. 

lunedì 16 marzo 2015

Bisogna darci un taglio... alimentare

L'OMS fissa il limite massimo giornaliero di zucchero a due cucchiai, quello raccomandato (per avere meno problemi di salute) è un solo cucchiaio. Cucchiaio, non cucchiaino. Questi hanno fatto ricerche, hanno dati, fondi, insomma, se lo dicono loro sarebbe l'ora di mettere in pratica qualcosa, no? Bisogna bere acqua, non bevande zuccherate (in pratica tutte le altre, dal succo alla coca cola, dal tè alla spremuta d'arancia). Cioè, le altre bevande vanno bene, basta non zuccherarle. Che i sapori si sentono molto meglio e, una volta che ci fai l'abitudine, anche il caffè amaro diventa un buon caffé.
Occhio che lo zucchero si nasconde in molti altri alimenti insospettabili, tipo alcuni derivati del pomodoro.
Dicono che lo zucchero sia diventato il successore del tabacco in fatto di dipendenze, la morale della favola è che sarebbe meglio limitarci a un singolo dolce al giorno. Occasioni speciali permettendo.
Che poi gli zuccheri stanno anche in tanta frutta e nel miele (e spero non siano inclusi nel limite imposto). Io mi sono dirottato sull'uva, per dire, che magari non provoca carie, ma il diabete sì (in grandi quantità). Quindi attenzione.

Il latte di vacca fa bene ai vitelli. E solo a loro.
Basta fare qualche ricerca scrivendo "il latte fa male" e ti fanno tanto di quel terrorismo psicologico da risultare molto convincenti. Chi si riempie di latticini evita di nutrirsi con cibo più sano. Il latte fresco caglia dentro nel nostro stomaco e manda in tilt l'intestino. Il latte contiene caseina e tanti latticini sono derivati dalla caseina (tranne la ricotta, uno dei pochi formaggi da salvare). La caseina, da quello che ho capito, richiede una mole di lavoro spropositata per venire digerita: gli altri nutrienti assunti insieme al latte semplicemente non vengono digeriti a causa di questo monopolio. Per assurdo il latte provoca l'osteoporosi, invece che combatterla (sempre a leggere).
Fino a poco tempo fa ero un sostenitore del latte per proteggere i denti, ma ora... Consigliano come sostituto il latte di mandorla e l'ho provato. Ho frullato i semi con l'acqua e li ho pressati. Latte sembra latte e fa pure la panna, anche se il sapore è un po' acido. Il sapore buono della mandorla resta tutto negli scarti. Quindi tanto vale mangiarsi un po' di mandorle intere se vogliamo assumere un po' di calcio. O altra frutta secca o cavoli o chissà quante altre cose.

E poi posso tirare in ballo le farine. Anche qui ne avevo parlato bene (di quella integrale), però non fanno bene. Se disponiamo di denti per macinare, non possiamo assumere cibo già macinato. Se un ortaggio è composto da fibre abbastanza grosse, la farina invece si insinua negli interstizi dei denti e provoca carie. Considerando inoltre che se ci cibiamo già di legumi o di patate (e tutto quello che contiene amido), il pane o la pasta diventano completamente superflui.
A 'sto punto viva i popcorn?

Ecco: in un colpo solo avrei depennato dalla dieta zucchero, latte e farina. Dire di no alla carne sarebbe uno scherzo a confronto. Per alcuni non serve a niente cercare alternative a quel cibo a quella bevanda. Meglio chiedersi invece Posso farne a meno? L'unica cosa che si riesce a fare è limare leggermente le dosi. Un passo per volta.

lunedì 9 marzo 2015

Potare il noce

Papà me lo dice sempre: gli alberi non vanno mai piantati vicino al confine. Perché, una volta cresciuti, fanno paura alla gente impressionabile o qualche raro alto automezzo o trasporto eccezionale si strofina un po' addosso per passare al di sotto. E quindi bisogna potarli. [non considerando che basterebbe una carrucola per piegare e correggere la posizione dei rami, ma si va sul complicato]
Il noce nel cortile di casa ne ha subite di cotte e di crude perché piazzato proprio sul vertice della proprietà. Tuttavia rimango convinto che sia stato piantato nel punto perfetto. A nord rispetto all'orto del vicino (inspiegabili le potature subite sul quel lato) e in un punto tale da ombreggiare le auto parcheggiate nel cortile lasciando il massimo dello spazio libero.
Il problema del noce è che non sopporta proprio le potature. Non riesce a cicatrizzare le ferite, che anzi col tempo diventano veri e propri crateri scavati nel tronco, che compromettono tutta la circolazione che sale su per la chioma rimanente. Per questo mi viene da pensare che piuttosto sarebbe meglio lasciare un moncone del ramo, invece che tagliarlo a raso, così va in malora solo quello.
Leggevo il parere di un esperto che suonava pressapoco così: Potare? Ma se ti amputano un braccio sano dopo stai meglio o stai peggio? Quindi la morale è che al noce si possono tagliare via solo le parti dei rami già secchi. Quello della foto aveva pure un getto buono esattamente in prossimità del punto di taglio. Ecco, in quell'occasione la potatura mi sembrava perfetta. Oggi ho controllato e il ramo non si è rinnovato per niente, rimane solo il moncone secco. Almeno il ramo principale non è stato scalfito.

venerdì 27 febbraio 2015

Lavorare nell'orto senza far fatica

Ieri a Vigolo Baselga si è parlato di orto sinergico e biodinamico. In pratica si tratta di creare un habitat molto ricco di microrganismi e di piccoli animali utili alla coltivazione.
Riporto quello che ricordo, a grandi linee.
1) Vangare l'orto è un'abitudine sbagliata: danneggia tutto questo mondo sotterraneo che lavora per noi. Proprio così: i lombrichi, con le loro gallerie verticali, concimano e ossigenano il terreno; le micorrizie (piccoli funghi bianchi) entrano in simbiosi con le radici degli ortaggi e aumentano la loro capacità di assorbire nutrienti.
2) Invece che vangare bisogna innalzare dei cumuli (accoglienti per i sopracitati organismi). Prima strisce di cartone per soffocare l'erba, poi andoni di ramaglie e sopra terra di riporto e infine paglia. La terra di riporto si ottiene scavando un piccolo stagno e dei canali da riempire con altre ramaglie e sassi (pietraie). Questi accorgimenti dovrebbero attirare bestioline nostre alleate come libellule e lucertole (ve l'ho detto che è un habitat molto ricco). Poi in realtà la ragazza ha spiegato che hanno cominciato a diffondersi le zanzare e i pipistrelli devono ancora farsi vivi. Pazienza.
3) La paglia (pacciamatura) e una gomma forata come sistema d'irrigazione mantengono sempre umidi questi cumuli. La loro forma consente sia di disporre di una superficie di coltivazione maggiore, sia di stare un po' più comodi (seduti?!) durante il lavoro.
4) Il lavoro, in parvenza meno faticoso che nell'orto tradizionale, consiste in ogni caso nella rimozione continua delle erbe infestanti (attenzione che non tutte lo sono). Lotta senza quartiere alle limacce (lumache rosse) perché americane e non appartenenti alla fauna locale. Consigliato l'allevamento delle lucciole a questo scopo, visto che gli esemplari giovani sono ghiotti delle limacce sopracitate.
5) Abbinamenti di ortaggi sui cumuli (esempio: carota e cipolla), coltivazione anche di fiori per attirare insetti impollinatori e così via.

L'idea è molto ingegnosa. Qualche cumulo me lo ero inventato pure io, ma a non scavare canali e stagni artificiali non ho mai avuto a disposizione tanta terra. Di sicuro è meglio innalzare cumuli che vangare tutto l'orto sapendo che un terzo della superficie verrà poi calpestata. Mi chiedo però per quanto tempo il terreno resti fertile, senza concimazioni. Raccogliendo e basta.
Poi sì, il loro è un orto comunitario, solidale e chi più ne ha più ne metta. Sarà perché richiede poco lavoro penso, perché l'orto tradizionale è uno sbattimento che si traduce in estrema gelosia. Io lo transennerei, per dire. Passaggio consentito solo quando la terra è dura e ghiacciata.

venerdì 13 febbraio 2015

I drammi per rinnovare la postepay

"Cinque volte devo chiamarli per attivare la postepay. Cinque" son lì che penso mentre telefono per la quinta volta. Ogni volta devo sorbirmi la trafila di condizioni legali e la primavera di vivaldi (o quel che è) fino allo sfinimento.
Dopo i primi due tentativi mi sono recato all'ufficio postale, ma l'impiegata non mi è stata d'aiuto. "Può fare una sola cosa:" mi ha detto "insista". Pathos fantozziano. Così insisto e dopo mezz'ora di tritamento di scatole mi risponde, lontanissima, una voce che pare radio vaticana. Mi dice due cose: non può eseguire la richiesta (devo prima recarmi all'ufficio postale) e che è meglio telefonare di mattina. Come se non avessi già tentato. 
All'ufficio postale faccio quanto devo e richiedo all'impiegata se posso sbrigare tutta la faccenda lì. "No, perchè al telefono ti possono identificare." Sì, come no: di persona mi identifichi cento volte meglio, se vorresti volessi, ma non vuoi, quello è il problema.
Stamattina ritelefono e dopo la quarta attesa massacrante casca la linea non appena sento l'operatrice. Imbufalito chiamo per la quinta volta. Attesa lievemente inferiore e nuova operatrice, un pelo seccata, mai quanto il sottoscritto. Mi informa che dall'ufficio postale non le hanno ancora trasmesso i miei dati aggiornati. Mi accende però un lumicino di speranza: se le lascio il mio numero mi richiamerà lei. A patto di comunicarle l'indirizzo preciso dell'ufficio postale dove ho svolto l'operazione... Ma come faccio a saperlo?!? Resto fregato. Senza parole. 
Lei l'indirizzo lo saprà di sicuro, che sta davanti al pc, ma non mi vuole aiutare. E' ridotta a fare il robot che dice le stesse frasi e adotta la stessa procedura. Avanti il prossimo.
Ho scritto la pappardella al cellulare mentre ascoltavo Vivaldi. 
Per fortuna che era un numero verde.

domenica 8 febbraio 2015

L'anno dell'uva passa con i semi

Arriva l'ora di fare il punto.
- Cotogni e melograni: ho piante/polloni da mettere a dimora, senza molti pensieri.
- Gelso nero. Sopravvissuto, anche se con segni di patimento (corteccia aperta) per l'estate troppo piovosa. Spero che cresca e ramifichi di più, perché l'idea è di fare ora qualche talea con i gelsi bianchi che crescono qui e poi innestarli con i nesti del gelso nero entro un paio di anni. Sempre se il frutto merita, perché devo ancora assaggiarlo.
- Albicocco. I portainnesti hanno radicato, ma non hanno ancora lo spessore giusto per venire innestati. Senza contare che prima devo metterli a dimora, e non penso posso fare entrambe le cose contemporaneamente. Potrei fare la prova con uno. Di sicuro vanno piazzati più al sole, dovrebbero ammalarsi di meno.
- Mandorli. Seminati. Devo provare anche un paio di talee. Tra un anno li piazzerei nel punto più assolato e più riparato dal nord a disposizione.
- Viti. Le talee di uva bacco hanno radicato, bene, però a me interessano gli acini senza semi per ottenere l'uva passa. Le candidate ideali sono le varietà Corinto Nero e Sultanina Bianca, che hanno un difetto: vanno trattate. Io proverei a fare a meno del trattamento. Altrimenti faccio essiccare l'uva fragola o la bacco, e se mastico anche i semi amen.
- Kiwi. Talee credo non riuscite, ma polloni a volontà spuntati da soli. Da trapiantare all'ombra.
- Meli Pom dall'olio. L'idea era di prendere i nesti dai meli di un coltivatore della zona, peccato che il suddetto ha raso al suolo tutto il suo impianto. Potrei ordinare qualche pianta, ma temo vadano trattate per non avere il verme dentro i frutti.
- Castagni. Un paio di piante servirebbero proprio. Peccato per la storia del parassita e in ogni caso vogliono terra abbastanza acida.
- Ribes. Le talee di ribes nero hanno radicato tutte, con il rosso riproverò con gli scarti della potatura.
- Mirtilli. Con l'americano farò qualche talea di sicuro, visto che devo potarli a breve. Le due piantine sopravvissute dell'europeo spero si sviluppino di più. Lo scorso anno sono rimaste ferme.
- Carrubi. Le tre piantine non so proprio se superano l'inverno. Forse le prossime dovrei tenerle nel vaso due o tre anni prima del trapianto in terra piena.
- AvogadiLitchiFico d'India, Dattero. I semi per germinare germinano, però le piantine non superano l'inverno.
- Bacche di goji. Posso tentare la semina. Bene dicono che fanno bene, ma fossero state anche buone, ora sarei più motivato.

domenica 18 gennaio 2015

La congiura dei fotografi

Farsi 8 fototessere a casa e farle stampare in un secondo tempo costa 40 centesimi. 10, 20 o 30 volte in meno se andassi da un fotografo o in una cabina automatica. Quindi io non è che faccio il furbo, uso solo il buon senso.
La prima volta che andai a stampare, la fotografa si adoperò in un fulmineo ritocco manuale e me le stampò fuori misura. Io non me la presi più di tanto, visto che era carina e mi stava pure simpatica. E poi avevo il dubbio di aver commesso qualche errore io, trattandosi del primo esperimento. E in qualche modo l'ho giustificata, offendendo il suo lavoro, quasi. Insomma [...].
Ieri il secondo tentativo. Stavolta filo dritto nel reparto fotografia del trony (trento nord) a stampare le fototessere. Il commesso apre la foto e comincia a pasticciare. A ritagliare, a ridimensionare... Ridimensionare cosa che l'avevo preparata esatta al millimetro con photoshop, porca pupazza?! Sotto i miei occhi e non dico niente, lì distratto a guardare la stampante 3d che prepara i busti di resina dei curiosi (scadenti). Così alla fine esco, controllo la stampa e niente: mi ha preso in giro anche lui. Ingrandendo la foto mi ha tagliato due fototessere e le altre sei sono un pelo oltre le dimensioni massime consentite.
Lo ha fatto apposta, non ho dubbi su questo. Lui è proprio un fetecchione di prima categoria, me lo dimostrò anche quando comprai la videocamera. Io purtroppo, per cautela, ritorno a casa a controllare se non ho commesso errori io, prima di cantargliele. Dovevo farlo subito e farmi rifare la stampa. Se torno giù apposta gliela do vinta in ogni caso, l'unica sarebbe scrivere una bella segnalazione al servizio clienti.

venerdì 5 dicembre 2014

Nei dintorni dell'incendio

In casi di piccole emergenze, perché l'incendio di ieri rientra nelle piccole, salta fuori un po' tutto. In primis i comportamenti maleducati dei cittadini.
Se il tetto della mia ipotetica casa bruciasse e vedessi qualcuno che filma per soddisfare il proprio sollazzo, il cellulare glielo farei mangiare. Bisognerebbe capire quando è il caso di fare riprese e quando le riprese sono moleste. Neppure i giornalisti si salvano, approssimativi come sono e come non dovrebbe essere a riportare i fatti. A loro frega solo di avere qualche news da mettere in prima pagina e di restare a galla.
Grave anche il fatto di percorrere la pontara pedonale sotto la chiesa con la propria automobile, arrecandole qualche danno. Ieri il paese era diviso in due, ma solo per gli automobilisti. Diversi di loro, evidentemente troppo fiacchi per camminare cinque minuti, hanno pensato bene di salire per i gradini della pontara restaurata ben due volte, ripeto ben due volte, e con fior di quattrini. Solo nei cartoni animati di Lupin vedevo le macchine fare le scale. C'è un chiaro motivo per cui la rampa ha i gradini ed è in pietra, visto che sta sul tracciato della pontara romana originale. Non è carrabile. Punto. Però chissenefrega, basta che lo faccia uno e chiunque altro venga dopo è giustificato. E belante.

Infine mi viene da dire che i danni subiti dalla casa erano facilmente evitabili, bastava intervenire subito. Subito. C'era tanto fumo e poco arrosto per dirla in sintesi. Bastavano due estintori e due vigili con maschera e tuta per estinguere l'incendio sul nascere. Poi mi viene in mente il film Fuoco Assassino e ci si poteva rimettere le penne a spalancare le porte con il fuoco dormiente, ma pronto a divampare con una nuova ventata d'ossigeno. La cosiddetta fiammata di ritorno o backdraft.

domenica 23 novembre 2014

Persone scomparse e sensitivi

Il mondo del paranormale sarà affascinante, ma se a distanza di qualche anno si rileggono le dichiarazioni dei sensitivi riguardo i fatti di cronaca e si confrontano con quello che è successo realmente, casca tutto il teatrino. Nessuno ci azzecca. Ecco, non appena ho finito di formulare questo pensiero, la finestra del bagno si è spalancata. Sono corso a richiuderla che voglio dormire senza spiriti rompiscatole.

martedì 11 novembre 2014

I pasticcioni dell'omonimia

Tempo fa in città mi scambiavano per un certo Berto, mai visto ma presumo un po' mio sosia. Sosia reciproci ma nomi diversi.
Ora, invece, vengo scambiato per l'omonimo. Sia di nome che di cognome. Prima mi contatta una polacca su facebook, che io ho ignorato pensando fosse spam. Poi arriva una strana e-mail da un polacco, e-mail troppo sintetica per capire il suo senso a dir la verità. Da una parte penso cosa combina l'omonimo in Polonia, dall'altra penso che prima di contattare qualcuno bisognerebbe accertarsi che sia lui effettivamente. Perché questo omonimo (trovato incrociando i nomi delle due persone) è facilmente rintracciabile, ha una foto ben riconoscibile e soprattutto non mi somiglia.
Come loro non si prendono la briga di controllare, io non mi prendo la briga di spedirli sull'omonimo corretto.

mercoledì 15 ottobre 2014

I pregi della pietra

Giù per la strada per Vigolo Baselga si nota una vera opera di ingegneria. Un vecchio muro di sasso con la scala incorporata.
Oggi, invece, vanno di moda i muri di cemento con le pietre incollate sopra. Muri di sasso finti, con il rivestimento che rischia di scollarsi da un momento all'altro. Perché è cambiata la filosofia di fondo. Se una volta le cose si costruivano per farle durare, oggi si costruiscono con la data di scadenza. Cosa serve costruire un grattacielo indistruttibile, quando tra un secolo lo demoliranno per far spazio a un altro più tecnologico?
Le pietre sarebbero perfette anche per pavimentare, abbastanza pesanti da rimanere al loro posto, ruvide per favorire il grip e distanziate da belle fughe per drenare l'acqua. Ne avessi avuta qualcuna, avrei pavimentato parte del pollaio aperto, ricoperto in questi giorni di pioggia da una fanghiglia super appiccicosa, racchiuso com'é da cemento che non fa defluire l'acqua (e anche perché gli escrementi impermeabilizzano il terreno). Le galline quindi sono finite nel pollaio chiuso, operazione che io volevo posticipare più in là o evitare proprio. Fuori si bagnavano le zampe, vero, ma rivoltavo la terra e loro poi passavano ore a scavare in cerca di lombrichi. Da vere galline ruspanti.

giovedì 25 settembre 2014

Cacao a pranzo

Informandomi sulle proprietà del cacao, mi sono reso conto di aver commesso un gravissimo errore.
Il cacao contiene i polifenoli, che hanno queste virtù:
1- sono antiossidanti
2- abbassano la pressione e riducono il rischio di infarti e di ictus.
Ma, ripeto ma, i polifenoli del cacao entrano in funzione solo se non c'è la caseina, cioè latticini. Quindi se si mangia cioccolato non si assumono latticini e viceversa, che pare una cosa assurda. Finora io i polifenoli non li ho mai, proprio mai, assunti allora. Deliberatamente univo i due alimenti, perché il calcio del latte annulla gli effetti acidi del cioccolato sui denti...
L'unico cioccolato che fa bene è quello extrafondente (con più del 70% di cacao, privo di latte e zuccheri aggiunti appunto). Consigliano anche quello amaro in polvere, da mescolare all'acqua e, volendo, a del miele.
Da provare.

domenica 24 agosto 2014

Prati aridi e puliti

Perché le greggi del pastore possono pascolare su ogni prato che trovano sul cammino? Non è solo una tradizione millenaria, c'è un interesse dietro. C'è uno scambio equo. Io do da mangiare alle pecore, tu mi concimi il prato. C'è armonia. C'era.
Oggi di pastori ne girano pochi, ne gira uno (se gira). Al loro posto c'è il trattore con l'imballatrice. Niente più bestie al pascolo, ma prati tagliati e fieno trasportato in stalla. Quindi niente scambio equo. Dal prato si prelevano quintali di massa organica che poi non vengono più restituiti. Ecco, passerà ogni tanto l'atomizzatore a spargere liquami nebulizzati sull'erba, ma sono briciole infinitesimali. Difficilmente il proprietario del prato investirà l'affitto che gli paga il contadino per concimare il prato. Il letame delle stalle finisce nella mani (nei rimorchi) di gente furba che pensa ai propri affari.
Il povero prato diventa, anno dopo anno, sempre più arido. Perché bisogna tenerlo pulito. Ma per tenerlo pulito basta curare il suo perimetro con le forbici e la roncola. Di sicuro gli alberi non sbucano fuori dal terreno saturo di erba.

Una cosa è certa: quando del prato resterà solo una distesa di pietre coperte di muschio, allora sarà pulitissimo.

lunedì 7 luglio 2014

Una simpatica ovaiola

Tra le galline vecchie ce n'è una simpatica. Ce n'era una simpatica.
Tempo fa le ho salvato la vita perché volevano tirarle il collo. Aveva il piumaggio sciupato e quindi è lei quella che non fa l'uovo. Io però, che la mattina vedo chi fa uova e chi fa finta, ho fermato tutti. Perché 'sta gallina brucia tutte le sue energie a fare l'uovo, per questo non è bella come le altre. Un'ovaiola diligente, l'unica che mangia ancora il mangime e l'unica che non ha imparato a mangiare le uova. Qualcuno la definirebbe tonta a confrontarla con le altre, ma proprio per questo mi sta simpatica. E poi è produttiva. Non ho proprio capito che senso ha imbustarla e portarla alla fattoria.
Io l'avrei unita alle galline nuove. Calma com'è e con la stazza che c'ha, o diventava la gallina dominante o se ne sbatteva altamente e proseguiva la sua carriera nel pollaio nuovo. Ora sta in un grande recinto, un po' desolato ma molto spazioso. Le condizioni non sembrano male, sempre che si integri con le sue simili e sempre che si trovi un riparo per la pioggia. Andrò a trovarla ogni tanto.

giovedì 26 giugno 2014

Cercatori d'oro moderni

Ieri ho intravisto tra i fornelli due tizi con il metal detector, in località Fer de caval a Cadine. Uno con lo strumento, l'altro con la zappetta che scavava.
Ormai chi perde qualcosa per strada può definitivamente considerarla spacciata, perchè dubito fortemente che queste persone riconsegnino gioielli o denaro ritrovati. Dovranno pur ammortizzare le spese dell'apparecchiatura. Tempo fa mi ero interessato al metal detector e nei forum online tutti ribadivano non siamo tombaroli! Va bene, chissà quanta immondizia tirano su i principianti dal terreno, ma chi ha l'orecchio esperto trova oro, antiquariato vario e un sacco di cose che, in ogni caso, non gli appartengono.
Questi chissà cosa hanno trovato. Una singola buca (giammai fare lo sforzo di chiuderla!) in un'area di villeggiatura, devono aver sintonizzato bene il metal detector per evitare tutti i tappi di bottiglia.

giovedì 12 giugno 2014

Dentro una bolla dove non piove

Da un anno seguo le proiezioni radar delle precipitazioni di meteotrentino e salta all'occhio un fatto molto strano. Bene o male tutte le vallate trentine vengono innafiate con regolarità dall'acqua meteorica, eccetto la parte occidentale del comune di Trento. L'impressione è che qui piova molto meno.
Due moviola di oggi:
Si vedono nuvoloni temporaleschi che svaniscono misteriosamente poco prima di raggiungere l'area sopracitata. O nuvole che semplicemente sfiorano l'area sopracitata. Si sentono due tuoni, cadono due gocce e arrivederci pioggia, magari torni più tardi.
Forse dipende dalla conformazione geografica, trattandosi di precipitazioni provenienti dall'Atlantico, quindi da nord-ovest, che si infrangono sulle sommmità del Brenta e della Paganella. Forse.
Stavo per dire che questa era l'annata delle ciliegie, avendone viste in giro un'esagerazione di selvatiche, ma ne sono cascate metà anche stavolta. E non è affatto giusto.

giovedì 15 maggio 2014

Uccellini in gabbia che fischiano all'alba

Dormire insieme a degli uccellini in gabbia non è il massimo. Poi c'è volatile e volatile. L'ultimo canarino, per esempio, era un tipo educato: cantava all'alba sì, ma finchè restavo a letto cantava a basso volume. Questi ultimi due, invece, sono un dramma. Con le giornate che si allungano, e quindi con l'alba che arriva sempre più in anticipo, mi guastano il risveglio. Passi il maschio, che bene o male si prodiga in canti melodici. Ma la femmina emette dei fischi così acuti che ascoltarli di prima mattina è una tortura. Più che fischi li definirei strilli. Strilla perchè si risveglia dentro una gabbia, presumo.

martedì 29 aprile 2014

Fisco evasivo

Fa un po' sorridere dover aprire la partita iva e pagare l'inps per 150 euro all'anno, cioè 12 euro al mese. Ma pare che chi inserisce annunci pubblicitari nel proprio blog deve farlo, per stare in regola. Tolgo il pare: i commercialisti e i caf hanno tutti una versione differente, ma finalmente si è espressa in merito anche l'agenzia delle entrate. Che poi alla fine la partita iva non si paga, da quanto ho letto, ma i contributi e bolli vari sì. 3000 euro annui per uno stipendio di 150 euro annui. Alcuni blogger guadagnano molto di più, va bene, ma quanti rientrano nella categoria?
Il fisco fa stare a galla solo i pesci grossi. Tutti i pesci piccoli si trovano in una situazione paradossale che non si possono permettere. Il governo aveva recentemente introdotto (e poi sospeso fino a luglio) la webtax, una soluzione drastica: trattenuta del 20% su tutti i bonifici dall'estero. Però almeno così non serviva più aprire la partita iva.
Una soluzione potrebbe essere non usare più queste pubblicità. Alcuni internauti si lamentano scrivendo Che razza di pubblicità si vedono sul blog? Diventa difficile rispondere loro che gli annunci si adattano automaticamente alle pagine che hanno visitato appena prima. Se vedono annunci di prosciutto cotto è perchè hanno navigato in siti di prosciutto cotto, se vedono annunci di porcherie è perchè hanno appena guardato siti di porcherie.
Quindi una soluzione è togliere gli annunci pubblicitari di terzi e magari inserire i propri. Perdi qualche centesimo di euro, ma guadagni in visibilità.
Bisogna aspettare fino a luglio e scoprire cosa si inventano.

venerdì 28 marzo 2014

Trapianti di polloni

Il cotogno a Cadine vicino alla panchina non fa mai frutti, ma in compenso fa un sacco di polloni. Visto che il cotogno si propaga per trapianto di pollone (e anche per talea), ho rimosso tutti quelli periferici, molti dei quali anche con qualche radice. Ora stanno all'ombra e al fresco, se attecchiscono li trapianterò, magari in una settimana piovosa di fine agosto. Prima no che seccano.
Anche il prugno e l'albicocco in cima al campo avevano dei grossi polloni intorno (polloni che sottaevano linfa al tronco principale, a discapito dei frutti). Stessa operazione anche loro, pur sapendo che sono alberi innestati, quindi quelli che ho rimosso sono solo dei porta-innesti. Un giorno andranno innestati con dei rami superiori.

sabato 1 marzo 2014

Farina integrale e mulino

La farina bianca è uno di quegli ingredienti che andrebbero limitati nella nostra dieta. Il suo derivato più comune, il pane bianco, ti frega perchè è un alimento che non sazia, accompagna bene un po' tutto. La farina bianca, rispetto a quella integrale, è un alimento povero, privato del germe e della crusca, quindi di minerali e vitamine. Praticamente è 100% amido. Bisogna tener presente che l'amido lo assimiliamo già coi legumi, con le patate, con la pasta, con il riso, con la polenta. Con questi alimenti il pane bianco diventa superfluo e va evitato.
La farina (bianca) 00 è raffinata (assomiglia al gesso) per eliminare ogni impurità, essere bella da vedere, lievitare tanto e conservarsi a lungo. Il trattamento sbiancante è chimico e il grano (o frumento) di partenza di solito viene trattato.
La farina bianca è un'invenzione del Dopoguerra, prima c'era solo la farina integrale, di gran lunga migliore, e per ottenerla (fresca) serve un mulino e grano non trattato.
Il mulino manuale, o macina-cereali, è economico rispetto alla variante elettrica ma lento nella resa: bisogna stare una vita a macinare prima di avere mezzo chilo di farina.
Il mulino elettrico è più comodo e più veloce, ma costa, scalda troppo il grano macinato (cuocendolo in pratica) e c'è una minima propensione al guasto.
A livello di costi un mulino elettrico da 400-1500 euro non conviene (se ne approfittano, perchè son prodotti di nicchia). Forse conviene di più comprare la farina integrale (quella vera però, occhio alle fregature) in negozio o in un mulino vero. Sperando che sia fresca. Bisognerebbe fare anche due conti sul prezzo dei sacchi di grano e sul loro reale utilizzo (perchè non so se ne vendono sotto i 25 chili e potrebbe andare a male).
La soluzione ottimale sarebbe condividere un bel mulino tra più persone, così da sfruttarlo a dovere, consumare velocemente i sacchi di grano e dividere la spesa.

sabato 8 febbraio 2014

Terra buttata

Chi lavora nell''edilizia ha la pessima abitudine di scavare e costruire sulla terra buona. Bastava guardare le fondamenta del ricovero di Cadine, un anno fa, o  altri cantieri in giro. O confrontare una vecchia foto di Trento con la versione attuale. La storia (sbagliata) è sempre la stessa: le case vengono costruite sopra metri e metri di terra fertile, lasciando a campagna le aree brulle e rocciose.
Non si poteva fare viceversa? Piazzare il ricovero sulla roccia (così non servivano neanche le fondamenta) e piantare un bel frutteto in quel campo di Cadine? Quel campo avrà nutrito per un paio di millenni i residenti e/o il suo bestiame), selezionato in base all'esposizione al sole, alla composizione della terra, alla presenza di acqua. Ora non esiste più ed è un processo irreversibile.
La gestione del territorio montuoso non può permettere che preziose aree fertili vengano date in pasto ai cantieri.

venerdì 17 gennaio 2014

Due piante interessanti: Lycium barbarum e Stevia rebaudiana

Tanti decantano le virtù delle bacche di Goji (Lycium barbarum) e della Stevia rebaudiana. Potrei comprarne qualche esemplare, fermo restando che non finiscano nel dimenticatoio quando passa la moda.
La Lycium barbarum è una lontana parente (sudest asiatico) del pomodoro. Frutto della giovinezza, medicinale, concetrato di vitamine e antiossidanti,15 grammi al giorno per vivere meglio. Informazioni recuperate:
- maggiore è l'esposizione solare e maggiore sarà la dose di antiossidanti contenuta nelle bacche (leggenda?)
- attenzione alle truffe: è difficilissimo distinguere la varietà migliore (barbarum) dagli ibridi in circolazione
- la varietà barbarum ha le bacche dolci (sapore: misto di pomodoro e uvetta), le altre varietà sono commestibili solo essiccate.
Le foglie della Stevia rebaudiana, una volta essiccate e tritate, possono sostituire lo zucchero. Informazioni:
- dolcificante naturale, più dolce dello zucchero e privo di calorie, adatto ai diabetici e non provoca carie
- retrogusto di liquirizia che rende problematico il loro utilizzo nei dolci da forno
- contiente una sostanza che, digerita, produrrebbe un derivato cancerogeno (ma pare una notizia smentita a metà, per molti un mero allarmismo divulgato dalle multinazionali dello zucchero).

C'è da aggiungere, tuttavia, che diverse voci fuori dal coro apprezzano piante da frutto meno di moda. Le vere rivelazioni sono il banano del nord o di montagna (molto rustico) e il mirtillo siberiano (che non richiede terra acida).
In ogni caso il posto è limitato, ancora di più se trapianto un po' di piccoli cornioli per aumentare il raccolto nei prossimi anni.

martedì 14 gennaio 2014

Lo scandalo del succo di limone

All'inizio credevo fosse un vero e proprio scandalo quello del succo di  limone.
Mi chiedevo di continuo possibile che la lemonsoda contenga la polpa di limone, e invece il succo di limone in bottiglia no? Quello del supermercato, intendo, che non pare proprio una spremuta fresca.
Il succo di limone fresco avrebbe tutte le carte in regola per essere un prodotto vincente. Conveniente, più sostenibile perchè le bucce resterebbero giù in Sicilia e anche più comodo, perchè non ci sarebbe da sbracciarsi sopra una spremiagrumi. Ma la spremuta fresca di limone non esiste in commercio, me l'ha confermato il titolare del negozietto siciliano: non si conserva, neppure in frigorifero.

mercoledì 11 dicembre 2013

Oggetto luminoso sopra Vigolo Baselga

La settimana scorsa un oggetto luminoso non identificato è decollato da un punto imprecisato sopra Vigolo Baselga. Un globo multicolore, dalle luci che si alternavano, che saliva di quota lentamente. Così sono andato a recuperare la videocamera:



Poteva essere mercoledì o giovedì, verso le 17:30, forse un attimino prima. Vista la traiettoria parabolica regolare e il salto molto breve, non credo sia un granchè di UFO. Un pò scarso. Però non riesco a capire cos'altro potrebbe essere.
Non è:
  • un elicottero, non si sente il rotore tra l'altro
  • un oggetto luminoso scagliato nel cielo, è troppo lento e la velocità è costante, senza accelerazioni
  • un razzo di segnalazione (bengala), troppo lento
  • un pallone aerostatico, non avrebbe perso quota così presto.

domenica 24 novembre 2013

Tre consigli per vivere al sicuro

Per migliorare il nostro senso sicurezza (e quindi la nostra serenità) non servono impianti di videosorveglianza, guardie giurate e sistemi antifurto sofisticati.
Basta essere 1)vigili 2)imprevedibili 3)muniti di dissuasori.

Bisogna ritornare a essere vigili, perchè ormai di questi tempi ci chiudiamo tutti nel nostro mondo e pretendiamo la privacy totale. Troppi giovani si sparano nelle orecchie musica a volume invalidante e tengono gli occhi incollati sullo smartphone, perdendo completamente la percezione del mondo intorno a loro. Si usa l'automobile anche per gli spostamenti più brevi, diventando automi-che-fissano-solo-la-strada.
Meglio quindi tornare a fare due passi e guardarsi in giro, rinsaldare un rapporto di fiducia con il vicinato, perchè solo il vicino può controllarvi la casa (e viceversa). Andate a visitare i parenti che abitano soli e ammirate i fiori o l'orto dei compaesani (potreste anche imparare qualcosa di utile o dispensare dei consigli). Andate a conoscere e fatevi conoscere, si chiama spirito di comunità.

Bisogna vivere in un modo più imprevedibile. I malintenzionati si approfittano delle vostre abitudini, dei vostri orari fissi. Più siete prevedibili e più siete vulnerabili. Cambiate i vostri orari, rompete la monotonia che vi siete autoimposti. Non fate sempre le solite strade quando uscite con il cane o andate a fare la spesa. Variate un po', è pieno di bei sentieri e scorciatoie. Siate curiosi.

I punti vulnerabili delle case sono quelli nascosti alla vista. La portina infrattata sul retro, per esempio, risulta più invitante di una finestra magari al piano terra, ma affacciata sulla via trafficata del paese. Per proteggere i punti deboli occorrono i dissuasori. L'inferriata e il portone blindato sono dissuasori perchè obbligano il malintenzionato a spendere minuti preziosi a superarli. Più efficaci sono i dissuasori acustici, come la radio lasciata accesa quando non ci siete o la porta non oliata che cigola. Uno dei migliori dissuasori (anche acustici) è il cane. Meglio libero di girare dove vuole, se invece lo tenete legato posizionatelo almeno dove può godere di un ampio campo visivo.

lunedì 18 novembre 2013

Il coro "angelico" di Baselga

Per completezza, dopo la critica alle letture sonnifere, mi occuperò anche del coro di Baselga. Messo male. Non in senso metaforico, perchè si sente che si impegnano per davvero, ma in senso letterale. Il coro è posizionato male.
Il balcone lassù, se ricordo bene, era riservato alla nobiltà, non al coro. Il coro dovrebbe stare nell'abside dietro l'altare maggiore. Questo perchè le onde sonore delle voci è meglio che arrivino dal davanti, dirette e limpide. Ora come ora ti arrivano da dietro la nuca. Come se ascoltassi un concerto girato di spalle. Io poi sto praticamente sotto e mi pare di ascoltare un coro che non si vede, angelico appunto. Forse è l'effetto cercato.
Senza contare che i presenti non rischierebbero più il torcicollo per dare un'occhiata e non si sentirebbe più la frana quando i coristi scendono per la scala a chiocciola.
Un'alternativa, usata dagli ospiti tre le altre cose, è stare nella navata laterale. Il compromesso migliore sarebbe la via di mezzo: al posto dei chierichetti. Già che ci sono, che cantino anche loro, perchè, parlo per esperienza personale, stare lì un'ora è un supplizio. E poi sarebbero più sciolti durante le letture. Senza contare (ancora una volta) che le anziane e i genitori sarebbero felici di vederli all'opera e non fermi come statuine.

martedì 12 novembre 2013

Braccio di ferro nella compravendite online

Il tirch.. tizio Caio mi contatta perchè interessato a un libro usato che ho messo in vendita. Libro: 
1) fuori stampa
2) che originariamente costava 12,50 €
3) che svendo a 6 €.
Caio: Ma i 6 € comprendono le spese di spedizione, vero?
No... (ma quando mai?!?).
Caio: Capito, vendi altri titoli dell'autore?
(non ci credo: riesco a venderli tutti in un colpo). Se me li compri tutti e tre te li svendo a 4 € l'uno. Più spese ovviamente.
Caio: Se me ne vendi due a queste condizioni te li compro.
Due te li posso (s)vendere a 5. Meno no (mi prende in giro?)
Caio: Tre libri 12 € e due 10 €? 
Proprio così.
Fine.

Mi illudevo che Caio fosse interessato veramente a quel libro, ma non lo era, altrimenti mi avrebbe ricontattato. Forse Caio era più interessato a tirarla per le lunghe, convinto che la sua furba tirchiaggine avesse la meglio. Ma anche volendo, non potevo dargliela vinta: il prezzo del libro include anche l'imballaggio, la coda alle poste, il contrattare con burloni...
Dovevo impostare un prezzo maggiore, così da poter trattare al ribasso e dargli la finta illusione di aver concluso un affare. Quello che in pratica fanno tutti i negozi ai saldi. 

lunedì 28 ottobre 2013

Pasticci al seggio

Domenica al seggio mi sono vergognato profondamente. Purtroppo la scena la seguivo solo con un orecchio, essendo impegnato nelle pratiche, e non sono potuto intervenire in tempo.
C'era una donna anziana con la tessera elettorale non aggiornata e pure corretta male dall'ufficio comunale. La presidente del seggio cosa ha fatto? Questa tessera non è valida. E gliela strappa davanti agli occhi. L'anziana si offende in una maniera incredibile, ma a ragione: una presidente di seggio l'ha privata del suo diritto al voto. Della sua cittadinanza praticamente. Oltraggiata, immagino, visto che la scena stava sotto gli occhi di almeno una dozzina di persone.
Poi un'altra presente invita la presidente a chiamare il comune, e lei allora forse capisce di aver combinato una vaccata totale. La distruzione di un documento potrebbe anche costituire un reato, chi lo sa. La signora è stata fin troppo buona (e ha potuto, giustamente, votare). 
Cioè: una donna anziana si prende la briga di venire a votare e la presidente le strappa la tessera elettorale davanti agli occhi. Come nella peggiore dittatura. Ma cosa aveva in testa io non lo so. Non so neanche come vengono scelti i presidenti. Ormai mi sembrano tutti burocrati inflessibili, ingranaggi privi di umanità. Pensano solo all'efficienza, nient'altro. Che alla fine, sofisticati finché vogliono, i pasticci li combinano anche loro.

venerdì 25 ottobre 2013

Limonaia in cortile

Il cortile sarebbe il posto ideale per una limonaia. Sempre al sole e con la casa che copre il lato freddo settentrionale. Progetto un po' strampalato, perchè tutti i mapi (fusione di mandarino e pompelmo) che mangio non hanno semi. E anche se ne trovassi uno, la pianta potrebbe impiegare anche dieci anni a fiorire (se invece si innesta su un altro agrume adulto i tempi si dimezzano, più o meno). A questo punto meglio farla crescere in un grosso vaso da tenere dentro, nell'attesa.
Senza considerare che la predilezione per gli agrumi è una delle tante convenzioni radicate nella società. Le bacche di rosa canina contengono più vitamine e restano lì a marcire lungo la strada (sono scomode da mangiare). Le ortiche contengono più ferro degli spinaci, eppure si comprano i secondi al supermercato, sicuramente più teneri, ma mezzi artificiali e meno genuini.

domenica 13 ottobre 2013

Abbuffarsi come maiali

Mi capita, a volte, di vedere gente a tavola che si abbuffa di cibo. Masticando poco e ingurgitando bocconi così in fretta che manca loro il fiato. Scena famigliare delle vacanze a Pescara e a Londra.
Le cause. Data l'enorme disponibilità di cibo gratuito (offerto in grande quantità, non raccolto,  né prodotto, né preparato da chi mangia), gli si dà pochissima importanza. Si manda giù come se fosse uguale al cibo spazzatura dei fast food, o alle patatine confezionate. Chi mangia come un maiale non si rende conto dell'impegno e della perizia che c'è dietro a un buon piatto. Mangia per riempirsi, e, nel caso avanzasse qualcosa, lo butta via.
Mangiare come un maiale è una compulsione. Mangiare regala senso di sazietà, di soddisfazione. Con lo stomaco strapieno il metabolismo si concentra tutto sulla digestione, dimenticando pensieri e preoccupazioni.
Il senso di pienezza andrebbe sostituito con quello del gusto, l'assaporare con calma le pietanze. Trasferire il piacere dallo stomaco alla lingua. L'appagamento è uguale, coi vantaggi che mangiamo con moderazione e conserviamo la nostra dignità. Perchè il pasto è un momento solenne, l'ultimo passaggio del nostro lavoro quotidiano.

domenica 22 settembre 2013

Affamati di uova

Fuori di casa dovrei appiccicare il seguenteo avviso: Le galline non fanno uova mangiando briciole di pane. Come si fa a pensare di barattare il pane vecchio con le uova fresche? I miei sono troppo buoni ad accettare questi baratti che sanno molto da presa in giro. Come se vi portassi un sacchetto di farina per avere in cambio una pizza farcita.

E, dulcis in fundo, le uova fresche vanno consumate fresche, appunto. Depredare il pollaio per una torta o una frittata... meglio fare la spesa al supermercato e risparmiare il travaglio a quelle povere galline. 

mercoledì 18 settembre 2013

Concorso che suona male

Entro il dato giorno alla data ora devi presentare una mappa disegnata, larga un metro, di una certa valle, comprensiva di decine e decine di miniature delle attrazioni locali.
Se vinci bene, ma... se non vinci?
Un conto è un concorso fotografico dove la foto in sé è spendibile, cioè utilizzabile, in altre maniere e occasioni. Un altro conto è disegnare qualcosa di grosso, che richiede un sacco di tempo ed è così specifico che, se non vieni decretato vincitore, non ti serve più a nulla.
Quindi questo concorso si sarebbe potuto organizzare meglio. Molto meglio: presenti l'idea, ripeto idea, con magari un assaggio del disegno, e se ti dimostri convincente ti commissionano il lavoro.

In quel caso sì che disegnerei volentieri.
Poi vabbè, partecipare partecipo, ma... Ci sono sempre troppi ma. 

giovedì 25 luglio 2013

Mirtilli evasi: ritrovato lo scontrino

Ecco lo scontrino delle due piante di mirtillo comprate alla fiera di San Giuseppe. Le ricordavo più cari...
Me ne stavo dimenticando, per fortuna con la cara (e defunta) fotocamera avevo immortalato lo scontrino (ormai perduto). Che furbata però spostare il puntino, la dimostrazione che i veneti sanno fare i mercanti da tempi immemorabili.

In ogni caso le piante di mirtillo acquistate crescono bene.