domenica 21 giugno 2015

Pessimo trony

Il cliente ha sempre ragione non vale più. Mi sono sentito dire invece Mi sento preso in giro. Che io così mi offendo, anche se non lo do a vedere, perché io sinceramente cerco solo di far valere i miei diritti e cercare compromessi umani, ma mi ritrovo di fronte solo tanta fiscalità e diffidenza.
Se l'offerta dice compra insieme due prodotti e il secondo lo paghi la metà e se il primo prodotto è un grande elettrodomestico che viene consegnato e pagato a casa, già allora avevo chiesto chiarimenti. Dal commesso avevo capito che la ricevuta emessa al momento dell'ordinazione del grande elettrodomestico aveva valore fiscale e io avevo tempo fino al termine dell'offerta per comprare il secondo prodotto. Il commesso in realtà voleva dire che il secondo prodotto andava acquistato il giorno dell'ordinazione del primo e lo sconto faceva fede al futuro atto di vendita del grande elettrodomestico a domicilio. Ho messo insieme le cose adesso, anche se tra le due la più plausibile rimane la prima. Altrimenti un truffatore si ordina un frigo con cento euro di acconto e insieme un'offerta con uno sconto maggiore dell'acconto, dà dati e recapito fasulli e scompare con un bel margine di guadagno.
In ogni caso oggi ritorno al trony per comprare il secondo prodotto con lo sconto che mi sarebbe spettato. La commessa all'inizio è comprensiva e vorrebbe rifare lo scontrino, poi però mi dice che è meglio chiedere al direttore. Un'ora di santa pazienza e l'aria cambia: niente offerta valida. Questi spilorci, invece che essere contenti e ricompensare un cliente che ha speso una cifra rilevante nel loro negozio, dicono chiaramente ciucciati il calzino, dovevi pensarci prima.
Me lo ripete anche il direttore.
- Le regole sono chiare.
(Io di regole riferite al mio caso particolare in uno slogan di una frase sinceramente non ne vedo)
- Sì, ma cosa le cambia se fa finta che ho acquistato insieme i due prodotti? Niente! - gli faccio, sperando che chiuda un occhio.
- Eccome se cambia. Perdo cento euro!
- Intanto quel cellulare a prezzo pieno non te lo comprerò mai, quindi ne perdi duecento ora...
E volevo dirgli che io magari perdo la faccia arrampicandomi un po' sui vetri, ma lui perde un cliente.
Come ultima spiaggia ho tentato la storia del diritto di reso. Rendo per finta indietro il frigo, mi faccio fare un buono e lo ricompro subito insieme al cellulare. Lui mi spiazza dicendomi che in un negozio fisico come il trony non esiste diritto di reso. Questa non la sapevo, mi hanno abituato bene a comprare online. Lì le cose costano trenta euro di meno e c'è pure il diritto di reso. Te pensa.
- Solo se il prodotto è difettoso o ti racconto una palla vale quel diritto.
A questo punto avrei tanto desiderato avere con me qualche vecchio scontrino, per rispolverare un vecchio caso. Perché l'anno scorso mi hanno venduto un cellulare con una sim non compatibile, ma i commessi il diritto di reso che cercavo di far valere non l'hanno proprio capito. Idem l'auricolare difettoso, mi hanno mandato in via fersina a farlo sostituire quando, a detta dell'assistenza di via fersina, erano quegli sfaticati del trony che dovevano occuparsene. O sennò il commesso che mi ha rifilato una videocamera mediocre con la promessa che avrei potuto cambiarla (con quella che avevo puntato io) il giorno dopo. Quando ritorno il furbo fa di tutto per evitarmi e chiacchiera con i clienti venuti dopo di me, si ferma mezz'ora con due anziani, ma io resto lì e alla fine quello che si arrende è lui. In quell'occasione ho avuto la maledetta bontà d'animo di restituirgli la scheda di memoria che aveva dimenticato dentro la sua schifosa videocamera, non se la meritava.
Quello che voglio dire, in sintesi, è trony, sei davvero pessimo. 

mercoledì 17 giugno 2015

Le galline rosse mangiano le lumache rosse

La buona notizia del giorno appena passato è che le galline rosse mi mangiano le lumache rosse (corretto: limacce). Poi avrei anche ritrovato il berretto che credevo smarrito per strada e raccolto da un passante, invece è sempre rimasto qui, infilatosi - chissà come - dentro una maglia. Peccato che mi sia già comprato il sostituto.
Credevo che le lumache rosse fossero velenose, invece leggo che sono un alimento abituale per molte pennute. Magari il colore rosso-arancione provoca un po' di repulsione, ma tanto gliele do a tarda sera e le galline rosse se le mangiano in un sol boccone. Ovviamente non esagero perché non so che conseguenze abbia questa dieta nel lungo periodo (immagino che una limaccia trovata sopra l'insalata sia ripiena d'insalata...) Le altre galline, invece, niente da fare, scuotono il capo contrariate.
Paradossalmente le chiocciole, tanto apprezzate dagli intenditori, non sono altrettanto prelibate per le galline. Divorano volentieri solo il guscio, a patto di riuscire a romperlo. Poi a me stavano simpatiche e non volevo eliminarle. Quando ne ho sgamata una vicina ai trapianti di zucca, per dire, son rimasto lì dieci minuti per vedere se li mangiava, invece di neutralizzarla. E non ne ha morsicato uno. Metà delle piantine di rapanello seminate, invece, sono state rase al suolo. Le due chiocciole sospettate sono state condannate senza appello.

sabato 13 giugno 2015

L'animale animalista

Trovo veramente difficile concepire il termine 'animalista' quando siamo di nostro tutti animali. Animale deriva da anima, vuol dire essere dotato d'istinto, di moto e di sensi, non bisogna vergognarsi a definirsi tali. L'essere umano definisce se stesso animale dotato anche di ragione, tutto qua. Peccato che questo vanto, la ragione, non venga adeguatamente sfruttato.
O forse animalista significa essere schierati contro quei cattivoni del regno vegetale o del regno minerale? Allora mai e poi mai sarò un animalista, non ditemelo più che mi offendo.

mercoledì 3 giugno 2015

La fognatura-fregatura

Va bene, la strada diventa un torrente ogni volta che piove e bisogna prendere un provvedimento. È il provvedimento preso che non condivido. Hanno avuto la brillante idea di scavare nella strada una fognatura bianca per incanalare l'acqua piovana e portarla chissà dove. L'acqua sarà anche di tutti, ma prima penso che l'acqua appartenga al territorio dove scorre. Se scorre giù per la strada e crea disagi è colpa dell'asfalto e del cemento, altrimenti le campagne aride di Cadine l'avrebbero assorbita in un attimo.
Potevano creare una vasca o una cisterna e lasciarla a disposizione degli agricoltori. Potevano scavare delle minuscole canalette che scaricavano l'acqua sulla strada nei campi sottostanti. Se è pulita potevano anche fare una fontana, visto che lì non ce ne sono e una ci starebbe bene. No, l'acqua portiamogliela via. Facciamo un bel cantiere, facciamo un mega polverone, dobbiamo consumarli in qualche modo i soldi dei contribuenti.