domenica 13 ottobre 2013

Abbuffarsi come maiali

Mi capita, a volte, di vedere gente a tavola che si abbuffa di cibo. Masticando poco e ingurgitando bocconi così in fretta che manca loro il fiato. Scena famigliare delle vacanze a Pescara e a Londra.
Le cause. Data l'enorme disponibilità di cibo gratuito (offerto in grande quantità, non raccolto,  né prodotto, né preparato da chi mangia), gli si dà pochissima importanza. Si manda giù come se fosse uguale al cibo spazzatura dei fast food, o alle patatine confezionate. Chi mangia come un maiale non si rende conto dell'impegno e della perizia che c'è dietro a un buon piatto. Mangia per riempirsi, e, nel caso avanzasse qualcosa, lo butta via.
Mangiare come un maiale è una compulsione. Mangiare regala senso di sazietà, di soddisfazione. Con lo stomaco strapieno il metabolismo si concentra tutto sulla digestione, dimenticando pensieri e preoccupazioni.
Il senso di pienezza andrebbe sostituito con quello del gusto, l'assaporare con calma le pietanze. Trasferire il piacere dallo stomaco alla lingua. L'appagamento è uguale, coi vantaggi che mangiamo con moderazione e conserviamo la nostra dignità. Perchè il pasto è un momento solenne, l'ultimo passaggio del nostro lavoro quotidiano.

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