lunedì 9 marzo 2015

Potare il noce

Papà me lo dice sempre: gli alberi non vanno mai piantati vicino al confine. Perché, una volta cresciuti, fanno paura alla gente impressionabile o qualche raro alto automezzo o trasporto eccezionale si strofina un po' addosso per passare al di sotto. E quindi bisogna potarli. [non considerando che basterebbe una carrucola per piegare e correggere la posizione dei rami, ma si va sul complicato]
Il noce nel cortile di casa ne ha subite di cotte e di crude perché piazzato proprio sul vertice della proprietà. Tuttavia rimango convinto che sia stato piantato nel punto perfetto. A nord rispetto all'orto del vicino (inspiegabili le potature subite sul quel lato) e in un punto tale da ombreggiare le auto parcheggiate nel cortile lasciando il massimo dello spazio libero.
Il problema del noce è che non sopporta proprio le potature. Non riesce a cicatrizzare le ferite, che anzi col tempo diventano veri e propri crateri scavati nel tronco, che compromettono tutta la circolazione che sale su per la chioma rimanente. Per questo mi viene da pensare che piuttosto sarebbe meglio lasciare un moncone del ramo, invece che tagliarlo a raso, così va in malora solo quello.
Leggevo il parere di un esperto che suonava pressapoco così: Potare? Ma se ti amputano un braccio sano dopo stai meglio o stai peggio? Quindi la morale è che al noce si possono tagliare via solo le parti dei rami già secchi. Quello della foto aveva pure un getto buono esattamente in prossimità del punto di taglio. Ecco, in quell'occasione la potatura mi sembrava perfetta. Oggi ho controllato e il ramo non si è rinnovato per niente, rimane solo il moncone secco. Almeno il ramo principale non è stato scalfito.

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