lunedì 28 ottobre 2013

Pasticci al seggio

Domenica al seggio mi sono vergognato profondamente. Purtroppo la scena la seguivo solo con un orecchio, essendo impegnato nelle pratiche, e non sono potuto intervenire in tempo.
C'era una donna anziana con la tessera elettorale non aggiornata e pure corretta male dall'ufficio comunale. La presidente del seggio cosa ha fatto? Questa tessera non è valida. E gliela strappa davanti agli occhi. L'anziana si offende in una maniera incredibile, ma a ragione: una presidente di seggio l'ha privata del suo diritto al voto. Della sua cittadinanza praticamente. Oltraggiata, immagino, visto che la scena stava sotto gli occhi di almeno una dozzina di persone.
Poi un'altra presente invita la presidente a chiamare il comune, e lei allora forse capisce di aver combinato una vaccata totale. La distruzione di un documento potrebbe anche costituire un reato, chi lo sa. La signora è stata fin troppo buona (e ha potuto, giustamente, votare). 
Cioè: una donna anziana si prende la briga di venire a votare e la presidente le strappa la tessera elettorale davanti agli occhi. Come nella peggiore dittatura. Ma cosa aveva in testa io non lo so. Non so neanche come vengono scelti i presidenti. Ormai mi sembrano tutti burocrati inflessibili, ingranaggi privi di umanità. Pensano solo all'efficienza, nient'altro. Che alla fine, sofisticati finché vogliono, i pasticci li combinano anche loro.

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