lunedì 31 dicembre 2012

Premio Letterario “Francesco Gelmi di Caporiacco”

Lo scrittore professionista fa leggere il manoscritto a cinque bravi lettori, lo rifinisce un po' e lo passa all'editore di fiducia.
L'esordiente ripone le sue speranze nel concorso letterario, impiegando ogni giorno utile per produrre qualcosa di accettabile. Quando mancano due ore alla scadenza fila in città con la busta chiusa e... non trova nessuno. Perchè avevano aggiornato il bando e modificato la data. Così il disgraziato lascia il lavoro fuori dalla porta, sperando che un gatto non glielo porti via...
Meglio che scriva una supplica alla giuria.

lunedì 17 dicembre 2012

Com'era prevedibile...

... quei simpatici quadrati-rialzati-bianchi-catarifrangenti incollati sull'asfalto sono stati strappati via senza tanti complimenti dalle lame dei mezzi spazza neve.
Possibile che la trafila di ingegneri e geometri che hanno supervisionato i lavori sull'incrocio della Gardesana non se ne siano resi conto? O peggio: che lo sapessero fin dall'inizio e se ne siano sbattuti altamente? Tanto loro fanno il lavoro commissionato e morta lì. Non guardano più in là del loro naso.
O forse è tutto previsto: li ritroveranno al disgelo e li rimetteranno al loro posto...

Idem con patate davanti alla chiesa, a Baselga. Ogni inverno il simpatico omino con la mini ruspa scava crateri nel manto di bolognini. Con i soldi della ruspa e della sua manutenzione si poteva pagare la stagione a una squadra di spalatori che avrebbe pulito meglio, e con meno danni collaterali.

mercoledì 12 dicembre 2012

Bilancia all'eurobrico

Stamattina sono andato a comprare una bilancia per lo zio. Faccio un salto anche l'eurobrico, ho pensato lì per lì. Una volta dentro nel labirinto mi son reso conto che forse non era proprio una gran bella idea. Usando il fiuto potevo trovare il reparto dei pneumatici, quello delle vernici o quello del legname. Ma per trovare una bilancia pesapersone in mezzo a quel deposito di attrezzi avrei impiegato una vita. Chiedo al commesso e lui, senza fermarsi, mi indica un passaggio sulla sinistra. Lo passo al setaccio, ma niente. Le cose che più assomigliavano a una bilancia erano un grosso orologio da parete e una bistecchiera elettrica. Richiedo di nuovo al commesso e stavolta mi ci porta davanti. A questo pezzo di vetro coi piedi e un piccolo quadrante. Sulla scatola una ballerina ci fa sopra la piroetta. Allora immagino lo zio con gli scarponi che fa altrettanto sfondando tutto.

sabato 8 dicembre 2012

Catene da neve e danze tribali sull'autobus

Ieri sera, sulla strada per Cadine, la catena si è mollata o si è spezzata, che ne so. Girando ha disintegrato il vetro della portiera con un paio di frustate. L'autobus ha poi proseguito la corsa con queste sferzate continue e un personaggio, sfruttando il ritmo, ha cominciato una specie di danza indiana. Quasi per esorcizzare la fifa delle signore a bordo. 
Mai riso così tanto sotto la sciarpa.

martedì 4 dicembre 2012

Orrende recinzioni a Cadine. I prati spariscono

Chi entra a Cadine arrivando da Riva nota, a lato della strada, un'orrenda recinzione dove un tempo si apriva un enorme prato. Dovrebbe diventare una sorta di parcheggio per i camper. Cadine sembra ormai la porta di Trento, con la nuova galleria che ha messo in secondo piano quella del forte Bus de Vela. Lavori impressionanti di sicuro, ma che stravolgono, insieme agli impianti di vigne, il territorio. Capire poi cosa servono tutte 'ste vigne, tutto 'sto vino... non era meglio un po' di verdura fresca per il supermercato se proprio non si poteva lasciar stare la boscaglia?
Anche il cantiere per il futuro ricovero degli anziani è discutibile, sorgendo su un'area fertile, con uno spesso strato di terra ormai rimosso per far spazio alle fondamenta. Non potevano edificarlo su una zona rocciosa e lasciare stare quel prato con tutta quella terra? Risparmiavano sulle fondamenta di sicuro...