lunedì 28 ottobre 2013

Pasticci al seggio

Domenica al seggio mi sono vergognato profondamente. Purtroppo la scena la seguivo solo con un orecchio, essendo impegnato nelle pratiche, e non sono potuto intervenire in tempo.
C'era una donna anziana con la tessera elettorale non aggiornata e pure corretta male dall'ufficio comunale. La presidente del seggio cosa ha fatto? Questa tessera non è valida. E gliela strappa davanti agli occhi. L'anziana si offende in una maniera incredibile, ma a ragione: una presidente di seggio l'ha privata del suo diritto al voto. Della sua cittadinanza praticamente. Oltraggiata, immagino, visto che la scena stava sotto gli occhi di almeno una dozzina di persone.
Poi un'altra presente invita la presidente a chiamare il comune, e lei allora forse capisce di aver combinato una vaccata totale. La distruzione di un documento potrebbe anche costituire un reato, chi lo sa. La signora è stata fin troppo buona (e ha potuto, giustamente, votare). 
Cioè: una donna anziana si prende la briga di venire a votare e la presidente le strappa la tessera elettorale davanti agli occhi. Come nella peggiore dittatura. Ma cosa aveva in testa io non lo so. Non so neanche come vengono scelti i presidenti. Ormai mi sembrano tutti burocrati inflessibili, ingranaggi privi di umanità. Pensano solo all'efficienza, nient'altro. Che alla fine, sofisticati finché vogliono, i pasticci li combinano anche loro.

venerdì 25 ottobre 2013

Limonaia in cortile

Il cortile sarebbe il posto ideale per una limonaia. Sempre al sole e con la casa che copre il lato freddo settentrionale. Progetto un po' strampalato, perchè tutti i mapi (fusione di mandarino e pompelmo) che mangio non hanno semi. E anche se ne trovassi uno, la pianta potrebbe impiegare anche dieci anni a fiorire (se invece si innesta su un altro agrume adulto i tempi si dimezzano, più o meno). A questo punto meglio farla crescere in un grosso vaso da tenere dentro, nell'attesa.
Senza considerare che la predilezione per gli agrumi è una delle tante convenzioni radicate nella società. Le bacche di rosa canina contengono più vitamine e restano lì a marcire lungo la strada (sono scomode da mangiare). Le ortiche contengono più ferro degli spinaci, eppure si comprano i secondi al supermercato, sicuramente più teneri, ma mezzi artificiali e meno genuini.

domenica 13 ottobre 2013

Abbuffarsi come maiali

Mi capita, a volte, di vedere gente a tavola che si abbuffa di cibo. Masticando poco e ingurgitando bocconi così in fretta che manca loro il fiato. Scena famigliare delle vacanze a Pescara e a Londra.
Le cause. Data l'enorme disponibilità di cibo gratuito (offerto in grande quantità, non raccolto,  né prodotto, né preparato da chi mangia), gli si dà pochissima importanza. Si manda giù come se fosse uguale al cibo spazzatura dei fast food, o alle patatine confezionate. Chi mangia come un maiale non si rende conto dell'impegno e della perizia che c'è dietro a un buon piatto. Mangia per riempirsi, e, nel caso avanzasse qualcosa, lo butta via.
Mangiare come un maiale è una compulsione. Mangiare regala senso di sazietà, di soddisfazione. Con lo stomaco strapieno il metabolismo si concentra tutto sulla digestione, dimenticando pensieri e preoccupazioni.
Il senso di pienezza andrebbe sostituito con quello del gusto, l'assaporare con calma le pietanze. Trasferire il piacere dallo stomaco alla lingua. L'appagamento è uguale, coi vantaggi che mangiamo con moderazione e conserviamo la nostra dignità. Perchè il pasto è un momento solenne, l'ultimo passaggio del nostro lavoro quotidiano.