sabato 1 marzo 2014

Farina integrale e mulino

La farina bianca è uno di quegli ingredienti che andrebbero limitati nella nostra dieta. Il suo derivato più comune, il pane bianco, ti frega perchè è un alimento che non sazia, accompagna bene un po' tutto. La farina bianca, rispetto a quella integrale, è un alimento povero, privato del germe e della crusca, quindi di minerali e vitamine. Praticamente è 100% amido. Bisogna tener presente che l'amido lo assimiliamo già coi legumi, con le patate, con la pasta, con il riso, con la polenta. Con questi alimenti il pane bianco diventa superfluo e va evitato.
La farina (bianca) 00 è raffinata (assomiglia al gesso) per eliminare ogni impurità, essere bella da vedere, lievitare tanto e conservarsi a lungo. Il trattamento sbiancante è chimico e il grano (o frumento) di partenza di solito viene trattato.
La farina bianca è un'invenzione del Dopoguerra, prima c'era solo la farina integrale, di gran lunga migliore, e per ottenerla (fresca) serve un mulino e grano non trattato.
Il mulino manuale, o macina-cereali, è economico rispetto alla variante elettrica ma lento nella resa: bisogna stare una vita a macinare prima di avere mezzo chilo di farina.
Il mulino elettrico è più comodo e più veloce, ma costa, scalda troppo il grano macinato (cuocendolo in pratica) e c'è una minima propensione al guasto.
A livello di costi un mulino elettrico da 400-1500 euro non conviene (se ne approfittano, perchè son prodotti di nicchia). Forse conviene di più comprare la farina integrale (quella vera però, occhio alle fregature) in negozio o in un mulino vero. Sperando che sia fresca. Bisognerebbe fare anche due conti sul prezzo dei sacchi di grano e sul loro reale utilizzo (perchè non so se ne vendono sotto i 25 chili e potrebbe andare a male).
La soluzione ottimale sarebbe condividere un bel mulino tra più persone, così da sfruttarlo a dovere, consumare velocemente i sacchi di grano e dividere la spesa.

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