domenica 24 agosto 2014

Prati aridi e puliti

Perché le greggi del pastore possono pascolare su ogni prato che trovano sul cammino? Non è solo una tradizione millenaria, c'è un interesse dietro. C'è uno scambio equo. Io do da mangiare alle pecore, tu mi concimi il prato. C'è armonia. C'era.
Oggi di pastori ne girano pochi, ne gira uno (se gira). Al loro posto c'è il trattore con l'imballatrice. Niente più bestie al pascolo, ma prati tagliati e fieno trasportato in stalla. Quindi niente scambio equo. Dal prato si prelevano quintali di massa organica che poi non vengono più restituiti. Ecco, passerà ogni tanto l'atomizzatore a spargere liquami nebulizzati sull'erba, ma sono briciole infinitesimali. Difficilmente il proprietario del prato investirà l'affitto che gli paga il contadino per concimare il prato. Il letame delle stalle finisce nella mani (nei rimorchi) di gente furba che pensa ai propri affari.
Il povero prato diventa, anno dopo anno, sempre più arido. Perché bisogna tenerlo pulito. Ma per tenerlo pulito basta curare il suo perimetro con le forbici e la roncola. Di sicuro gli alberi non sbucano fuori dal terreno saturo di erba.

Una cosa è certa: quando del prato resterà solo una distesa di pietre coperte di muschio, allora sarà pulitissimo.

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