mercoledì 24 ottobre 2012

La dieta vegana. Cosa magiavano i nostri antenati

La dieta vegana è uno di quei concetti che, a forza di dai da parte di amici e conoscenti, comincia a entrarti in mente e a non andare più via. Dieta vegana significa non mangiare niente che implichi lo sfruttamento, la sofferenza e la morte di un altro essere vivente. Quindi niente carne, niente pesce, niente uova, niente latte. Niente biscotti o torte... Ma anche niente lattuga e niente cavolfiore, visto che non bisogna ammazzare la pianta.
Si dovrebbe vivere di frutta, cereali, legumi e poco altro.

Il ragionamento di fondo è i nostri antenati, prima di diventare cacciatori e poi contadini, mangiavano quello che raccoglievano in giro e non avevano problemi di salute. Qui si potrebbe aprire un dibattito sul perchè, allora, l'aspettativa di vita si fermasse ai trent'anni, ma la causa potrebbe stare tutta nell'assenza di medicinali adeguati contro infezioni e epidemie varie. Potrebbe. (aggiornamento: una risposta esauriente si può leggere qui)
Altrimenti si può pensare i nostri antenati mangiavano le radici delle piante ammazzando queste ultime, così come noi facciamo con le carote o le cipolle. Sarebbe tragico non poter più mangiare le carote.

La dieta vegana suona un po' estrema, anche se resta fattibile. Un pugno di noci bastano per saziarci a merenda, un piatto di legumi sostituiscono bene una bistecca. Poi certo, non si può cominciare una dieta del genere da un giorno all'altro. Bisogna procedere un passo alla volta, prendersela un po' comoda. Credo che l'organismo si debba abituare. 

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