lunedì 20 dicembre 2010

L'unico televisore buono è il televisore guasto.

Ho sviluppato un'avversione di tutto rispetto per il televisore. Proporzionale alle sue dimensioni e al volume erogato.
Io non ce l'ho con Renato Zero o con i commentatori delle partite di calcio. Per me possono rispettivamente cantare e fare tutto il baccano che vogliono. Finché restano a 500 chilometri di distanza non ci sono problemi. Il televisore, però, me li schiaffa davanti agli occhi. In quei momenti ti chiedi cosa hai fatto di male nella vita per meritarti queste disgrazie, oltre alla trafila preesistente.
Completati anche anche il quinto e il settimo capitolo del romanzo. Ne mancano altri otto da sistemare. In ogni caso, non nutro grandi speranze. Il mondo editoriale viene dipinto molto male da chi ha già avuto esperienze a riguardo. Di solito uno scrittore esordiente finisce un libro e poi basta. Si arrende, schifato.

PS: avevo scritto di presunte colpe della fotografa, alcune righe sotto. Mi sono sbagliato. Sempre sia lodata.

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