venerdì 16 dicembre 2011

Certe sere, a Baselga del Bondone...

Certe sere a Baselga del Bondone s'ode una strana musica rimbombare...
Perchè i ragazzini vengono su dalla città e affittano la sala del paese per i loro festini privati. Dentro il volume deve essere alto, ma alto, se la musica si sente distintamente fin qui, a debita distanza e con le finestre chiuse. Strano che i vicini, che abitano attaccati, non si lamentano.
Questa discoteca improvvisata sta all'ultimo piano e ha il tetto in legno, quindi si crea l'effetto campanile, nonché l'effetto cassa di risonanza. Magari aprono anche una finestra per inventarsi una sala fumatori.
Cosa ne ricava Baselga? L'affitto? 50 euro? Un paesino come questo avrebbe bisogno di momenti di aggregazione sociale, ma questo tipo di feste, che sono private e dove gli invitati sono una cerchia ristretta, non servono a niente.

Una sala del genere, visto la tranquillità del posto, potrebbe essere adibita a sala lettura e biblioteca. O sala di esposizione. Dico biblioteca perchè le case straripano di libri che vengono letti una volta e poi diventano parte integrante dell'arredamento. Quindi basta spostare questo carico culturale in un luogo pubblico e renderlo fruibile a tutti. Le spese verrebbero ammortizzate con le cunsumazioni del bar. Fare la pagina web con il catalogo dei testi non costa nulla. Occorrebbe, però, aumentare l'illuminazione - naturale - sostituendo una parte del muro e del tetto con una lunga vetrata. Così ci sarebbe anche una bella vista panoramica sulla conca di Terlago.
Altrimenti si può ricavare una sala da ballo o un cinema. Sicuramente non un centro ricreativo per ragazzi, perchè sono incapaci di autogestirsi e c'è in giro poca gente capace di imporsi e farsi rispettare.
O una palestra, perchè no?
Tutto si può fare di quella sala, tranne che lasciarla a disposizione di persone immature che si stordiscono con musica assordante.

I ragazzini con le loro dipendenze malsane dovrebbero restare a casa loro a fare casino, facile venire qui dove non li conosce nessuno. Che poi, a volte, si tratta proprio dei ragazzini del circondario, quei figlioletti di gente rispettabile a cui nessuno può dire niente...

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