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Le Avventure della mia Fantasia, blog ammiraglio ricco di contenuti.
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sabato 26 marzo 2011

Un'altra patente...

Vola
Alta
Lassù
E
Non
Tornare 
Indietro,
Nuvola
Ardita.

Andrea Baldessari

Nuovo compleanno, nuovo componimento. 
91, 88, 91, 97. Non sono le misure della mia donna ideale, la vita dovrebbe essere un po' più stretta, però come voti d'esame vanno molto bene. Pensavo che la patente europea fosse uno scherzo, ma mi sono dovuto ricredere.
Per ben tre anni consecutivi sono stato socio di un'importante associazione ludica e non ho mai giocato di ruolo. Mi è toccato al corso del Fondo Sociale Europeo. I casi della vita.
Domani bici. Sole, nessuno scherzo. Se non esci, la prossima volta non esco io. Avvisato.

venerdì 11 marzo 2011

Poesia improvvisata.

Trema la pelle
in fondo al mare.
Un singolo sussulto
del cuore ardente.
Muscoli rocciosi
di pianeta contro
il sole rosso.
 Andrea Baldessari

Meglio una poesia che tanti dettagli scabrosi dei telegiornali.

sabato 19 febbraio 2011

Corsi del Fondo Sociale Europeo: dilemma.

Mi sono iscritto a quattro selezioni e...
Le condizioni di salute mi hanno impedito di presentarmi al colloquio del corso Performance management: best practices e professionalità specialistiche per lo sviluppo dell’impresa in rete. Deve trattarsi di un corso di economisti, sinceramente il titolo è indecifrabile. Andava scritto più sintetico.
Ho disdetto anche le selezioni per un corso a Rovereto, gli orari sarebbero stati troppo proibiitivi.
Miracolosamente mi hanno ammesso al corso Promozione e gestione dello sviluppo partecipato e sostenibile del territorio. Ripescato dalle riserve, a quanto pare. Mi scoccia un po' che questo corso non rilascia certificazioni, ma spero sia una dimenticanza. Il caso vuole che il primo giorno del corso si sovrapponga con le selezioni per il quarto corso, di grafico multimediale. Sinceramente puntavo tutto su quest'ultimo, avevo l'occasione di imparare a creare animazioni digitali. Forse, chissà. Però devo considerare due elementi fondamentali. Primo: non si butta l'ammissione a un corso che ha del miracoloso. Secondo: il bando di grafico multimediale richiede (come preferenza) un diploma tecnico-informatico, che non possiedo.
Tutta colpa della valutazione titoli. Certificazione che non significano nulla, conoscenze dimenticate con il passare degli anni, superate in qualche maniera. Esempio: al concorso come tecnico informatico all'università di Trento, sbalzai dalla quartultima posizione (valutazione titoli) alla quinta (prova scritta). Eravamo, circa, più di quaranta. Ovviamente il divario di punti con i primi si rivelò troppo elevato.
Il sistema non funziona, tutto qua.

giovedì 17 febbraio 2011

Si comincia anche la copertina...

Scelta una seconda casa editrice. Sto valutando l'idea di stampare il manoscritto e inviarlo a un altro paio di case che accettano solo cartaceo. Aspetterò ancora un po'.
Nell'attesa ho cominciato anche a disegnare la copertina: non si sa mai che piaccia al futuro e ipotetico editore. Magari me la piazza sul volume. Magari il loro grafico sceglierebbe solo una foto ritagliata, o l'illustratore convenzionato non avrà le idee chiare quanto le mie. O, metti caso che l'editore scelga un'altra copertina, questa finirà nel sito del libro, e poi magari sulla seconda ristampa, o come disegno interno.
Metti caso che l'editore non risponde e pubblico online, con Boopen tipo, avrei già una copertina pronta, che sarà fondamentale per vendere su internet. Tuttavia non è la mia aspirazione: un editore tradizionale ti piazza il volume nelle librerie, alle fiere, posti in cui il lettore può sfogliare, può convicersi completamente. L'efficacia è inversamente proporzionale alla percentuale dei diritti d'autore, ma questo si giustifica con il volume delle vendite. E poi, per vendere su internet devi creare il caso mediatico, il tam-tam, la classica catena all'italiana.

mercoledì 9 febbraio 2011

Il Trentino e le case editrici

Il Trentino è pieno di stamperie che sfornano i volumi della Hobby&Work, della Sellerio e di chissà quante altre big.
Case editrici? Quasi zero! Ho trovato solo Il Margine (Trento) e Keller Editore (Rovereto), ma entrambe non sono adatte al tipo di romanzo che stringo tra le mani.
Al momento ho inviato il manoscritto a un'unica casa editrice, vicentina, che, a detta di tutti, è la scelta numero uno per un esordiente. Ciò comporta che i suoi adetti siano letteralmente sommersi da manoscritti e i tempi di attesa siano lunghetti. Secondo me è corretto provare con a una casa editrice per volta perchè, se c'è questo terribile intasamento, è colpa solo degli scrittori che inviano la propria opera a 110 case diverse. Questo andare a tentativi è un comportamento disprezzabile.
Meglio focalizzarsi su una cerchia ristretta (che vien da sé, se si scartiamo le case editrici troppo distanti, quelle a pagamento, quelle che ti chiedono la copia cartacea... siamo nel terzo millennio) e portare pazienza.

martedì 1 febbraio 2011

Manoscritto terminato

Alla televisione hanno detto che sempre più donne sono impegnate a levigarsi i fianchi. Che si levighino l'intelletto, prima di prendere decisioni così stupide. Una tipa ribatterebbe: ma non sono libera di fare quello che voglio? Certo che lo saresti, purtroppo vieni manipolata da pagine e pagine di giornaletti e di fotografie, da serie televisive, film, servizi di moda. Non sei in condizioni di intendere e di volere.
Wikipedia (...) mi insegna che gli antichi trentini-tirolesi, i Reti, non appartenevano ai Celti, bensì agli Etruschi, a loro volta provenienti dall'Oriente. Che poi, se ci penso, il mio congnome è di origini assiro-babilonesi. Balthazar: "il dio Baal protegge il re”. Solite menate per perdere tempo.
Manoscritto finito! 223 maledette pagine, su per giù. Non so se considerarle tante, visto le mie manie sintetiche, o considerarle poche, visto il prosciugamento richiesto. Ora devo dare una riletta complessiva e correggere gli immancabili incongruenze. E poi bisogna trovare un editore serio. Fantascienza? Dicono che non ci sia molta differenza tra inviare un curriculum e un manoscritto di un romanzo...

giovedì 20 gennaio 2011

Un autobus perso, uno spettacolo perso.

Ogni mattina prendo una brioche o quello che capita, da abbinare al latte. Così oggi ho tirato fuori un pacchetto di biscotti dietetici. Mi sembrava di rosicchiare croste secche di polenta. Segatura. Il buco nello stomaco mi ha fatto compagnia fino a pranzo. Credo che un po' di colesterolo sia indispensabile per cominciare bene la giornata.
Nel tardo pomeriggio (17:30) entro in stazione delle corriere a Trento con una fretta boia. Devo ricaricare la tessera a scalare (io devo ancora capire che tariffe ci sono.. a volte mi scalano 30 centesimi, a volte 80..) Per miracolo non c'è nessuno a fare la coda agli sportelli. Così, vado dall'impiegata e questa parla di guardie, di carabinieri. Mi giro e dietro c'è una folla, a forma di semicerchio, neanche fosse una cerimonia religiosa, che guarda della gente a terra, trattenuta da quelli che mi sembrano autisti dell'Atesina. Ci sono pochi spiragli per vedere bene la scena. Uno di quelli schiacciati continua a dire "Bastardi!". Sembra uno di quei barboni alterati per chissà che cosa. Faccio la ricarica ed esco mentre entrano i carabinieri. Me la prendo a male perchè sono arrivato in ritardo. Se riuscivo a prendere la corsa di venti minuti prima facevo meno le corse e, magari, capivo un po' di più.

domenica 9 gennaio 2011

Cara tecnologia....

Sms. Il tempo di giacenza/validità del messaggio, in genere, varia dalle 6 alle 48 ore. Se per esempio accendete il cellulare solo ogni tanto (come il sottoscritto) perderete la maggior parte della corrispondenza. Mi scuso per l'inconveniente, ho scoperto questa cosa solo adesso. Dunque, si potrebbero spiegare diversi incidenti diplomatici.
Passano le feste e tutto il degrado che contengono. In questi casi c'è bisogno di qualcuno che elargisca parole di malaugurio per tutti, per riequilibrare la situazione, moderare il diabetico buonismo che prende il sopravvento.
Apparenze e contenuto. Mi hanno sempre detto che bisogna guardare alla sostanza, non alla scorza. Eppure si fa l'inverso. Si sceglie un cellulare elegante e pieno di funzioni quando la sua vera ricchezza è fatta dalle parole che trasmette, dalle voci di chi parla. O, altro esempio, una televisione può essere bella finchè vuoi ma trasmetterà ugualmente la spazzatura che gira.
Finiti l'ottavo, il nono e il decimo capitolo. Ritardo immenso, pensavo di finire entro l'anno. Considerando ultimato il tredicesimo, ne restano ancora cinque. La trama si rivela bella intricata... così tanto che sto cominciando a mettere da parte appunti per un seguito. O un prequel?

lunedì 20 dicembre 2010

L'unico televisore buono è il televisore guasto.

Ho sviluppato un'avversione di tutto rispetto per il televisore. Proporzionale alle sue dimensioni e al volume erogato.
Io non ce l'ho con Renato Zero o con i commentatori delle partite di calcio. Per me possono rispettivamente cantare e fare tutto il baccano che vogliono. Finché restano a 500 chilometri di distanza non ci sono problemi. Il televisore, però, me li schiaffa davanti agli occhi. In quei momenti ti chiedi cosa hai fatto di male nella vita per meritarti queste disgrazie, oltre alla trafila preesistente.
Completati anche anche il quinto e il settimo capitolo del romanzo. Ne mancano altri otto da sistemare. In ogni caso, non nutro grandi speranze. Il mondo editoriale viene dipinto molto male da chi ha già avuto esperienze a riguardo. Di solito uno scrittore esordiente finisce un libro e poi basta. Si arrende, schifato.

PS: avevo scritto di presunte colpe della fotografa, alcune righe sotto. Mi sono sbagliato. Sempre sia lodata.

domenica 12 dicembre 2010

Si prosegue con una poesia

Fioriranno
Rose
Ansiose
Nessuna
Che
Esprime
Superba
Colore
Argento

Andrea Baldessari

Due parole in croce dedicate all'amica che festeggia il compleanno. Sembra un componimento facile ma non lo è. Richiede un sacco di tempo. Lo avrei migliorato sicuramente se ci spendevo un'ora di più.
Quarto e sesto capitolo ultimati. La versione grezza, ovviamente, sono da raffinare. Sono sul quinto.
Posso farcela entro per il 31? Difficile.

sabato 4 dicembre 2010

Invidia, neve e impegno

Sto maturando una certa invidia per chi dorme in una camera singola, senza telefono magari. Sette ore di sonno continuato al giorno sono fondamentali per vivere bene. Non bisogna essere medici per saperlo. Anche bere caffè è un'abitudine sbagliata.
Da quasi una settimana la neve viene giù copiosa. Si mormora che non se n'è mai vista prima di Natale. Il fenomeno ha sortito lo stesso effetto del diluvio universale.
Non sto mantenendo fede al mio impegno. Mi ero prefissato di finire il romanzetto entro l'anno. Di questo passo sarà impossibile. Ora arrivano le vacanze, gente a casa, decine di messe. Tutte scuse. Serve solo forza di volontà e meno distrazioni.

venerdì 26 novembre 2010

Pasticci fotografici

Regalo disegnato e consegnato.
Per qualche strano motivo, purtroppo, la fotografa ha alterato un po' la stampa. Senza contare che ha usato carta lucida. E avevo detto chiaramente opaca. E senza ritocchi.
Sogni agitati, risvegli sudati ect ect. Così si ricomincia con i malanni di stagione.
Fare ginnastica in maniera costante fa bene. Certo, quelle due sudate giornaliere non ti fanno guarire in fretta. Quando poi, per qualche strana logica complottista, l'asilo manda a casa nostra i marmocchi ammalati e vige l'ancor più strano e complottista divieto di aprire le finestre per purificare l'aria dai batteri, allora il contagio diventa inevitabile.
Lunedì pensavo sarebbe stata una giornata pallosa. Invece ho pulito il pollaio e ho dato la candeggina sul muro contro la muffa. Preferivo rimanesse pallosa.
Si continua a tagliare e sistemare legna alle part, su a Omalga.

martedì 16 novembre 2010

Il potere delle castagne.

L'altro giorno la nipotina mi ha sgamato in camera a fare ginnastica, al buio. Così mi ha dato del pipistrello. Se continua di questo passo mi diventerà simpatica.
Ovviamente scherzo.
Continuo a sognare di frequentare una fantomatica.. "sesta" liceo. Ma sarà possibile? Dicono che i sogni sono la rievocazione di desideri non realizzati. Ho appena confutato questa teoria. Olè.
Grazie alle castagne mamma e papà inscenano ogni volta un simpatico battibecco. Che fa strappare un sorriso.

martedì 9 novembre 2010

Persone isteriche e immature.

Tante persone cercano sempre il doppio senso nelle tue parole. Leggono tra le righe cose che immaginano solo loro e te lo ritorcono contro. Tutto per avere un pretesto di accusarti. Poi, se glielo fai notare, si incazzano.
Che miserabili.
Lo faranno per invidia, forse.
Sono convinto, inoltre, che il tasso di maturità di una persona si possa rilevare da quanto cibo avanza nel piatto. Se sei ospite a cena, ti servi da solo e avanzi la metà di ogni fetta di patata lessa allora sei peggio di tua figlia.

venerdì 5 novembre 2010

Muffa e legna.

Si litiga a casa per la muffa sui muri. Incredibile. Arduo il percorso della verità.
Mi sono rimesso su un modellino iniziato otto anni fa. Della serie "meglio tardi che mai".
Giovedì di nuovo a Omalga di Baselga a tagliare legna. Venerdì a Cadine a scaricare dieci quintali di legna e accomodarli in cantina. Un lavoro palloso. Perchè non finisci più. Perchè le scale sono antiche, consumate. Perchè non c'è luce per vederle. Ho fatto le scale cinquanta volte in giù e altre cinquanta in su. E poi si torna a casa in bici. Consiglio questa attività alle ragazze perchè si mantengano in forma...
Cadine era inquietante, coperto da una cappa di foschia grigia...

sabato 30 ottobre 2010

Un rosario benedetto.

La vicina di casa me lo ha portato come regalo dalla Terrasanta. Piccolino, carino di suo, di legno. Scritta Jerusalem. Mi ha detto che l'ha benedetto un francescano. Chissà se funziona. So solo che se lo tocco sento del calore, ma perchè ho le mani fredde!
In ogni caso a un regalo si risponde con un altro regalo.
Oggi, sabato, credevo di essere guarito dal raffreddore. Mi avevano raccontato che se ti svegli sudato durante la notte hai scaricato la febbre. Effettivamente stavo meglio. Peccato che il pomeriggio l'ho passato sopra i Dossi di Baselga del Bondone, a tagliar la legna. Le tanto famose part, che le conoscono anche i professori di sociologia di Bologna. Ricaduta con starnuti a raffica.
La sera ho fatto un giro a Sopramonte, alla festa I Giorni delle Rimanie, una simpatica rievocazione medievale della vita passata del paese di montagna.

domenica 24 ottobre 2010

La cruda realtà.

Le aspirazioni che non si realizzano ti lasciano dentro tanti vuoti, che si cumulano. Ti deludono.
Una ragazza mi ha scritto "sei unico". Il significato è diverso da quello sperato.
Un'amica mi ha detto che i sogni sono appagamenti di desideri, ma anche nei sogni resto insoddisfatto.
Oggi ho sono tornato a leggere alcune cose che scrivevo ai tempi del liceo. Facendo finta di scrivere gli appunti. Una poesia in particolare, una sorta di canzoncina, mi ha colpito. Non ho più scritto niente di quel livello. Dovrò riprendere in mano quel lavoro. Un giorno.

martedì 19 ottobre 2010

Un momento liberatorio.

In tanti collegano l'omertà alle regioni meridionali. Ho appena avuto la conferma che qualcosina esiste anche qui. Non bisognerebbe segnalare ai Carabinieri qualche marmocchio che fa il vandalo, perchè tanto sono solo ragazzi, perchè poi fanno gli scherzetti... Perchè, perchè, perchè. Fatto sta che venerdì ho fatto arrivare la cavalleria. Dubito, però, che i loro ammonimenti servano a qualcosa.
Domenica: giornata ecologica alla malga di Mezavia. In autunno è un trionfo di colori. Nasconde però un sacco di sporcizia, lasciata in giro dai maleducati. Con la mazza, un grosso, ma grosso, martello, abbiamo demolito, a turno, un fornello che attirava villeggianti che sporcavano. C'era gente più esperta di me, per fortuna, a spaccare pietre, sennò avremmo fatto notte.
Martedì: esperienza molto tradizionale: la raccolta delle noci sui pendii di Sardagna. Vista Trento attraverso gli scorci degli alberi, poche castagne ai piedi dei castagneti morenti, ma, nel complesso, una bella passeggiata.
Domani consegno un pacco-regalo a un'amica che si laurea. Le dono un quadretto. Finalmente mi libero di questa ossessione. Fosse venuto decentemente. Mi complico la vita.

giovedì 14 ottobre 2010

Conclusioni inevitabili.

Una settimana fa c'era una gallina che non  stava bene. L'ho seguita, le ho portato verdura e frutta ma non è servito. Le ho solo allungato la vita di qualche giorno. Almeno quello, forse. Le ho fatto fare qualche giro nel prato, nella speranza che si riprendesse. Qualche attimo di libertà per concludere la carriera.
Mercoledì è uscito il risultato del test di preselezione. Venticinquesimo in graduatoria su 312. Pensavo mi fosse andato male. Però passano solo i primi 12 e ho un misero distacco di 3 punti! E poi avevo il numero 17, non vale. In ogni caso amen, e poi al colloquio avrei litigato. Come sempre!
Ultimi due giorni alla prese con cornici e lavori affini.

venerdì 8 ottobre 2010

Test, spesa e tarli.

Martedì ho provato la preselezione per un concorso al Consorzio dei Comuni. C'erano 312 aspiranti segretari per 1 singolo posto. Il test era tosto e credo non mi sia andato bene. Era un po' scontato. Amen. Tanto ero sceso in città per andare dal fotografo e fare la spesa.
L'attesa che precede i concorsi e la coda al supermercato sono ottime situazioni per conoscere ragazze.
Mercoledì giornata abbastanza piena. Ho grattato e riverniciato una tapparella, raccolto le noci da terra e i fagiolini verdi che ci ha regalato il vicino. Ce ne ha dato alcuni cespi, sconsolato: non li vuole nessuno, vogliono tutti i fagiolini già pronti, il lavoro già fatto. Così ho passato una serata e una mattinata a portare a termine quel simpatico lavoretto.
Sto combattendo i tarli che hanno aggredito i mobili della camera del fratello. Niente pesticidi. Tappo le loro tane con la vinavil. Spero di seppellirli vivi. Sulla strada, sull'incrocio per il centro di Baselga, Sopramonte e Riva, ci sono altri tarli: i ragazzini del posto che rompono i coglioni con la loro moto. Li segnalerò ai vigili urbani.

domenica 3 ottobre 2010

Umiltà.

Mercoledì ho conosciuto un'illustratrice veramente in gamba. Insieme a lei altri professionisti. Ammirare i loro lavori è stata una grande lezione di umiltà. Ora posso, finalmente, mettermi il cuore in pace: i miei lavoretti non sono lontanamente comparabili ai loro. Meglio dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.
Oggi processione per le strade di Baselga con la statua della Madonna. La messa precedente è l'unica dell'anno che passa in fretta.

lunedì 27 settembre 2010

La ricerca della verità.

Lo so, lo so, lo so.. la verità è sempre soggettiva, la verità corrisponde sempre un punto di vista, bla bla bla. Non me ne frega un cazzo. Alcune persone sono palesemente stronze. Punto. Pura verità. E il sottoscritto è doppiamente scemo a cercare giustificazioni per gli altri. Meriterebbero, invece, tanti sberloni.
Di chi sto parlando? Di amici di una certa persona. Resto sempre sbalordito di come la gente si trova di comune accordo quando si tratta di metterti i bastoni tra le ruote.
Certe volte è veramente dura scrivere qualcosa senza scadere nel minaccioso. O nell'estremamente volgare. Però. Insomma. Da parte mia ce la metto tutta a essere educato. Ma vista la merda che gira risulta inevitabile lasciarsi scappare qualcosa. Il problema di fondo è che i destinatari non leggeranno mai. Credo.

domenica 26 settembre 2010

Di ritorno.

Vacanza a Forlì mercoledì, giovedì e venerdì. Ho potuto rivedere alcuni degli amici e ho chiesto informazioni  su qualcuno degli altri. Nessuno di loro è cambiato.
Appuntamento d'obbligo al parco urbano per fare ginnastica. Una bella esperienza. E poi, ovviamente, non potevo fare gli esercizi in casa di chi mi ospitava. Al ritorno ero in treno con una bella ragazza. Di Nogara. Non è la prima volta che succede. Chissà che segreto ha quel centro abitato.
Ho segnato gli appunti per i romanzi sul block notes, visto che ero senza portatile.

mercoledì 22 settembre 2010

Preparativi.

Domenica sagra a Cadine. Spettacolari le ballerine. Il parroco, infatti, era un po' indispettito.
Domani si preannuncia un programma molto concentrato. Mi sveglierò prima che posso, rotolerò giù dal letto e comincerò con gli addominali. Farò colazione e poi venticinque minuti di manubri. Finirò di fare la borsa e poi i trenta minuti di ginnastica serale che per forza di cose dovrò fare a quell'ora. Un pranzo veloce e poi via, alla volta di Trento. Treno per Bologna e poi coincidenza a Forlì. Farò visita a una mia ex-coinquilina e poi filerò dagli amici che si sono laureati. Lì doccia e una sistemata e poi si andrà alla festa, a Meldola. Troppe cose da fare...
Ho controllato la cartina di Forlì per ripassarmi le strade. Ma non ne ho bisogno. Le conosco ancora bene.
In queste serate sono vittima delle chat. Mi derubano quasi di tutto il tempo libero.
Aggiungo qualche appunto qua e là ai manoscritti.

venerdì 17 settembre 2010

Vendemmia.

Mercoledì e giovedì prime due giornate di vendemmia in Val di Cembra. Tre quarti dell'uva da buttare, troppo matura e anche un po' marcita. Il mosto ci copriva dal capo ai piedi, appiccoso come colla, che bruciava gli occhi. Pranzo rustico dai contadini. Due bicchieri del loro potentissimo vino rosso artigianale e di nuovo al lavoro. Un po' intontiti...
Pausa per la pioggia.
Stanchezza fisica, pensieri inconcludenti.
Domani sera pizza tranquilla con la banda del mio vecchio amico del liceo. Chissà invece come va a Forlì. Sarà un tour de force.

martedì 14 settembre 2010

Una parabola.

Quando portano su la verdura dall'orto c'è sempre qualche formica che vaga per la cucina. Sperduta, disorientata. Puoi pensare che quella creatura ce la farà da sola, che fino a 60 metri di distanza ritroverà la via di casa. Che noi a confronto siamo pappemolli. Se hai un po' di cuore, però, la prendi e la porti fuori dalla finestra. Così almeno le rendi la vita un po' più facile.
Sono in vena di parabole, si vede? E la morale? Non la conosco. Scrivo con i sentimenti, non con la ragione.
Domani si va a vendemmiare in Val di Cembra.

domenica 12 settembre 2010

Due giri in bici.

Ieri ho preso la bici e sono salito fin quasi a Candriai. Mi sono fermato in un prato a prendere il sole. C'erano signore in toples, farlalloni che giravano loro intorno e grilli che si accoppiavano. Colore non ne ho preso. La salita è stata duretta. Mi ha sorpassato uno in macchina gridandomi qualcosa in un dialetto incomprensibile. Gli ho risposto con un italianissimo "ma fottiti". La discesa, invece, è stata tranquilla, per fortuna aggiungerei, temevo di consumare tutti i freni.
Oggi di  nuovo in bici. Sono sceso fino a Terlago, girando intorno ai due laghi, in cerca dell'Abisso, che purtroppo non ho trovato. Lo farò la prossima volta. C'era qualche passante, pescatori soprattutto. Ho sfruttato l'occasione per fare un giro anche a Vigolo Baselga e alla mia scuola elementare. Il rettilineo che porta alla struttura, affiancato dalle palizzate e dagli orti, è risultato subito famigliare. Su un lato il paesino è veramente rinchiuso, pressato, dal traffico della statale.

venerdì 10 settembre 2010

A breve si torna a Forlì.

Avevo intenzione di scrivere un post al giorno, ma poi ho pensato che è meglio scrivere solo quando ho veramente qualcosa da scrivere.
Prosegue il solito travaglio semtimentale. Mi dicono di dimenticarla. Ma come faccio? Se devo ancora dimenticare tutte quelle prima. Sono tutte nel mio cuore. Loro sono indelebili, io rancoroso.
I vecchi amici dell'università mi hanno invitato alla loro festa di laurea. Ci vengo volentieri, a patto di non vedere una persona. E ritorno al discorso sopra...

mercoledì 8 settembre 2010

Si cerca la colonna sonora giusta...

Forse ho perso tempo, forse no. L'ho perso. Ho passato alcune ore a cercare alcune vecchie canzoni. Ne ho trovata una.
E poi mezza giornata bruciata. Soliti pensieri.
Devo anticipare di un'ora la ginnastica della sera. Il buio arriva presto. Non è un problema in sè, sono i miei zii che pensano che accendo la luce e brontolano.

martedì 7 settembre 2010

Un bacio di conforto.

Che disgrazia l'amore.
La cosa più inutile è il conforto di qualche amica. Senza offesa. Parole che suonano sempre vuote.
Ricordo che alcuni anni fa mi trovavo in una situazione simile. L'amica della ragazza che mi piaceva, alla fine di una serata molto triste per il sottoscritto, si avvicinò e mi baciò sulla guancia. Nessuna parola inutile. Solo un semplice bacio di affetto.
Aveva funzionato.
Intanto il primo romanzo prosegue. Ho accelerato leggermente. Sto compilando la "struttura", chiamiamola così. Poi occorrerà "tappare i buchi" e questo sarà un lavoro certosino.