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domenica 21 giugno 2015
Pessimo trony
Se l'offerta dice compra insieme due prodotti e il secondo lo paghi la metà e se il primo prodotto è un grande elettrodomestico che viene consegnato e pagato a casa, già allora avevo chiesto chiarimenti. Dal commesso avevo capito che la ricevuta emessa al momento dell'ordinazione del grande elettrodomestico aveva valore fiscale e io avevo tempo fino al termine dell'offerta per comprare il secondo prodotto. Il commesso in realtà voleva dire che il secondo prodotto andava acquistato il giorno dell'ordinazione del primo e lo sconto faceva fede al futuro atto di vendita del grande elettrodomestico a domicilio. Ho messo insieme le cose adesso, anche se tra le due la più plausibile rimane la prima. Altrimenti un truffatore si ordina un frigo con cento euro di acconto e insieme un'offerta con uno sconto maggiore dell'acconto, dà dati e recapito fasulli e scompare con un bel margine di guadagno.
In ogni caso oggi ritorno al trony per comprare il secondo prodotto con lo sconto che mi sarebbe spettato. La commessa all'inizio è comprensiva e vorrebbe rifare lo scontrino, poi però mi dice che è meglio chiedere al direttore. Un'ora di santa pazienza e l'aria cambia: niente offerta valida. Questi spilorci, invece che essere contenti e ricompensare un cliente che ha speso una cifra rilevante nel loro negozio, dicono chiaramente ciucciati il calzino, dovevi pensarci prima.
Me lo ripete anche il direttore.
- Le regole sono chiare.
(Io di regole riferite al mio caso particolare in uno slogan di una frase sinceramente non ne vedo)
- Sì, ma cosa le cambia se fa finta che ho acquistato insieme i due prodotti? Niente! - gli faccio, sperando che chiuda un occhio.
- Eccome se cambia. Perdo cento euro!
- Intanto quel cellulare a prezzo pieno non te lo comprerò mai, quindi ne perdi duecento ora...
E volevo dirgli che io magari perdo la faccia arrampicandomi un po' sui vetri, ma lui perde un cliente.
Come ultima spiaggia ho tentato la storia del diritto di reso. Rendo per finta indietro il frigo, mi faccio fare un buono e lo ricompro subito insieme al cellulare. Lui mi spiazza dicendomi che in un negozio fisico come il trony non esiste diritto di reso. Questa non la sapevo, mi hanno abituato bene a comprare online. Lì le cose costano trenta euro di meno e c'è pure il diritto di reso. Te pensa.
- Solo se il prodotto è difettoso o ti racconto una palla vale quel diritto.
A questo punto avrei tanto desiderato avere con me qualche vecchio scontrino, per rispolverare un vecchio caso. Perché l'anno scorso mi hanno venduto un cellulare con una sim non compatibile, ma i commessi il diritto di reso che cercavo di far valere non l'hanno proprio capito. Idem l'auricolare difettoso, mi hanno mandato in via fersina a farlo sostituire quando, a detta dell'assistenza di via fersina, erano quegli sfaticati del trony che dovevano occuparsene. O sennò il commesso che mi ha rifilato una videocamera mediocre con la promessa che avrei potuto cambiarla (con quella che avevo puntato io) il giorno dopo. Quando ritorno il furbo fa di tutto per evitarmi e chiacchiera con i clienti venuti dopo di me, si ferma mezz'ora con due anziani, ma io resto lì e alla fine quello che si arrende è lui. In quell'occasione ho avuto la maledetta bontà d'animo di restituirgli la scheda di memoria che aveva dimenticato dentro la sua schifosa videocamera, non se la meritava.
Quello che voglio dire, in sintesi, è trony, sei davvero pessimo.
mercoledì 17 giugno 2015
Le galline rosse mangiano le lumache rosse
Credevo che le lumache rosse fossero velenose, invece leggo che sono un alimento abituale per molte pennute. Magari il colore rosso-arancione provoca un po' di repulsione, ma tanto gliele do a tarda sera e le galline rosse se le mangiano in un sol boccone. Ovviamente non esagero perché non so che conseguenze abbia questa dieta nel lungo periodo (immagino che una limaccia trovata sopra l'insalata sia ripiena d'insalata...) Le altre galline, invece, niente da fare, scuotono il capo contrariate.
Paradossalmente le chiocciole, tanto apprezzate dagli intenditori, non sono altrettanto prelibate per le galline. Divorano volentieri solo il guscio, a patto di riuscire a romperlo. Poi a me stavano simpatiche e non volevo eliminarle. Quando ne ho sgamata una vicina ai trapianti di zucca, per dire, son rimasto lì dieci minuti per vedere se li mangiava, invece di neutralizzarla. E non ne ha morsicato uno. Metà delle piantine di rapanello seminate, invece, sono state rase al suolo. Le due chiocciole sospettate sono state condannate senza appello.
sabato 13 giugno 2015
L'animale animalista
O forse animalista significa essere schierati contro quei cattivoni del regno vegetale o del regno minerale? Allora mai e poi mai sarò un animalista, non ditemelo più che mi offendo.
mercoledì 3 giugno 2015
La fognatura-fregatura
Potevano creare una vasca o una cisterna e lasciarla a disposizione degli agricoltori. Potevano scavare delle minuscole canalette che scaricavano l'acqua sulla strada nei campi sottostanti. Se è pulita potevano anche fare una fontana, visto che lì non ce ne sono e una ci starebbe bene. No, l'acqua portiamogliela via. Facciamo un bel cantiere, facciamo un mega polverone, dobbiamo consumarli in qualche modo i soldi dei contribuenti.
martedì 21 aprile 2015
Contadini moderni
Questo ciliegio è un albero storico quasi, ben radicato in qualche generazione di Cadine e non solo. Io non mi sarei mai azzardato a tagliargli dei rami sani per... 50(?) chilogrammi di granoturco in più e... 30(?) litri di latte in più. Sparo cifre a caso. Ci avrei fatto il giro intorno. Ma al contadino non gliene frega niente, mica è suo il campo, glielo hanno dato in affitto. Questo è il dramma. Ormai i campi vengono dati in pasto ai pochi contadini rimasti, per cifre irrisorie fra l'altro. Tanto la terra chi la coltiva più? Meglio comprarsi gli ortaggi cresciuti sopra qualche discarica abusiva, raccolti da gente ridotta alla schiavitù. Ma sì! Meglio ancora mangiare solo carne e latticini, con bestiame alimentato sfruttando il territorio in malo modo.
Per coltivare la terra c'è bisogno di rispetto. Chi coltiva la terra non lo deve fare per profitto perché profitto si sposa sempre bene con sfruttamento, coltivazioni intensive, concimi chimici, trattamenti velenosi, coloranti e conservanti perché-i-clienti-sono-ormai-tutti-viziati, ect ect. Dove c'è profitto c'è sempre il trucco, per il semplice motivo che i soldi non crescono sugli alberi e se uno vuole fare i soldi dovrebbe lasciar perdere l'agricoltura e dovrebbe lasciare in pace il territorio. L'affitto del campo è una condizione che favorisce lo sfruttamento, perché se sai che il campo è tuo e sai che te lo tieni per una vita, allora lo rispetti.
Cosa farne allora del campo? E' sbagliato coltivare un campo a fieno o a granaglie per alimentare il bestiame: non è salutare mangiare carne e non è salutare bere latte. Gli esseri umani si devono complicare sempre la vita. Piuttosto coltivare il campo a cereali, ma per la nostra alimentazione. Ovvio che non si può trasformare tutto in orto (ma suddividerlo in frazioni e attuare la rotazione delle colture... perché no?). Il fatto è che sono veramente pochi quelli disposti a coltivare quello che mangiano. Ecco perché tutto resta nelle mani di pochi contadini senza molti scrupoli.
giovedì 9 aprile 2015
La gallina Houdini
Scandaglio subito la rete in cerca di cure, ricordando vagamente anche una bella autobiografia di un veterinario inglese (Herriot) che aveva un problema simile con una vacca che aveva appena partorito. Le cose da fare sono, in ordine:
1) tenere la gallina al buio per interrompere la posa delle uova. Fatto.
2) lavare e cospargere di zucchero bianco l'ovidotto uscito per diminuire l'infiammazione e tenerlo disinfettato. Fatto.
3) in alcuni casi basta lo zucchero per compiere il miracolo, leggo. Sì, come no.
4) introdurre l'ovidotto al suo posto e fasciare bene per tenerlo dentro. Fatto, ma...
...questa gallina è Houdini. Si libera senza mani, usando solo il becco. La fascio strettissima la sera e vado a dormire con il pensiero di averla fasciata troppo stretta. Macché, la mattina dopo la trovo libera e spavalda. Con ovviamente l'ovidotto che ripenzola fuori. Ora ho capito il consiglio della veterinaria di usare le garze per cavalli. Perché questa ovaiola ha una forza prodigiosa.
La morale della favola è che passano i giorni e il tessuto dell'ovidotto sta diventando secco, d'altronde l'ovidotto rimane idratato solo se sta al suo posto. Sento uscite di gente di poca fede che suonano tipo Io le avrei già tirato il collo o Io l'avrei già messa in pentola. Ma compratevi un galletto al supermercato, lasciatela stare 'sta povera gallina che vi ha sfamato per due anni. Che ingratitudine.
mercoledì 25 marzo 2015
Bilancio della fiera
lunedì 16 marzo 2015
Bisogna darci un taglio... alimentare
Occhio che lo zucchero si nasconde in molti altri alimenti insospettabili, tipo alcuni derivati del pomodoro.
Dicono che lo zucchero sia diventato il successore del tabacco in fatto di dipendenze, la morale della favola è che sarebbe meglio limitarci a un singolo dolce al giorno. Occasioni speciali permettendo.
Che poi gli zuccheri stanno anche in tanta frutta e nel miele (e spero non siano inclusi nel limite imposto). Io mi sono dirottato sull'uva, per dire, che magari non provoca carie, ma il diabete sì (in grandi quantità). Quindi attenzione.
Il latte di vacca fa bene ai vitelli. E solo a loro.
Basta fare qualche ricerca scrivendo "il latte fa male" e ti fanno tanto di quel terrorismo psicologico da risultare molto convincenti. Chi si riempie di latticini evita di nutrirsi con cibo più sano. Il latte fresco caglia dentro nel nostro stomaco e manda in tilt l'intestino. Il latte contiene caseina e tanti latticini sono derivati dalla caseina (tranne la ricotta, uno dei pochi formaggi da salvare). La caseina, da quello che ho capito, richiede una mole di lavoro spropositata per venire digerita: gli altri nutrienti assunti insieme al latte semplicemente non vengono digeriti a causa di questo monopolio. Per assurdo il latte provoca l'osteoporosi, invece che combatterla (sempre a leggere).
Fino a poco tempo fa ero un sostenitore del latte per proteggere i denti, ma ora... Consigliano come sostituto il latte di mandorla e l'ho provato. Ho frullato i semi con l'acqua e li ho pressati. Latte sembra latte e fa pure la panna, anche se il sapore è un po' acido. Il sapore buono della mandorla resta tutto negli scarti. Quindi tanto vale mangiarsi un po' di mandorle intere se vogliamo assumere un po' di calcio. O altra frutta secca o cavoli o chissà quante altre cose.
E poi posso tirare in ballo le farine. Anche qui ne avevo parlato bene (di quella integrale), però non fanno bene. Se disponiamo di denti per macinare, non possiamo assumere cibo già macinato. Se un ortaggio è composto da fibre abbastanza grosse, la farina invece si insinua negli interstizi dei denti e provoca carie. Considerando inoltre che se ci cibiamo già di legumi o di patate (e tutto quello che contiene amido), il pane o la pasta diventano completamente superflui.
A 'sto punto viva i popcorn?
Ecco: in un colpo solo avrei depennato dalla dieta zucchero, latte e farina. Dire di no alla carne sarebbe uno scherzo a confronto. Per alcuni non serve a niente cercare alternative a quel cibo a quella bevanda. Meglio chiedersi invece Posso farne a meno? L'unica cosa che si riesce a fare è limare leggermente le dosi. Un passo per volta.
lunedì 9 marzo 2015
Potare il noce
Il noce nel cortile di casa ne ha subite di cotte e di crude perché piazzato proprio sul vertice della proprietà. Tuttavia rimango convinto che sia stato piantato nel punto perfetto. A nord rispetto all'orto del vicino (inspiegabili le potature subite sul quel lato) e in un punto tale da ombreggiare le auto parcheggiate nel cortile lasciando il massimo dello spazio libero.
Il problema del noce è che non sopporta proprio le potature. Non riesce a cicatrizzare le ferite, che anzi col tempo diventano veri e propri crateri scavati nel tronco, che compromettono tutta la circolazione che sale su per la chioma rimanente. Per questo mi viene da pensare che piuttosto sarebbe meglio lasciare un moncone del ramo, invece che tagliarlo a raso, così va in malora solo quello.
Leggevo il parere di un esperto che suonava pressapoco così: Potare? Ma se ti amputano un braccio sano dopo stai meglio o stai peggio? Quindi la morale è che al noce si possono tagliare via solo le parti dei rami già secchi. Quello della foto aveva pure un getto buono esattamente in prossimità del punto di taglio. Ecco, in quell'occasione la potatura mi sembrava perfetta. Oggi ho controllato e il ramo non si è rinnovato per niente, rimane solo il moncone secco. Almeno il ramo principale non è stato scalfito.
venerdì 27 febbraio 2015
Lavorare nell'orto senza far fatica
Riporto quello che ricordo, a grandi linee.
1) Vangare l'orto è un'abitudine sbagliata: danneggia tutto questo mondo sotterraneo che lavora per noi. Proprio così: i lombrichi, con le loro gallerie verticali, concimano e ossigenano il terreno; le micorrizie (piccoli funghi bianchi) entrano in simbiosi con le radici degli ortaggi e aumentano la loro capacità di assorbire nutrienti.
2) Invece che vangare bisogna innalzare dei cumuli (accoglienti per i sopracitati organismi). Prima strisce di cartone per soffocare l'erba, poi andoni di ramaglie e sopra terra di riporto e infine paglia. La terra di riporto si ottiene scavando un piccolo stagno e dei canali da riempire con altre ramaglie e sassi (pietraie). Questi accorgimenti dovrebbero attirare bestioline nostre alleate come libellule e lucertole (ve l'ho detto che è un habitat molto ricco). Poi in realtà la ragazza ha spiegato che hanno cominciato a diffondersi le zanzare e i pipistrelli devono ancora farsi vivi. Pazienza.
3) La paglia (pacciamatura) e una gomma forata come sistema d'irrigazione mantengono sempre umidi questi cumuli. La loro forma consente sia di disporre di una superficie di coltivazione maggiore, sia di stare un po' più comodi (seduti?!) durante il lavoro.
4) Il lavoro, in parvenza meno faticoso che nell'orto tradizionale, consiste in ogni caso nella rimozione continua delle erbe infestanti (attenzione che non tutte lo sono). Lotta senza quartiere alle limacce (lumache rosse) perché americane e non appartenenti alla fauna locale. Consigliato l'allevamento delle lucciole a questo scopo, visto che gli esemplari giovani sono ghiotti delle limacce sopracitate.
5) Abbinamenti di ortaggi sui cumuli (esempio: carota e cipolla), coltivazione anche di fiori per attirare insetti impollinatori e così via.
L'idea è molto ingegnosa. Qualche cumulo me lo ero inventato pure io, ma a non scavare canali e stagni artificiali non ho mai avuto a disposizione tanta terra. Di sicuro è meglio innalzare cumuli che vangare tutto l'orto sapendo che un terzo della superficie verrà poi calpestata. Mi chiedo però per quanto tempo il terreno resti fertile, senza concimazioni. Raccogliendo e basta.
Poi sì, il loro è un orto comunitario, solidale e chi più ne ha più ne metta. Sarà perché richiede poco lavoro penso, perché l'orto tradizionale è uno sbattimento che si traduce in estrema gelosia. Io lo transennerei, per dire. Passaggio consentito solo quando la terra è dura e ghiacciata.
venerdì 13 febbraio 2015
I drammi per rinnovare la postepay
domenica 8 febbraio 2015
L'anno dell'uva passa con i semi
- Cotogni e melograni: ho piante/polloni da mettere a dimora, senza molti pensieri.
- Gelso nero. Sopravvissuto, anche se con segni di patimento (corteccia aperta) per l'estate troppo piovosa. Spero che cresca e ramifichi di più, perché l'idea è di fare ora qualche talea con i gelsi bianchi che crescono qui e poi innestarli con i nesti del gelso nero entro un paio di anni. Sempre se il frutto merita, perché devo ancora assaggiarlo.
- Albicocco. I portainnesti hanno radicato, ma non hanno ancora lo spessore giusto per venire innestati. Senza contare che prima devo metterli a dimora, e non penso posso fare entrambe le cose contemporaneamente. Potrei fare la prova con uno. Di sicuro vanno piazzati più al sole, dovrebbero ammalarsi di meno.
- Mandorli. Seminati. Devo provare anche un paio di talee. Tra un anno li piazzerei nel punto più assolato e più riparato dal nord a disposizione.
- Viti. Le talee di uva bacco hanno radicato, bene, però a me interessano gli acini senza semi per ottenere l'uva passa. Le candidate ideali sono le varietà Corinto Nero e Sultanina Bianca, che hanno un difetto: vanno trattate. Io proverei a fare a meno del trattamento. Altrimenti faccio essiccare l'uva fragola o la bacco, e se mastico anche i semi amen.
- Kiwi. Talee credo non riuscite, ma polloni a volontà spuntati da soli. Da trapiantare all'ombra.
- Meli Pom dall'olio. L'idea era di prendere i nesti dai meli di un coltivatore della zona, peccato che il suddetto ha raso al suolo tutto il suo impianto. Potrei ordinare qualche pianta, ma temo vadano trattate per non avere il verme dentro i frutti.
- Castagni. Un paio di piante servirebbero proprio. Peccato per la storia del parassita e in ogni caso vogliono terra abbastanza acida.
- Ribes. Le talee di ribes nero hanno radicato tutte, con il rosso riproverò con gli scarti della potatura.
- Mirtilli. Con l'americano farò qualche talea di sicuro, visto che devo potarli a breve. Le due piantine sopravvissute dell'europeo spero si sviluppino di più. Lo scorso anno sono rimaste ferme.
- Carrubi. Le tre piantine non so proprio se superano l'inverno. Forse le prossime dovrei tenerle nel vaso due o tre anni prima del trapianto in terra piena.
- Avogadi, Litchi, Fico d'India, Dattero. I semi per germinare germinano, però le piantine non superano l'inverno.
- Bacche di goji. Posso tentare la semina. Bene dicono che fanno bene, ma fossero state anche buone, ora sarei più motivato.
domenica 18 gennaio 2015
La congiura dei fotografi
venerdì 5 dicembre 2014
Nei dintorni dell'incendio
Se il tetto della mia ipotetica casa bruciasse e vedessi qualcuno che filma per soddisfare il proprio sollazzo, il cellulare glielo farei mangiare. Bisognerebbe capire quando è il caso di fare riprese e quando le riprese sono moleste. Neppure i giornalisti si salvano, approssimativi come sono e come non dovrebbe essere a riportare i fatti. A loro frega solo di avere qualche news da mettere in prima pagina e di restare a galla.
Grave anche il fatto di percorrere la pontara pedonale sotto la chiesa con la propria automobile, arrecandole qualche danno. Ieri il paese era diviso in due, ma solo per gli automobilisti. Diversi di loro, evidentemente troppo fiacchi per camminare cinque minuti, hanno pensato bene di salire per i gradini della pontara restaurata ben due volte, ripeto ben due volte, e con fior di quattrini. Solo nei cartoni animati di Lupin vedevo le macchine fare le scale. C'è un chiaro motivo per cui la rampa ha i gradini ed è in pietra, visto che sta sul tracciato della pontara romana originale. Non è carrabile. Punto. Però chissenefrega, basta che lo faccia uno e chiunque altro venga dopo è giustificato. E belante.
Infine mi viene da dire che i danni subiti dalla casa erano facilmente evitabili, bastava intervenire subito. Subito. C'era tanto fumo e poco arrosto per dirla in sintesi. Bastavano due estintori e due vigili con maschera e tuta per estinguere l'incendio sul nascere. Poi mi viene in mente il film Fuoco Assassino e ci si poteva rimettere le penne a spalancare le porte con il fuoco dormiente, ma pronto a divampare con una nuova ventata d'ossigeno. La cosiddetta fiammata di ritorno o backdraft.
domenica 23 novembre 2014
Persone scomparse e sensitivi
martedì 11 novembre 2014
I pasticcioni dell'omonimia
Ora, invece, vengo scambiato per l'omonimo. Sia di nome che di cognome. Prima mi contatta una polacca su facebook, che io ho ignorato pensando fosse spam. Poi arriva una strana e-mail da un polacco, e-mail troppo sintetica per capire il suo senso a dir la verità. Da una parte penso cosa combina l'omonimo in Polonia, dall'altra penso che prima di contattare qualcuno bisognerebbe accertarsi che sia lui effettivamente. Perché questo omonimo (trovato incrociando i nomi delle due persone) è facilmente rintracciabile, ha una foto ben riconoscibile e soprattutto non mi somiglia.
Come loro non si prendono la briga di controllare, io non mi prendo la briga di spedirli sull'omonimo corretto.
mercoledì 15 ottobre 2014
I pregi della pietra
Oggi, invece, vanno di moda i muri di cemento con le pietre incollate sopra. Muri di sasso finti, con il rivestimento che rischia di scollarsi da un momento all'altro. Perché è cambiata la filosofia di fondo. Se una volta le cose si costruivano per farle durare, oggi si costruiscono con la data di scadenza. Cosa serve costruire un grattacielo indistruttibile, quando tra un secolo lo demoliranno per far spazio a un altro più tecnologico?
Le pietre sarebbero perfette anche per pavimentare, abbastanza pesanti da rimanere al loro posto, ruvide per favorire il grip e distanziate da belle fughe per drenare l'acqua. Ne avessi avuta qualcuna, avrei pavimentato parte del pollaio aperto, ricoperto in questi giorni di pioggia da una fanghiglia super appiccicosa, racchiuso com'é da cemento che non fa defluire l'acqua (e anche perché gli escrementi impermeabilizzano il terreno). Le galline quindi sono finite nel pollaio chiuso, operazione che io volevo posticipare più in là o evitare proprio. Fuori si bagnavano le zampe, vero, ma rivoltavo la terra e loro poi passavano ore a scavare in cerca di lombrichi. Da vere galline ruspanti.
giovedì 25 settembre 2014
Cacao a pranzo
Il cacao contiene i polifenoli, che hanno queste virtù:
1- sono antiossidanti
2- abbassano la pressione e riducono il rischio di infarti e di ictus.
Ma, ripeto ma, i polifenoli del cacao entrano in funzione solo se non c'è la caseina, cioè latticini. Quindi se si mangia cioccolato non si assumono latticini e viceversa, che pare una cosa assurda. Finora io i polifenoli non li ho mai, proprio mai, assunti allora. Deliberatamente univo i due alimenti, perché il calcio del latte annulla gli effetti acidi del cioccolato sui denti...
L'unico cioccolato che fa bene è quello extrafondente (con più del 70% di cacao, privo di latte e zuccheri aggiunti appunto). Consigliano anche quello amaro in polvere, da mescolare all'acqua e, volendo, a del miele.
Da provare.
domenica 24 agosto 2014
Prati aridi e puliti
Oggi di pastori ne girano pochi, ne gira uno (se gira). Al loro posto c'è il trattore con l'imballatrice. Niente più bestie al pascolo, ma prati tagliati e fieno trasportato in stalla. Quindi niente scambio equo. Dal prato si prelevano quintali di massa organica che poi non vengono più restituiti. Ecco, passerà ogni tanto l'atomizzatore a spargere liquami nebulizzati sull'erba, ma sono briciole infinitesimali. Difficilmente il proprietario del prato investirà l'affitto che gli paga il contadino per concimare il prato. Il letame delle stalle finisce nella mani (nei rimorchi) di gente furba che pensa ai propri affari.
Il povero prato diventa, anno dopo anno, sempre più arido. Perché bisogna tenerlo pulito. Ma per tenerlo pulito basta curare il suo perimetro con le forbici e la roncola. Di sicuro gli alberi non sbucano fuori dal terreno saturo di erba.
Una cosa è certa: quando del prato resterà solo una distesa di pietre coperte di muschio, allora sarà pulitissimo.
lunedì 7 luglio 2014
Una simpatica ovaiola
Tempo fa le ho salvato la vita perché volevano tirarle il collo. Aveva il piumaggio sciupato e quindi è lei quella che non fa l'uovo. Io però, che la mattina vedo chi fa uova e chi fa finta, ho fermato tutti. Perché 'sta gallina brucia tutte le sue energie a fare l'uovo, per questo non è bella come le altre. Un'ovaiola diligente, l'unica che mangia ancora il mangime e l'unica che non ha imparato a mangiare le uova. Qualcuno la definirebbe tonta a confrontarla con le altre, ma proprio per questo mi sta simpatica. E poi è produttiva. Non ho proprio capito che senso ha imbustarla e portarla alla fattoria.
Io l'avrei unita alle galline nuove. Calma com'è e con la stazza che c'ha, o diventava la gallina dominante o se ne sbatteva altamente e proseguiva la sua carriera nel pollaio nuovo. Ora sta in un grande recinto, un po' desolato ma molto spazioso. Le condizioni non sembrano male, sempre che si integri con le sue simili e sempre che si trovi un riparo per la pioggia. Andrò a trovarla ogni tanto.
giovedì 26 giugno 2014
Cercatori d'oro moderni
Ormai chi perde qualcosa per strada può definitivamente considerarla spacciata, perchè dubito fortemente che queste persone riconsegnino gioielli o denaro ritrovati. Dovranno pur ammortizzare le spese dell'apparecchiatura. Tempo fa mi ero interessato al metal detector e nei forum online tutti ribadivano non siamo tombaroli! Va bene, chissà quanta immondizia tirano su i principianti dal terreno, ma chi ha l'orecchio esperto trova oro, antiquariato vario e un sacco di cose che, in ogni caso, non gli appartengono.
Questi chissà cosa hanno trovato. Una singola buca (giammai fare lo sforzo di chiuderla!) in un'area di villeggiatura, devono aver sintonizzato bene il metal detector per evitare tutti i tappi di bottiglia.
giovedì 12 giugno 2014
Dentro una bolla dove non piove
Due moviola di oggi:
Si vedono nuvoloni temporaleschi che svaniscono misteriosamente poco prima di raggiungere l'area sopracitata. O nuvole che semplicemente sfiorano l'area sopracitata. Si sentono due tuoni, cadono due gocce e arrivederci pioggia, magari torni più tardi.
Forse dipende dalla conformazione geografica, trattandosi di precipitazioni provenienti dall'Atlantico, quindi da nord-ovest, che si infrangono sulle sommmità del Brenta e della Paganella. Forse.
Stavo per dire che questa era l'annata delle ciliegie, avendone viste in giro un'esagerazione di selvatiche, ma ne sono cascate metà anche stavolta. E non è affatto giusto.
giovedì 15 maggio 2014
Uccellini in gabbia che fischiano all'alba
martedì 29 aprile 2014
Fisco evasivo
Il fisco fa stare a galla solo i pesci grossi. Tutti i pesci piccoli si trovano in una situazione paradossale che non si possono permettere. Il governo aveva recentemente introdotto (e poi sospeso fino a luglio) la webtax, una soluzione drastica: trattenuta del 20% su tutti i bonifici dall'estero. Però almeno così non serviva più aprire la partita iva.
Una soluzione potrebbe essere non usare più queste pubblicità. Alcuni internauti si lamentano scrivendo Che razza di pubblicità si vedono sul blog? Diventa difficile rispondere loro che gli annunci si adattano automaticamente alle pagine che hanno visitato appena prima. Se vedono annunci di prosciutto cotto è perchè hanno navigato in siti di prosciutto cotto, se vedono annunci di porcherie è perchè hanno appena guardato siti di porcherie.
Quindi una soluzione è togliere gli annunci pubblicitari di terzi e magari inserire i propri. Perdi qualche centesimo di euro, ma guadagni in visibilità.
Bisogna aspettare fino a luglio e scoprire cosa si inventano.
venerdì 28 marzo 2014
Trapianti di polloni
Anche il prugno e l'albicocco in cima al campo avevano dei grossi polloni intorno (polloni che sottaevano linfa al tronco principale, a discapito dei frutti). Stessa operazione anche loro, pur sapendo che sono alberi innestati, quindi quelli che ho rimosso sono solo dei porta-innesti. Un giorno andranno innestati con dei rami superiori.
sabato 1 marzo 2014
Farina integrale e mulino
La farina (bianca) 00 è raffinata (assomiglia al gesso) per eliminare ogni impurità, essere bella da vedere, lievitare tanto e conservarsi a lungo. Il trattamento sbiancante è chimico e il grano (o frumento) di partenza di solito viene trattato.
La farina bianca è un'invenzione del Dopoguerra, prima c'era solo la farina integrale, di gran lunga migliore, e per ottenerla (fresca) serve un mulino e grano non trattato.
Il mulino manuale, o macina-cereali, è economico rispetto alla variante elettrica ma lento nella resa: bisogna stare una vita a macinare prima di avere mezzo chilo di farina.
Il mulino elettrico è più comodo e più veloce, ma costa, scalda troppo il grano macinato (cuocendolo in pratica) e c'è una minima propensione al guasto.
A livello di costi un mulino elettrico da 400-1500 euro non conviene (se ne approfittano, perchè son prodotti di nicchia). Forse conviene di più comprare la farina integrale (quella vera però, occhio alle fregature) in negozio o in un mulino vero. Sperando che sia fresca. Bisognerebbe fare anche due conti sul prezzo dei sacchi di grano e sul loro reale utilizzo (perchè non so se ne vendono sotto i 25 chili e potrebbe andare a male).
La soluzione ottimale sarebbe condividere un bel mulino tra più persone, così da sfruttarlo a dovere, consumare velocemente i sacchi di grano e dividere la spesa.
sabato 8 febbraio 2014
Terra buttata
Non si poteva fare viceversa? Piazzare il ricovero sulla roccia (così non servivano neanche le fondamenta) e piantare un bel frutteto in quel campo di Cadine? Quel campo avrà nutrito per un paio di millenni i residenti e/o il suo bestiame), selezionato in base all'esposizione al sole, alla composizione della terra, alla presenza di acqua. Ora non esiste più ed è un processo irreversibile.
La gestione del territorio montuoso non può permettere che preziose aree fertili vengano date in pasto ai cantieri.
venerdì 17 gennaio 2014
Due piante interessanti: Lycium barbarum e Stevia rebaudiana
La Lycium barbarum è una lontana parente (sudest asiatico) del pomodoro. Frutto della giovinezza, medicinale, concetrato di vitamine e antiossidanti,15 grammi al giorno per vivere meglio. Informazioni recuperate:
- maggiore è l'esposizione solare e maggiore sarà la dose di antiossidanti contenuta nelle bacche (leggenda?)
- attenzione alle truffe: è difficilissimo distinguere la varietà migliore (barbarum) dagli ibridi in circolazione
- la varietà barbarum ha le bacche dolci (sapore: misto di pomodoro e uvetta), le altre varietà sono commestibili solo essiccate.
Le foglie della Stevia rebaudiana, una volta essiccate e tritate, possono sostituire lo zucchero. Informazioni:
- dolcificante naturale, più dolce dello zucchero e privo di calorie, adatto ai diabetici e non provoca carie
- retrogusto di liquirizia che rende problematico il loro utilizzo nei dolci da forno
- contiente una sostanza che, digerita, produrrebbe un derivato cancerogeno (ma pare una notizia smentita a metà, per molti un mero allarmismo divulgato dalle multinazionali dello zucchero).
C'è da aggiungere, tuttavia, che diverse voci fuori dal coro apprezzano piante da frutto meno di moda. Le vere rivelazioni sono il banano del nord o di montagna (molto rustico) e il mirtillo siberiano (che non richiede terra acida).
In ogni caso il posto è limitato, ancora di più se trapianto un po' di piccoli cornioli per aumentare il raccolto nei prossimi anni.
martedì 14 gennaio 2014
Lo scandalo del succo di limone
Mi chiedevo di continuo possibile che la lemonsoda contenga la polpa di limone, e invece il succo di limone in bottiglia no? Quello del supermercato, intendo, che non pare proprio una spremuta fresca.
Il succo di limone fresco avrebbe tutte le carte in regola per essere un prodotto vincente. Conveniente, più sostenibile perchè le bucce resterebbero giù in Sicilia e anche più comodo, perchè non ci sarebbe da sbracciarsi sopra una spremiagrumi. Ma la spremuta fresca di limone non esiste in commercio, me l'ha confermato il titolare del negozietto siciliano: non si conserva, neppure in frigorifero.
mercoledì 11 dicembre 2013
Oggetto luminoso sopra Vigolo Baselga
Poteva essere mercoledì o giovedì, verso le 17:30, forse un attimino prima. Vista la traiettoria parabolica regolare e il salto molto breve, non credo sia un granchè di UFO. Un pò scarso. Però non riesco a capire cos'altro potrebbe essere.
Non è:
- un elicottero, non si sente il rotore tra l'altro
- un oggetto luminoso scagliato nel cielo, è troppo lento e la velocità è costante, senza accelerazioni
- un razzo di segnalazione (bengala), troppo lento
- un pallone aerostatico, non avrebbe perso quota così presto.
domenica 24 novembre 2013
Tre consigli per vivere al sicuro
Basta essere 1)vigili 2)imprevedibili 3)muniti di dissuasori.
Bisogna ritornare a essere vigili, perchè ormai di questi tempi ci chiudiamo tutti nel nostro mondo e pretendiamo la privacy totale. Troppi giovani si sparano nelle orecchie musica a volume invalidante e tengono gli occhi incollati sullo smartphone, perdendo completamente la percezione del mondo intorno a loro. Si usa l'automobile anche per gli spostamenti più brevi, diventando automi-che-fissano-solo-la-strada.
Meglio quindi tornare a fare due passi e guardarsi in giro, rinsaldare un rapporto di fiducia con il vicinato, perchè solo il vicino può controllarvi la casa (e viceversa). Andate a visitare i parenti che abitano soli e ammirate i fiori o l'orto dei compaesani (potreste anche imparare qualcosa di utile o dispensare dei consigli). Andate a conoscere e fatevi conoscere, si chiama spirito di comunità.
Bisogna vivere in un modo più imprevedibile. I malintenzionati si approfittano delle vostre abitudini, dei vostri orari fissi. Più siete prevedibili e più siete vulnerabili. Cambiate i vostri orari, rompete la monotonia che vi siete autoimposti. Non fate sempre le solite strade quando uscite con il cane o andate a fare la spesa. Variate un po', è pieno di bei sentieri e scorciatoie. Siate curiosi.
I punti vulnerabili delle case sono quelli nascosti alla vista. La portina infrattata sul retro, per esempio, risulta più invitante di una finestra magari al piano terra, ma affacciata sulla via trafficata del paese. Per proteggere i punti deboli occorrono i dissuasori. L'inferriata e il portone blindato sono dissuasori perchè obbligano il malintenzionato a spendere minuti preziosi a superarli. Più efficaci sono i dissuasori acustici, come la radio lasciata accesa quando non ci siete o la porta non oliata che cigola. Uno dei migliori dissuasori (anche acustici) è il cane. Meglio libero di girare dove vuole, se invece lo tenete legato posizionatelo almeno dove può godere di un ampio campo visivo.
lunedì 18 novembre 2013
Il coro "angelico" di Baselga
Il balcone lassù, se ricordo bene, era riservato alla nobiltà, non al coro. Il coro dovrebbe stare nell'abside dietro l'altare maggiore. Questo perchè le onde sonore delle voci è meglio che arrivino dal davanti, dirette e limpide. Ora come ora ti arrivano da dietro la nuca. Come se ascoltassi un concerto girato di spalle. Io poi sto praticamente sotto e mi pare di ascoltare un coro che non si vede, angelico appunto. Forse è l'effetto cercato.
Senza contare che i presenti non rischierebbero più il torcicollo per dare un'occhiata e non si sentirebbe più la frana quando i coristi scendono per la scala a chiocciola.
Un'alternativa, usata dagli ospiti tre le altre cose, è stare nella navata laterale. Il compromesso migliore sarebbe la via di mezzo: al posto dei chierichetti. Già che ci sono, che cantino anche loro, perchè, parlo per esperienza personale, stare lì un'ora è un supplizio. E poi sarebbero più sciolti durante le letture. Senza contare (ancora una volta) che le anziane e i genitori sarebbero felici di vederli all'opera e non fermi come statuine.
martedì 12 novembre 2013
Braccio di ferro nella compravendite online
1) fuori stampa
2) che originariamente costava 12,50 €
3) che svendo a 6 €.
Caio: Ma i 6 € comprendono le spese di spedizione, vero?
No... (ma quando mai?!?).
Caio: Capito, vendi altri titoli dell'autore?
Sì (non ci credo: riesco a venderli tutti in un colpo). Se me li compri tutti e tre te li svendo a 4 € l'uno. Più spese ovviamente.
Caio: Se me ne vendi due a queste condizioni te li compro.
Due te li posso (s)vendere a 5. Meno no (mi prende in giro?).
Caio: Tre libri 12 € e due 10 €?
Proprio così.
Fine.
Mi illudevo che Caio fosse interessato veramente a quel libro, ma non lo era, altrimenti mi avrebbe ricontattato. Forse Caio era più interessato a tirarla per le lunghe, convinto che la sua furba tirchiaggine avesse la meglio. Ma anche volendo, non potevo dargliela vinta: il prezzo del libro include anche l'imballaggio, la coda alle poste, il contrattare con burloni...
Dovevo impostare un prezzo maggiore, così da poter trattare al ribasso e dargli la finta illusione di aver concluso un affare. Quello che in pratica fanno tutti i negozi ai saldi.
lunedì 28 ottobre 2013
Pasticci al seggio
C'era una donna anziana con la tessera elettorale non aggiornata e pure corretta male dall'ufficio comunale. La presidente del seggio cosa ha fatto? Questa tessera non è valida. E gliela strappa davanti agli occhi. L'anziana si offende in una maniera incredibile, ma a ragione: una presidente di seggio l'ha privata del suo diritto al voto. Della sua cittadinanza praticamente. Oltraggiata, immagino, visto che la scena stava sotto gli occhi di almeno una dozzina di persone.
Poi un'altra presente invita la presidente a chiamare il comune, e lei allora forse capisce di aver combinato una vaccata totale. La distruzione di un documento potrebbe anche costituire un reato, chi lo sa. La signora è stata fin troppo buona (e ha potuto, giustamente, votare).
Cioè: una donna anziana si prende la briga di venire a votare e la presidente le strappa la tessera elettorale davanti agli occhi. Come nella peggiore dittatura. Ma cosa aveva in testa io non lo so. Non so neanche come vengono scelti i presidenti. Ormai mi sembrano tutti burocrati inflessibili, ingranaggi privi di umanità. Pensano solo all'efficienza, nient'altro. Che alla fine, sofisticati finché vogliono, i pasticci li combinano anche loro.
venerdì 25 ottobre 2013
Limonaia in cortile
Senza considerare che la predilezione per gli agrumi è una delle tante convenzioni radicate nella società. Le bacche di rosa canina contengono più vitamine e restano lì a marcire lungo la strada (sono scomode da mangiare). Le ortiche contengono più ferro degli spinaci, eppure si comprano i secondi al supermercato, sicuramente più teneri, ma mezzi artificiali e meno genuini.
domenica 13 ottobre 2013
Abbuffarsi come maiali
Le cause. Data l'enorme disponibilità di cibo gratuito (offerto in grande quantità, non raccolto, né prodotto, né preparato da chi mangia), gli si dà pochissima importanza. Si manda giù come se fosse uguale al cibo spazzatura dei fast food, o alle patatine confezionate. Chi mangia come un maiale non si rende conto dell'impegno e della perizia che c'è dietro a un buon piatto. Mangia per riempirsi, e, nel caso avanzasse qualcosa, lo butta via.
Mangiare come un maiale è una compulsione. Mangiare regala senso di sazietà, di soddisfazione. Con lo stomaco strapieno il metabolismo si concentra tutto sulla digestione, dimenticando pensieri e preoccupazioni.
Il senso di pienezza andrebbe sostituito con quello del gusto, l'assaporare con calma le pietanze. Trasferire il piacere dallo stomaco alla lingua. L'appagamento è uguale, coi vantaggi che mangiamo con moderazione e conserviamo la nostra dignità. Perchè il pasto è un momento solenne, l'ultimo passaggio del nostro lavoro quotidiano.
domenica 22 settembre 2013
Affamati di uova
E, dulcis in fundo, le uova fresche vanno consumate fresche, appunto. Depredare il pollaio per una torta o una frittata... meglio fare la spesa al supermercato e risparmiare il travaglio a quelle povere galline.
mercoledì 18 settembre 2013
Concorso che suona male
Se vinci bene, ma... se non vinci?
Un conto è un concorso fotografico dove la foto in sé è spendibile, cioè utilizzabile, in altre maniere e occasioni. Un altro conto è disegnare qualcosa di grosso, che richiede un sacco di tempo ed è così specifico che, se non vieni decretato vincitore, non ti serve più a nulla.
Quindi questo concorso si sarebbe potuto organizzare meglio. Molto meglio: presenti l'idea, ripeto idea, con magari un assaggio del disegno, e se ti dimostri convincente ti commissionano il lavoro.
In quel caso sì che disegnerei volentieri.
Poi vabbè, partecipare partecipo, ma... Ci sono sempre troppi ma.
giovedì 25 luglio 2013
Mirtilli evasi: ritrovato lo scontrino
Me ne stavo dimenticando, per fortuna con la cara (e defunta) fotocamera avevo immortalato lo scontrino (ormai perduto). Che furbata però spostare il puntino, la dimostrazione che i veneti sanno fare i mercanti da tempi immemorabili.
In ogni caso le piante di mirtillo acquistate crescono bene.
venerdì 12 luglio 2013
Legna sull'orto
- vuoto
- riparato
- in pendenza
- di cemento
- in comune
- con scaletta esterna.
La pendenza consente alla legna imbancata di restare asciutta, con la scala esterna non si sporcano metà scale interne. E poi il terrazzo è completamente inutilizzato ora.
L'unica pecca è trasportare la legna fin là, fare un po' di strada in più.
venerdì 21 giugno 2013
Voce del verbo andrea
martedì 11 giugno 2013
Per l'effetto serra...
In realtà mi giravano perchè le zucchine trapiantate avevano subito le vandaliche attenzioni di un tasso. Si presume.
Mentre rimettevo in sesto le piante, e anche un po' le corazzavo, mi chiedevo: Ma al posto di coltivare nella natura selvaggia, non sarebbe meglio costruire una serra seria e avere la verdura fresca anche nei mesi dell'inverno?
Pensando in grande la serra sarebbe così vasta da coprire un orto di dimensioni dignitose. Vetrate spioventi per resistere alla neve, raccoglitori di acqua piovana riscaldati da pannelli solari e acqua calda, appunto, in circolo sottoterra per riscaldare le radici e l'ambiente.
Economicamente non so quanto potrebbe venire a costare, poi servirebbe anche il terreno adatto. La lastra a Cadine non sarebbe male: guarda verso sud e ora come ora non serve a niente. L'ideale sarebbe creare un sistema autosufficiente, senza bisogno di allacciamenti.
martedì 21 maggio 2013
Giardinieri geometrici senza fantasia
Poi c'è la rotatoria decorata al forte del Bus del Vela. Terminata dopo lunghe parentesi. I giardinieri mettevano giù tre piante, prendevano una pausa, mettevano il tessuto non tessuto, un'altra pausa, fresavano il terreno, ancora pausa... Voglio vedere quanto durano tutte quelle piantine ordinate.
I fiori per via Belenzani a Trento: decine di vasi interrati allineati e coperti, chiusi tra quattro assi.
Questa è natura o geometria? Curioso vedere tanta ordine maniacale da parte dei giardinieri, quando poi la gente si fa pochi problemi a pestare nella siepe per tagliare un po' di strada. Quando il vento sparpaglia tutta la pacciamura di corteccia sulla strada. Quando tosano l'erba così corta che mettono a nudo la terra. Quando la cara erbetta infestante comincia a crescere per i cavoli suoi.
Non si può impedire all'erba di crescere dove vuole lei. Solo ostinazione, perdita di tempo. I giardinieri patiti per la pulizia e l'ordine combattono una battaglia persa. Natura significa disordine. Un disordine ameno perchè naturale, perchè giusto così. Causato da forza maggiore.
domenica 5 maggio 2013
Volontari e telecamere a Cadine: nel giorno sbagliato?
I casi sono due:
- la gentaglia ha visto arrivare i volontari e le telecamere ed è filata via
- la gentaglia non c'era proprio per il tempo in peggioramento.
In ogni caso il servizio in onda su rai3 non ha fatto chiarezza. Nessun intervistato si è lamentato dei villeggianti maleducati, si è solo parlato dell'opera di pulizia dei volontari. Come se i rifliuti cadono per terra da soli. O crescono come funghi tra l'erba.
venerdì 3 maggio 2013
I rischi degli audiolibri...
lunedì 22 aprile 2013
Campanile sfasato di quattro minuti
Curioso lo scambio al cambio dell'ora legale:
- ho regolato sull'ora esatta l'orologio di casa, perchè avanti di cinque minuti e ogni volta bisognava spiegarlo a chi metteva fretta; una volta sistemato c'è stato bisogno di rispiegare a tutti che quell'orogologio d'ora in avanti indica l'ora esatta... quante ripetizioni
- contemporaneamente hanno tirato avanti l'orologio del campanile di circa quattro minuti; sono diventate più affidabili le campane di Vigolo, che suonano con un ritardo di un paio di minuti...
Forse è una cospirazione ordita dalle casalinghe che devono tornare ai fornelli in fretta e furia la domenica dopo la messa. Quel margine di quattro minuti si potrebbe dimostrare fondamentale per apparecchiare. O forse è il parroco che vuole affrettare un attimo i ritardatari cronici...
martedì 9 aprile 2013
Incastrato da due mirtilli
Quest’anno avevo pianificato il trapianto di due piante di mirtillo e di conseguenza avevo preparato due buche adatte e mi ero procurato la terra giusta. Mi ero ben informato. Queste altre due nuove piante non erano previste e sono state sistemate nell’orto. Non c’erano altre soluzioni. L’orto di casa ha una terra neutra e argillosa, mentre il mirtillo la vuole acida e torbosa. Pare però che queste due piantone se ne facciano un baffo e, esaminando la fanghiglia tra le radici, ne ho avuto la conferma.
Come hanno fatto allora a crescere fino a due metri d’altezza? Perché sono piante trattate, hanno bisogno costantemente del prodotto. Un conto è mettere concime chimico sui fiori perché siano belli da vedere, un altro è metterlo su una pianta dalla quale mangeremo i frutti. Tanto vale comprarsi i mirtilli al supermercato. Seconda perplessità.
Quindi: lavoro approssimativo nel trapianto e compromesso da accettare se vogliamo mangiare i frutti. Premesse non buone, ma meglio approfondirle nell’altro blog.
domenica 31 marzo 2013
A messa: pecoroni e letture soporifere
A volte in fondo alla chiesa si accumula un gregge di pecoroni, timorosi del buon pastore sull'altare. Si concentrano così tanto che è difficile farsi strada in mezzo a quella calca. Non mi riferisco a quei residenti che hanno l'abitudine di piazzarsi lì perchè è una vita che lo fanno, ma alla gente che accorre due volte all'anno e preferisce restare nascosta nell'ombra quando c'è tutta la chiesa a disposizione. Come se provassero vergogna.
Basta che facessero due passi in avanti e potrebbero respirare e lasciare libero il passaggio, ma preferiscono rimanere un gregge di pecoroni.
Un'altra caratteristica tipica della chiesa è l'aria assopita di molti dei presenti. La causa generale è lo svolgersi dei riti religiosi: non vengono vissuti attivamente come succede in Africa, per esempio, dove i fedeli si prodigano in balli e canti collettivi. Un'altra causa, più specifica, sono le letture. Il come vengono lette. Sembra di ascoltare la voce automatica della stazione dei treni. Nessuna intonazione, voce amorfa. La tentazione di sbadigliare ripetute volte.
Bisognerebbe metterci un po' di enfasi nella lettura, un po' di pathos. Una frase tragica non può risuonare piatta come quella più leggera. Bisogna stimolare immaginazione in chi ascolta, non sonnolenza...

















