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Le Avventure della mia Fantasia, blog ammiraglio ricco di contenuti.
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domenica 24 agosto 2014

Prati aridi e puliti

Perché le greggi del pastore possono pascolare su ogni prato che trovano sul cammino? Non è solo una tradizione millenaria, c'è un interesse dietro. C'è uno scambio equo. Io do da mangiare alle pecore, tu mi concimi il prato. C'è armonia. C'era.
Oggi di pastori ne girano pochi, ne gira uno (se gira). Al loro posto c'è il trattore con l'imballatrice. Niente più bestie al pascolo, ma prati tagliati e fieno trasportato in stalla. Quindi niente scambio equo. Dal prato si prelevano quintali di massa organica che poi non vengono più restituiti. Ecco, passerà ogni tanto l'atomizzatore a spargere liquami nebulizzati sull'erba, ma sono briciole infinitesimali. Difficilmente il proprietario del prato investirà l'affitto che gli paga il contadino per concimare il prato. Il letame delle stalle finisce nella mani (nei rimorchi) di gente furba che pensa ai propri affari.
Il povero prato diventa, anno dopo anno, sempre più arido. Perché bisogna tenerlo pulito. Ma per tenerlo pulito basta curare il suo perimetro con le forbici e la roncola. Di sicuro gli alberi non sbucano fuori dal terreno saturo di erba.

Una cosa è certa: quando del prato resterà solo una distesa di pietre coperte di muschio, allora sarà pulitissimo.

lunedì 7 luglio 2014

Una simpatica ovaiola

Tra le galline vecchie ce n'è una simpatica. Ce n'era una simpatica.
Tempo fa le ho salvato la vita perché volevano tirarle il collo. Aveva il piumaggio sciupato e quindi è lei quella che non fa l'uovo. Io però, che la mattina vedo chi fa uova e chi fa finta, ho fermato tutti. Perché 'sta gallina brucia tutte le sue energie a fare l'uovo, per questo non è bella come le altre. Un'ovaiola diligente, l'unica che mangia ancora il mangime e l'unica che non ha imparato a mangiare le uova. Qualcuno la definirebbe tonta a confrontarla con le altre, ma proprio per questo mi sta simpatica. E poi è produttiva. Non ho proprio capito che senso ha imbustarla e portarla alla fattoria.
Io l'avrei unita alle galline nuove. Calma com'è e con la stazza che c'ha, o diventava la gallina dominante o se ne sbatteva altamente e proseguiva la sua carriera nel pollaio nuovo. Ora sta in un grande recinto, un po' desolato ma molto spazioso. Le condizioni non sembrano male, sempre che si integri con le sue simili e sempre che si trovi un riparo per la pioggia. Andrò a trovarla ogni tanto.

giovedì 26 giugno 2014

Cercatori d'oro moderni

Ieri ho intravisto tra i fornelli due tizi con il metal detector, in località Fer de caval a Cadine. Uno con lo strumento, l'altro con la zappetta che scavava.
Ormai chi perde qualcosa per strada può definitivamente considerarla spacciata, perchè dubito fortemente che queste persone riconsegnino gioielli o denaro ritrovati. Dovranno pur ammortizzare le spese dell'apparecchiatura. Tempo fa mi ero interessato al metal detector e nei forum online tutti ribadivano non siamo tombaroli! Va bene, chissà quanta immondizia tirano su i principianti dal terreno, ma chi ha l'orecchio esperto trova oro, antiquariato vario e un sacco di cose che, in ogni caso, non gli appartengono.
Questi chissà cosa hanno trovato. Una singola buca (giammai fare lo sforzo di chiuderla!) in un'area di villeggiatura, devono aver sintonizzato bene il metal detector per evitare tutti i tappi di bottiglia.

giovedì 12 giugno 2014

Dentro una bolla dove non piove

Da un anno seguo le proiezioni radar delle precipitazioni di meteotrentino e salta all'occhio un fatto molto strano. Bene o male tutte le vallate trentine vengono innafiate con regolarità dall'acqua meteorica, eccetto la parte occidentale del comune di Trento. L'impressione è che qui piova molto meno.
Due moviola di oggi:
Si vedono nuvoloni temporaleschi che svaniscono misteriosamente poco prima di raggiungere l'area sopracitata. O nuvole che semplicemente sfiorano l'area sopracitata. Si sentono due tuoni, cadono due gocce e arrivederci pioggia, magari torni più tardi.
Forse dipende dalla conformazione geografica, trattandosi di precipitazioni provenienti dall'Atlantico, quindi da nord-ovest, che si infrangono sulle sommmità del Brenta e della Paganella. Forse.
Stavo per dire che questa era l'annata delle ciliegie, avendone viste in giro un'esagerazione di selvatiche, ma ne sono cascate metà anche stavolta. E non è affatto giusto.

giovedì 15 maggio 2014

Uccellini in gabbia che fischiano all'alba

Dormire insieme a degli uccellini in gabbia non è il massimo. Poi c'è volatile e volatile. L'ultimo canarino, per esempio, era un tipo educato: cantava all'alba sì, ma finchè restavo a letto cantava a basso volume. Questi ultimi due, invece, sono un dramma. Con le giornate che si allungano, e quindi con l'alba che arriva sempre più in anticipo, mi guastano il risveglio. Passi il maschio, che bene o male si prodiga in canti melodici. Ma la femmina emette dei fischi così acuti che ascoltarli di prima mattina è una tortura. Più che fischi li definirei strilli. Strilla perchè si risveglia dentro una gabbia, presumo.

martedì 29 aprile 2014

Fisco evasivo

Fa un po' sorridere dover aprire la partita iva e pagare l'inps per 150 euro all'anno, cioè 12 euro al mese. Ma pare che chi inserisce annunci pubblicitari nel proprio blog deve farlo, per stare in regola. Tolgo il pare: i commercialisti e i caf hanno tutti una versione differente, ma finalmente si è espressa in merito anche l'agenzia delle entrate. Che poi alla fine la partita iva non si paga, da quanto ho letto, ma i contributi e bolli vari sì. 3000 euro annui per uno stipendio di 150 euro annui. Alcuni blogger guadagnano molto di più, va bene, ma quanti rientrano nella categoria?
Il fisco fa stare a galla solo i pesci grossi. Tutti i pesci piccoli si trovano in una situazione paradossale che non si possono permettere. Il governo aveva recentemente introdotto (e poi sospeso fino a luglio) la webtax, una soluzione drastica: trattenuta del 20% su tutti i bonifici dall'estero. Però almeno così non serviva più aprire la partita iva.
Una soluzione potrebbe essere non usare più queste pubblicità. Alcuni internauti si lamentano scrivendo Che razza di pubblicità si vedono sul blog? Diventa difficile rispondere loro che gli annunci si adattano automaticamente alle pagine che hanno visitato appena prima. Se vedono annunci di prosciutto cotto è perchè hanno navigato in siti di prosciutto cotto, se vedono annunci di porcherie è perchè hanno appena guardato siti di porcherie.
Quindi una soluzione è togliere gli annunci pubblicitari di terzi e magari inserire i propri. Perdi qualche centesimo di euro, ma guadagni in visibilità.
Bisogna aspettare fino a luglio e scoprire cosa si inventano.

venerdì 28 marzo 2014

Trapianti di polloni

Il cotogno a Cadine vicino alla panchina non fa mai frutti, ma in compenso fa un sacco di polloni. Visto che il cotogno si propaga per trapianto di pollone (e anche per talea), ho rimosso tutti quelli periferici, molti dei quali anche con qualche radice. Ora stanno all'ombra e al fresco, se attecchiscono li trapianterò, magari in una settimana piovosa di fine agosto. Prima no che seccano.
Anche il prugno e l'albicocco in cima al campo avevano dei grossi polloni intorno (polloni che sottaevano linfa al tronco principale, a discapito dei frutti). Stessa operazione anche loro, pur sapendo che sono alberi innestati, quindi quelli che ho rimosso sono solo dei porta-innesti. Un giorno andranno innestati con dei rami superiori.

sabato 1 marzo 2014

Farina integrale e mulino

La farina bianca è uno di quegli ingredienti che andrebbero limitati nella nostra dieta. Il suo derivato più comune, il pane bianco, ti frega perchè è un alimento che non sazia, accompagna bene un po' tutto. La farina bianca, rispetto a quella integrale, è un alimento povero, privato del germe e della crusca, quindi di minerali e vitamine. Praticamente è 100% amido. Bisogna tener presente che l'amido lo assimiliamo già coi legumi, con le patate, con la pasta, con il riso, con la polenta. Con questi alimenti il pane bianco diventa superfluo e va evitato.
La farina (bianca) 00 è raffinata (assomiglia al gesso) per eliminare ogni impurità, essere bella da vedere, lievitare tanto e conservarsi a lungo. Il trattamento sbiancante è chimico e il grano (o frumento) di partenza di solito viene trattato.
La farina bianca è un'invenzione del Dopoguerra, prima c'era solo la farina integrale, di gran lunga migliore, e per ottenerla (fresca) serve un mulino e grano non trattato.
Il mulino manuale, o macina-cereali, è economico rispetto alla variante elettrica ma lento nella resa: bisogna stare una vita a macinare prima di avere mezzo chilo di farina.
Il mulino elettrico è più comodo e più veloce, ma costa, scalda troppo il grano macinato (cuocendolo in pratica) e c'è una minima propensione al guasto.
A livello di costi un mulino elettrico da 400-1500 euro non conviene (se ne approfittano, perchè son prodotti di nicchia). Forse conviene di più comprare la farina integrale (quella vera però, occhio alle fregature) in negozio o in un mulino vero. Sperando che sia fresca. Bisognerebbe fare anche due conti sul prezzo dei sacchi di grano e sul loro reale utilizzo (perchè non so se ne vendono sotto i 25 chili e potrebbe andare a male).
La soluzione ottimale sarebbe condividere un bel mulino tra più persone, così da sfruttarlo a dovere, consumare velocemente i sacchi di grano e dividere la spesa.

sabato 8 febbraio 2014

Terra buttata

Chi lavora nell''edilizia ha la pessima abitudine di scavare e costruire sulla terra buona. Bastava guardare le fondamenta del ricovero di Cadine, un anno fa, o  altri cantieri in giro. O confrontare una vecchia foto di Trento con la versione attuale. La storia (sbagliata) è sempre la stessa: le case vengono costruite sopra metri e metri di terra fertile, lasciando a campagna le aree brulle e rocciose.
Non si poteva fare viceversa? Piazzare il ricovero sulla roccia (così non servivano neanche le fondamenta) e piantare un bel frutteto in quel campo di Cadine? Quel campo avrà nutrito per un paio di millenni i residenti e/o il suo bestiame), selezionato in base all'esposizione al sole, alla composizione della terra, alla presenza di acqua. Ora non esiste più ed è un processo irreversibile.
La gestione del territorio montuoso non può permettere che preziose aree fertili vengano date in pasto ai cantieri.

venerdì 17 gennaio 2014

Due piante interessanti: Lycium barbarum e Stevia rebaudiana

Tanti decantano le virtù delle bacche di Goji (Lycium barbarum) e della Stevia rebaudiana. Potrei comprarne qualche esemplare, fermo restando che non finiscano nel dimenticatoio quando passa la moda.
La Lycium barbarum è una lontana parente (sudest asiatico) del pomodoro. Frutto della giovinezza, medicinale, concetrato di vitamine e antiossidanti,15 grammi al giorno per vivere meglio. Informazioni recuperate:
- maggiore è l'esposizione solare e maggiore sarà la dose di antiossidanti contenuta nelle bacche (leggenda?)
- attenzione alle truffe: è difficilissimo distinguere la varietà migliore (barbarum) dagli ibridi in circolazione
- la varietà barbarum ha le bacche dolci (sapore: misto di pomodoro e uvetta), le altre varietà sono commestibili solo essiccate.
Le foglie della Stevia rebaudiana, una volta essiccate e tritate, possono sostituire lo zucchero. Informazioni:
- dolcificante naturale, più dolce dello zucchero e privo di calorie, adatto ai diabetici e non provoca carie
- retrogusto di liquirizia che rende problematico il loro utilizzo nei dolci da forno
- contiente una sostanza che, digerita, produrrebbe un derivato cancerogeno (ma pare una notizia smentita a metà, per molti un mero allarmismo divulgato dalle multinazionali dello zucchero).

C'è da aggiungere, tuttavia, che diverse voci fuori dal coro apprezzano piante da frutto meno di moda. Le vere rivelazioni sono il banano del nord o di montagna (molto rustico) e il mirtillo siberiano (che non richiede terra acida).
In ogni caso il posto è limitato, ancora di più se trapianto un po' di piccoli cornioli per aumentare il raccolto nei prossimi anni.

martedì 14 gennaio 2014

Lo scandalo del succo di limone

All'inizio credevo fosse un vero e proprio scandalo quello del succo di  limone.
Mi chiedevo di continuo possibile che la lemonsoda contenga la polpa di limone, e invece il succo di limone in bottiglia no? Quello del supermercato, intendo, che non pare proprio una spremuta fresca.
Il succo di limone fresco avrebbe tutte le carte in regola per essere un prodotto vincente. Conveniente, più sostenibile perchè le bucce resterebbero giù in Sicilia e anche più comodo, perchè non ci sarebbe da sbracciarsi sopra una spremiagrumi. Ma la spremuta fresca di limone non esiste in commercio, me l'ha confermato il titolare del negozietto siciliano: non si conserva, neppure in frigorifero.

mercoledì 11 dicembre 2013

Oggetto luminoso sopra Vigolo Baselga

La settimana scorsa un oggetto luminoso non identificato è decollato da un punto imprecisato sopra Vigolo Baselga. Un globo multicolore, dalle luci che si alternavano, che saliva di quota lentamente. Così sono andato a recuperare la videocamera:



Poteva essere mercoledì o giovedì, verso le 17:30, forse un attimino prima. Vista la traiettoria parabolica regolare e il salto molto breve, non credo sia un granchè di UFO. Un pò scarso. Però non riesco a capire cos'altro potrebbe essere.
Non è:
  • un elicottero, non si sente il rotore tra l'altro
  • un oggetto luminoso scagliato nel cielo, è troppo lento e la velocità è costante, senza accelerazioni
  • un razzo di segnalazione (bengala), troppo lento
  • un pallone aerostatico, non avrebbe perso quota così presto.

domenica 24 novembre 2013

Tre consigli per vivere al sicuro

Per migliorare il nostro senso sicurezza (e quindi la nostra serenità) non servono impianti di videosorveglianza, guardie giurate e sistemi antifurto sofisticati.
Basta essere 1)vigili 2)imprevedibili 3)muniti di dissuasori.

Bisogna ritornare a essere vigili, perchè ormai di questi tempi ci chiudiamo tutti nel nostro mondo e pretendiamo la privacy totale. Troppi giovani si sparano nelle orecchie musica a volume invalidante e tengono gli occhi incollati sullo smartphone, perdendo completamente la percezione del mondo intorno a loro. Si usa l'automobile anche per gli spostamenti più brevi, diventando automi-che-fissano-solo-la-strada.
Meglio quindi tornare a fare due passi e guardarsi in giro, rinsaldare un rapporto di fiducia con il vicinato, perchè solo il vicino può controllarvi la casa (e viceversa). Andate a visitare i parenti che abitano soli e ammirate i fiori o l'orto dei compaesani (potreste anche imparare qualcosa di utile o dispensare dei consigli). Andate a conoscere e fatevi conoscere, si chiama spirito di comunità.

Bisogna vivere in un modo più imprevedibile. I malintenzionati si approfittano delle vostre abitudini, dei vostri orari fissi. Più siete prevedibili e più siete vulnerabili. Cambiate i vostri orari, rompete la monotonia che vi siete autoimposti. Non fate sempre le solite strade quando uscite con il cane o andate a fare la spesa. Variate un po', è pieno di bei sentieri e scorciatoie. Siate curiosi.

I punti vulnerabili delle case sono quelli nascosti alla vista. La portina infrattata sul retro, per esempio, risulta più invitante di una finestra magari al piano terra, ma affacciata sulla via trafficata del paese. Per proteggere i punti deboli occorrono i dissuasori. L'inferriata e il portone blindato sono dissuasori perchè obbligano il malintenzionato a spendere minuti preziosi a superarli. Più efficaci sono i dissuasori acustici, come la radio lasciata accesa quando non ci siete o la porta non oliata che cigola. Uno dei migliori dissuasori (anche acustici) è il cane. Meglio libero di girare dove vuole, se invece lo tenete legato posizionatelo almeno dove può godere di un ampio campo visivo.

lunedì 18 novembre 2013

Il coro "angelico" di Baselga

Per completezza, dopo la critica alle letture sonnifere, mi occuperò anche del coro di Baselga. Messo male. Non in senso metaforico, perchè si sente che si impegnano per davvero, ma in senso letterale. Il coro è posizionato male.
Il balcone lassù, se ricordo bene, era riservato alla nobiltà, non al coro. Il coro dovrebbe stare nell'abside dietro l'altare maggiore. Questo perchè le onde sonore delle voci è meglio che arrivino dal davanti, dirette e limpide. Ora come ora ti arrivano da dietro la nuca. Come se ascoltassi un concerto girato di spalle. Io poi sto praticamente sotto e mi pare di ascoltare un coro che non si vede, angelico appunto. Forse è l'effetto cercato.
Senza contare che i presenti non rischierebbero più il torcicollo per dare un'occhiata e non si sentirebbe più la frana quando i coristi scendono per la scala a chiocciola.
Un'alternativa, usata dagli ospiti tre le altre cose, è stare nella navata laterale. Il compromesso migliore sarebbe la via di mezzo: al posto dei chierichetti. Già che ci sono, che cantino anche loro, perchè, parlo per esperienza personale, stare lì un'ora è un supplizio. E poi sarebbero più sciolti durante le letture. Senza contare (ancora una volta) che le anziane e i genitori sarebbero felici di vederli all'opera e non fermi come statuine.

martedì 12 novembre 2013

Braccio di ferro nella compravendite online

Il tirch.. tizio Caio mi contatta perchè interessato a un libro usato che ho messo in vendita. Libro: 
1) fuori stampa
2) che originariamente costava 12,50 €
3) che svendo a 6 €.
Caio: Ma i 6 € comprendono le spese di spedizione, vero?
No... (ma quando mai?!?).
Caio: Capito, vendi altri titoli dell'autore?
(non ci credo: riesco a venderli tutti in un colpo). Se me li compri tutti e tre te li svendo a 4 € l'uno. Più spese ovviamente.
Caio: Se me ne vendi due a queste condizioni te li compro.
Due te li posso (s)vendere a 5. Meno no (mi prende in giro?)
Caio: Tre libri 12 € e due 10 €? 
Proprio così.
Fine.

Mi illudevo che Caio fosse interessato veramente a quel libro, ma non lo era, altrimenti mi avrebbe ricontattato. Forse Caio era più interessato a tirarla per le lunghe, convinto che la sua furba tirchiaggine avesse la meglio. Ma anche volendo, non potevo dargliela vinta: il prezzo del libro include anche l'imballaggio, la coda alle poste, il contrattare con burloni...
Dovevo impostare un prezzo maggiore, così da poter trattare al ribasso e dargli la finta illusione di aver concluso un affare. Quello che in pratica fanno tutti i negozi ai saldi. 

lunedì 28 ottobre 2013

Pasticci al seggio

Domenica al seggio mi sono vergognato profondamente. Purtroppo la scena la seguivo solo con un orecchio, essendo impegnato nelle pratiche, e non sono potuto intervenire in tempo.
C'era una donna anziana con la tessera elettorale non aggiornata e pure corretta male dall'ufficio comunale. La presidente del seggio cosa ha fatto? Questa tessera non è valida. E gliela strappa davanti agli occhi. L'anziana si offende in una maniera incredibile, ma a ragione: una presidente di seggio l'ha privata del suo diritto al voto. Della sua cittadinanza praticamente. Oltraggiata, immagino, visto che la scena stava sotto gli occhi di almeno una dozzina di persone.
Poi un'altra presente invita la presidente a chiamare il comune, e lei allora forse capisce di aver combinato una vaccata totale. La distruzione di un documento potrebbe anche costituire un reato, chi lo sa. La signora è stata fin troppo buona (e ha potuto, giustamente, votare). 
Cioè: una donna anziana si prende la briga di venire a votare e la presidente le strappa la tessera elettorale davanti agli occhi. Come nella peggiore dittatura. Ma cosa aveva in testa io non lo so. Non so neanche come vengono scelti i presidenti. Ormai mi sembrano tutti burocrati inflessibili, ingranaggi privi di umanità. Pensano solo all'efficienza, nient'altro. Che alla fine, sofisticati finché vogliono, i pasticci li combinano anche loro.

venerdì 25 ottobre 2013

Limonaia in cortile

Il cortile sarebbe il posto ideale per una limonaia. Sempre al sole e con la casa che copre il lato freddo settentrionale. Progetto un po' strampalato, perchè tutti i mapi (fusione di mandarino e pompelmo) che mangio non hanno semi. E anche se ne trovassi uno, la pianta potrebbe impiegare anche dieci anni a fiorire (se invece si innesta su un altro agrume adulto i tempi si dimezzano, più o meno). A questo punto meglio farla crescere in un grosso vaso da tenere dentro, nell'attesa.
Senza considerare che la predilezione per gli agrumi è una delle tante convenzioni radicate nella società. Le bacche di rosa canina contengono più vitamine e restano lì a marcire lungo la strada (sono scomode da mangiare). Le ortiche contengono più ferro degli spinaci, eppure si comprano i secondi al supermercato, sicuramente più teneri, ma mezzi artificiali e meno genuini.

domenica 13 ottobre 2013

Abbuffarsi come maiali

Mi capita, a volte, di vedere gente a tavola che si abbuffa di cibo. Masticando poco e ingurgitando bocconi così in fretta che manca loro il fiato. Scena famigliare delle vacanze a Pescara e a Londra.
Le cause. Data l'enorme disponibilità di cibo gratuito (offerto in grande quantità, non raccolto,  né prodotto, né preparato da chi mangia), gli si dà pochissima importanza. Si manda giù come se fosse uguale al cibo spazzatura dei fast food, o alle patatine confezionate. Chi mangia come un maiale non si rende conto dell'impegno e della perizia che c'è dietro a un buon piatto. Mangia per riempirsi, e, nel caso avanzasse qualcosa, lo butta via.
Mangiare come un maiale è una compulsione. Mangiare regala senso di sazietà, di soddisfazione. Con lo stomaco strapieno il metabolismo si concentra tutto sulla digestione, dimenticando pensieri e preoccupazioni.
Il senso di pienezza andrebbe sostituito con quello del gusto, l'assaporare con calma le pietanze. Trasferire il piacere dallo stomaco alla lingua. L'appagamento è uguale, coi vantaggi che mangiamo con moderazione e conserviamo la nostra dignità. Perchè il pasto è un momento solenne, l'ultimo passaggio del nostro lavoro quotidiano.

domenica 22 settembre 2013

Affamati di uova

Fuori di casa dovrei appiccicare il seguenteo avviso: Le galline non fanno uova mangiando briciole di pane. Come si fa a pensare di barattare il pane vecchio con le uova fresche? I miei sono troppo buoni ad accettare questi baratti che sanno molto da presa in giro. Come se vi portassi un sacchetto di farina per avere in cambio una pizza farcita.

E, dulcis in fundo, le uova fresche vanno consumate fresche, appunto. Depredare il pollaio per una torta o una frittata... meglio fare la spesa al supermercato e risparmiare il travaglio a quelle povere galline. 

mercoledì 18 settembre 2013

Concorso che suona male

Entro il dato giorno alla data ora devi presentare una mappa disegnata, larga un metro, di una certa valle, comprensiva di decine e decine di miniature delle attrazioni locali.
Se vinci bene, ma... se non vinci?
Un conto è un concorso fotografico dove la foto in sé è spendibile, cioè utilizzabile, in altre maniere e occasioni. Un altro conto è disegnare qualcosa di grosso, che richiede un sacco di tempo ed è così specifico che, se non vieni decretato vincitore, non ti serve più a nulla.
Quindi questo concorso si sarebbe potuto organizzare meglio. Molto meglio: presenti l'idea, ripeto idea, con magari un assaggio del disegno, e se ti dimostri convincente ti commissionano il lavoro.

In quel caso sì che disegnerei volentieri.
Poi vabbè, partecipare partecipo, ma... Ci sono sempre troppi ma. 

giovedì 25 luglio 2013

Mirtilli evasi: ritrovato lo scontrino

Ecco lo scontrino delle due piante di mirtillo comprate alla fiera di San Giuseppe. Le ricordavo più cari...
Me ne stavo dimenticando, per fortuna con la cara (e defunta) fotocamera avevo immortalato lo scontrino (ormai perduto). Che furbata però spostare il puntino, la dimostrazione che i veneti sanno fare i mercanti da tempi immemorabili.

In ogni caso le piante di mirtillo acquistate crescono bene.

venerdì 12 luglio 2013

Legna sull'orto

A casa c'è ormai la consuetudine di imbancare la legna sull'orto. Fa lo stesso pure lo zio. Ora mi chiedo perchè sottrarre metri quadri produttivi quando, dietro casa, c'è un terrazzo:
- vuoto
- riparato
- in pendenza
- di cemento
- in comune
- con scaletta esterna.
La pendenza consente alla legna imbancata di restare asciutta, con la scala esterna non si sporcano metà scale interne. E poi il terrazzo è completamente inutilizzato ora.
L'unica pecca è trasportare la legna fin là, fare un po' di strada in più.

venerdì 21 giugno 2013

Voce del verbo andrea

All'asilo ricordo che c'era un gioco: trovare una parola mescolando le lettere del proprio nome. E io ero lì disperato che non la trovavo. C'era un marmocchio di nome Lorenzo che mi suggeriva diarrea. Ma le lettere non corrispondevano. Alla fine scelsi pipistrello. Me lo ero fatto andare bene. Oggi ci ho ripensato e mi son detto "Andrea, andare è la parola!" Andare! Dopo ventitre anni ci sono riuscito...

martedì 11 giugno 2013

Per l'effetto serra...

Due domeniche fa, a Cadine, non mi giravano tanto gli zebedei per i tre albanesi in fila che urinavano alla stanga. Mi sono giusto messo a ridere quando, dopo aver esclamato Ma questo è un bagno per caso?, loro mi hanno risposto Tutto questo è un bagno. Spaziando con il braccio su tutto il mondo circostante.
In realtà mi giravano perchè le zucchine trapiantate avevano subito le vandaliche attenzioni di un tasso. Si presume.
Mentre rimettevo in sesto le piante, e anche un po' le corazzavo, mi chiedevo: Ma al posto di coltivare nella natura selvaggia, non sarebbe meglio costruire una serra seria e avere la verdura fresca anche nei mesi dell'inverno?
Pensando in grande la serra sarebbe così vasta da coprire un orto di dimensioni dignitose. Vetrate spioventi per resistere alla neve, raccoglitori di acqua piovana riscaldati da pannelli solari e acqua calda, appunto, in circolo sottoterra per riscaldare le radici e l'ambiente.
Economicamente non so quanto potrebbe venire a costare, poi servirebbe anche il terreno adatto. La lastra a Cadine non sarebbe male: guarda verso sud e ora come ora non serve a niente. L'ideale sarebbe creare un sistema autosufficiente, senza bisogno di allacciamenti.

martedì 21 maggio 2013

Giardinieri geometrici senza fantasia

La piazza di Sopramonte ha cambiato faccia nel giro di una giornata. Prima era marrone, ora è verde. Ho avuto l'onore di assistere alla miracolosa e fulminea comparsa del prato. Alla posa dell'erba in rotoli, opportunamente ritagliati. Non è finta, ma poco ci manca.
Poi c'è la rotatoria decorata al forte del Bus del Vela. Terminata dopo lunghe parentesi. I giardinieri mettevano giù tre piante, prendevano una pausa, mettevano il tessuto non tessuto, un'altra pausa, fresavano il terreno, ancora pausa... Voglio vedere quanto durano tutte quelle piantine ordinate.
I fiori per via Belenzani a Trento: decine di vasi interrati allineati e coperti, chiusi tra quattro assi.

Questa è natura o geometria? Curioso vedere tanta ordine maniacale da parte dei giardinieri, quando poi la gente si fa pochi problemi a pestare nella siepe per tagliare un po' di strada. Quando il vento sparpaglia tutta la pacciamura di corteccia sulla strada. Quando tosano l'erba così corta che mettono a nudo la terra. Quando la cara erbetta infestante comincia a crescere per i cavoli suoi.
Non si può impedire all'erba di crescere dove vuole lei. Solo ostinazione, perdita di tempo. I giardinieri patiti per la pulizia e l'ordine combattono una battaglia persa. Natura significa disordine. Un disordine ameno perchè naturale, perchè giusto così. Causato da forza maggiore.

domenica 5 maggio 2013

Volontari e telecamere a Cadine: nel giorno sbagliato?

Oggi stavo per prendere l'autobus per Cadine due volte di fila. Ogni volta ricominciava a piovere e cambiavo idea. Stasera vedo il telegiornale e vedo tutti 'sti volontari a pulire su alla casara, al ferro di cavallo, e... Dov'è l'invasione domenicale di automobili parcheggiate? La musica a tutto volume? La gente mezza ubriaca che schiamazza?
I casi sono due:
- la gentaglia ha visto arrivare i volontari e le telecamere ed è filata via
- la gentaglia non c'era proprio per il tempo in peggioramento.

In ogni caso il servizio in onda su rai3 non ha fatto chiarezza. Nessun intervistato si è lamentato dei villeggianti maleducati, si è solo parlato dell'opera di pulizia dei volontari. Come se i rifliuti cadono per terra da soli. O crescono come funghi tra l'erba.  

venerdì 3 maggio 2013

I rischi degli audiolibri...

Ieri mi corico con l'audiolibro nelle cuffie mentre fuori infuria il temporale. Penso che figata i due sonori sovrapposti. Poi mi sveglio alle 4 del mattino in stato confusionale per la voce strepitante. Come mi sia potuto addormentare con qualcuno che mi grida nelle orecchie tra tuoni e sventate rimane un mistero.

lunedì 22 aprile 2013

Campanile sfasato di quattro minuti

Il campanile di Baselga era sfasato di quattro minuti fino a qualche giorno fa.
Curioso lo scambio al cambio dell'ora legale:
  • ho regolato sull'ora esatta l'orologio di casa, perchè avanti di cinque minuti e ogni volta bisognava spiegarlo a chi metteva fretta; una volta sistemato c'è stato bisogno di rispiegare a tutti che quell'orogologio d'ora in avanti indica l'ora esatta... quante ripetizioni
  • contemporaneamente hanno tirato avanti l'orologio del campanile di circa quattro minuti; sono diventate più affidabili le campane di Vigolo, che suonano con un ritardo di un paio di minuti...
Così gli orologi si sono dati il cambio.
Forse è una cospirazione ordita dalle casalinghe che devono tornare ai fornelli in fretta e furia la domenica dopo la messa. Quel margine di quattro minuti si potrebbe dimostrare fondamentale per apparecchiare. O forse è il parroco che vuole affrettare un attimo i ritardatari cronici...

martedì 9 aprile 2013

Incastrato da due mirtilli

Due piantone giganti di mirtillo lasciate nel cortile. Piante ormai adulte cavate dall'impianto e da trapiantare una volta ancora. Prima perplessità.
Quest’anno avevo pianificato il trapianto di due piante di mirtillo e di conseguenza avevo preparato due buche adatte e mi ero procurato la terra giusta. Mi ero ben informato. Queste altre due nuove piante non erano previste e sono state sistemate nell’orto. Non c’erano altre soluzioni. L’orto di casa ha una terra neutra e argillosa, mentre il mirtillo la vuole acida e torbosa. Pare però che queste due piantone se ne facciano un baffo e, esaminando la fanghiglia tra le radici, ne ho avuto la conferma.
Come hanno fatto allora a crescere fino a due metri d’altezza? Perché sono piante trattate, hanno bisogno costantemente del prodotto. Un conto è mettere concime chimico sui fiori perché siano belli da vedere, un altro è metterlo su una pianta dalla quale mangeremo i frutti. Tanto vale comprarsi i mirtilli al supermercato. Seconda perplessità.
Quindi: lavoro approssimativo nel trapianto e compromesso da accettare se vogliamo mangiare i frutti. Premesse non buone, ma meglio approfondirle nell’altro blog.

domenica 31 marzo 2013

A messa: pecoroni e letture soporifere

A volte in fondo alla chiesa si accumula un gregge di pecoroni, timorosi del buon pastore sull'altare. Si concentrano così tanto che è difficile farsi strada in mezzo a quella calca. Non mi riferisco a quei residenti che hanno l'abitudine di piazzarsi lì perchè è una vita che lo fanno, ma alla gente che accorre due volte all'anno e preferisce restare nascosta nell'ombra quando c'è tutta la chiesa a disposizione. Come se provassero vergogna.
Basta che facessero due passi in avanti e potrebbero respirare e lasciare libero il passaggio, ma preferiscono rimanere un gregge di pecoroni.

Un'altra caratteristica tipica della chiesa è l'aria assopita di molti dei presenti. La causa generale è lo svolgersi dei riti religiosi: non vengono vissuti attivamente come succede in Africa, per esempio, dove i fedeli si prodigano in balli e canti collettivi. Un'altra causa, più specifica, sono le letture. Il come vengono lette. Sembra di ascoltare la voce automatica della stazione dei treni. Nessuna intonazione, voce amorfa. La tentazione di sbadigliare ripetute volte.
Bisognerebbe metterci un po' di enfasi nella lettura, un po' di pathos. Una frase tragica non può risuonare piatta come quella più leggera. Bisogna stimolare immaginazione in chi ascolta, non sonnolenza...

giovedì 14 marzo 2013

Una signora al seggio...

...non conoscendo nessuno dei candidati, ci fa "Se almeno ci fossero le fotografie votare sarebbe più semplice". Come se una persona fotogenica meriti la nostra fiducia più di un'altra. E purtroppo accade spesso.

giovedì 7 marzo 2013

Sprechi sgargianti, regali sgargianti

Sono contrario agli sprechi. Così in casa o quando lavoro e non mi vede nessuno indosso magliette sgargianti arancioni, celesti... Roba inguardabile, il contrario di come mi piace apparire. Perchè sennò si consuma nel cassetto. Uno spreco. Poi succede il guaio. Una persona cara, ormai di famiglia, mi vede con le magliette sgargianti e mi fa un regalo: una maglia sgargiante. Adesso devo chiederle se me la cambia. Magari con una nera come il pacco regalo, o grigia, verde pallido, sbiadita... Mi hanno incastrato.

martedì 19 febbraio 2013

Radicchio rosso tardivo di Treviso

Mentre l'idea di piantare i melograni a Cadine perde sempre più credito - i melograni hanno bisogno di mesi caldi per fruttificare e, guarda caso, fruttificano molto tardi, si fa strada il progetto Radicchio rosso tardivo di Treviso.
Questa specialità deliziosa di radicchio non è altro che il cuore della pianta fatto rinascere a tradimento nel mese di dicembre, tenendo a mollo le sue radici nell'acqua tiepida. Ora qui non abbiamo una serra riempita d'acqua, ma per poche piante credo che possa bastare un contenitore e un continuo travaso d'acqua per non farla raffreddare.

Nota: il radicchio rosso tardivo sarà buono finché si vuole, però non è nutriente, visto che la parte che si mangia non vede mai il sole e le radici bevono solo acqua.


venerdì 1 febbraio 2013

Feste di laurea a Baselga

La combriccola di studenti che viene su a far festa stasera sembrava abbastanza tranquilla. Universitari, leggermente più maturi dei soliti. E poi hanno fatto tutti il biglietto.
Una volta scesi, superato l'attimo iniziale di smarrimento, hanno cominciato a prendersela con le lamiere dei manifesti elettorali e il cestino. L'aria di Baselga li deve far tornare allo stato brado. Ma forse sono solo sfoghi politico-elettorali e non combineranno nient'altro. Senza contare che, se anche uno solo di loro si fa una bella impressione del posto, allora l'iniziativa è buona. Ho già sentito diversi che conoscono Baselga perchè sono stati su a una festa. Da cosa nasce cosa. Forse.

lunedì 21 gennaio 2013

Caldaia che fischia, canta o ulula

La caldaia fischia, anche se forse fischiare è il termine sbagliato. Diciamo che canta, o, meglio, ulula piano piano. Ho fatto una ricerca e pare, ripeto pare, che il problema sia un non-problema. Colpa di un tubo non ben fisso, che, con il passare dell'aria/metano ad alta pressione, comincia a vibrare e quindi a suonare/fischiare/cantare/ululare.
Alcuni consigliano addirittura di non chiamare il tecnico e lasciar stare, se il fischio non dà fastidio alle orecchie.
L'idraulico, invece, è stato drastico: bisogna cambiare la caldaia. Avrà ragione, fatto sta che non mi pare una questione così urgente come la descriveva, se lascia passare una settimana senza rifarsi più sentire.

Cambiare la caldaia poteva essere l'occasione per cambiare tipo di impianto. Vivrà di più la nuova caldaia o le riserve di gas naturale? Dei pannelli solari potevano produrre energia elettrica, e l'energia elettrica poteva riscaldare l'acqua. I pannelli, altrimenti, potevano riscaldare direttamente l'acqua.
Poi, magari, se vince Grillo questi propositi diventano leggi.

lunedì 14 gennaio 2013

Melograni a Cadine

La pianta del melograno ha bisogno di:
- tanto sole
- clima arido
- terreno ben drenato.
Cadine, rispetto a Baselga, ha un microclima tutto suo: fa più caldo e c'è sempre il sole (o forse è tutta invidia NDA). Il terzo punto, però, fondamentale per la corretta crescita del melograno, è da sistemare. Un po' di terra da usare c'è, bisogna scavare una grossa buca nella roccia (come i mirtilli...) e riempirla di terra. Terra drenata. Per drenare servono dei particolari sassolini (come la pietra pomice), pendenza, ma anche torba di foglie o di aghi. La torba è meglio prepararla fin da ora.
In ogni caso i frutti sono da sorvegliare, con quello che costano...
Una o due piante potrei comprarle. Trovate su e-bay.

giovedì 3 gennaio 2013

Malga di Mezavia, progetto per la comunità

Cosa farne della malga di Mezavia? 
La comunità di Baselga del Bondone comincia a chiederselo.
La Malga di Mezavia (foto qui e qui) è abbastanza lontana dal paese, priva di collegamenti diretti. Troppo appartata, si può dire quasi fuori dal mondo. Priva di attrazioni naturali o storiche. Esclusi i residenti, pochi sanno della sua esistenza: qualche ciclista, qualche ragazzaccio in moto e chi cerca funghi. Dove non c'è movimento di persone non si possono fare affari, quindi nessun attore esterno chiederà in affitto la malga.
Ciò non deve venire considerato un problema a priori, anzi. 
I punti di partenza, fondamentalmente, sono due:
  • togliersi dalla testa l'idea di ottenere profitto: per guadagnare da un progetto bisogna prima spenderci un capitale sopra; i guadagni poi finirebbero per metà nelle entrate fiscali e per metà nei debiti accumulati, nelle campagne promozionali, ect ect
  • proporre qualcosa di diverso dalle malghe vicine, cioè non impuntarsi su capi di bestiame, latticini e miele (malga Brigolina). 
Piccoli frutti
Coltivare piccoli frutti è la prima idea venuta in mente. Rispetto al bestiame, che richiede una presenza costante e un lavoro quotidiano pesantissimo (alimentazione, mungitura, preparazione dei latticini ect ect), gli impianti di mirtilli, ribes, fragole, sarebbero sicuramente più convenienti. Occorrerebbe solo concentrare gli sforzi nei giorni di primavera (potatura, trapianti) e in quelli di raccolta. Fine. Anche lo spazio richiesto sarebbe sicuramente inferiore.
Inoltre, la coltivazione di frutti di bosco, rispetto all'allevamento del bestiame, offre prodotti più salutari e privi dei problemi legati allo sfruttamento degli animali. Frutta bio, ovviamente.

Problematiche
  1. I furti di frutta non sono da sottovalutare, diventano sempre più comuni. La posizione appartata della malga offrirebbe una protezione di base. La vigilanza andrebbe mantenuta solo nei giorni della maturazione dei frutti.
  2. La malga di Mezavia si presta alla coltivazione di piccoli frutti? Bella domanda.
  3. I prati, o porzioni di essi, verrebbero ricoperti da filari di piante.
Vendita del prodotto
I piccoli frutti freschi verrebbero venduti alla comunità. E a chi altri? Nessuno. Per emergere nel mercato o si vende a prezzi stracciati o bisogna avere tra le mani qualcosa di speciale o bisogna avere punti vendita dappertutto. Quindi, alla luce dei fatti, è meglio lavorare per se stessi e non per un profitto che non può esistere.
Tutti i frutti freschi rimasti invenduti diventerebbero confetture o marmellate, messi in bella mostra negli eventi del paese. 

P.S. Altre proposte?
Ovviamente se ci fossero più aspiranti malgari o più eremiti in cerca di casa, la questione sarebbe molto più semplice. Malga in affitto a loro e via. Se le strutture fossero già completamente abitabili si potrebbero ospitare villeggianti occasionali o campi scuola. Il grande prato verde sotto il Bondone sarebbe il set ideale per un concerto o manifestazioni sportive particolari, come il tiro con l'arco.
Io resto dell'idea che i piccoli frutti sono buoni, fanno bene e quelli surgelati del supermercato costano come l'oro...

lunedì 31 dicembre 2012

Premio Letterario “Francesco Gelmi di Caporiacco”

Lo scrittore professionista fa leggere il manoscritto a cinque bravi lettori, lo rifinisce un po' e lo passa all'editore di fiducia.
L'esordiente ripone le sue speranze nel concorso letterario, impiegando ogni giorno utile per produrre qualcosa di accettabile. Quando mancano due ore alla scadenza fila in città con la busta chiusa e... non trova nessuno. Perchè avevano aggiornato il bando e modificato la data. Così il disgraziato lascia il lavoro fuori dalla porta, sperando che un gatto non glielo porti via...
Meglio che scriva una supplica alla giuria.

lunedì 17 dicembre 2012

Com'era prevedibile...

... quei simpatici quadrati-rialzati-bianchi-catarifrangenti incollati sull'asfalto sono stati strappati via senza tanti complimenti dalle lame dei mezzi spazza neve.
Possibile che la trafila di ingegneri e geometri che hanno supervisionato i lavori sull'incrocio della Gardesana non se ne siano resi conto? O peggio: che lo sapessero fin dall'inizio e se ne siano sbattuti altamente? Tanto loro fanno il lavoro commissionato e morta lì. Non guardano più in là del loro naso.
O forse è tutto previsto: li ritroveranno al disgelo e li rimetteranno al loro posto...

Idem con patate davanti alla chiesa, a Baselga. Ogni inverno il simpatico omino con la mini ruspa scava crateri nel manto di bolognini. Con i soldi della ruspa e della sua manutenzione si poteva pagare la stagione a una squadra di spalatori che avrebbe pulito meglio, e con meno danni collaterali.

mercoledì 12 dicembre 2012

Bilancia all'eurobrico

Stamattina sono andato a comprare una bilancia per lo zio. Faccio un salto anche l'eurobrico, ho pensato lì per lì. Una volta dentro nel labirinto mi son reso conto che forse non era proprio una gran bella idea. Usando il fiuto potevo trovare il reparto dei pneumatici, quello delle vernici o quello del legname. Ma per trovare una bilancia pesapersone in mezzo a quel deposito di attrezzi avrei impiegato una vita. Chiedo al commesso e lui, senza fermarsi, mi indica un passaggio sulla sinistra. Lo passo al setaccio, ma niente. Le cose che più assomigliavano a una bilancia erano un grosso orologio da parete e una bistecchiera elettrica. Richiedo di nuovo al commesso e stavolta mi ci porta davanti. A questo pezzo di vetro coi piedi e un piccolo quadrante. Sulla scatola una ballerina ci fa sopra la piroetta. Allora immagino lo zio con gli scarponi che fa altrettanto sfondando tutto.

sabato 8 dicembre 2012

Catene da neve e danze tribali sull'autobus

Ieri sera, sulla strada per Cadine, la catena si è mollata o si è spezzata, che ne so. Girando ha disintegrato il vetro della portiera con un paio di frustate. L'autobus ha poi proseguito la corsa con queste sferzate continue e un personaggio, sfruttando il ritmo, ha cominciato una specie di danza indiana. Quasi per esorcizzare la fifa delle signore a bordo. 
Mai riso così tanto sotto la sciarpa.

martedì 4 dicembre 2012

Orrende recinzioni a Cadine. I prati spariscono

Chi entra a Cadine arrivando da Riva nota, a lato della strada, un'orrenda recinzione dove un tempo si apriva un enorme prato. Dovrebbe diventare una sorta di parcheggio per i camper. Cadine sembra ormai la porta di Trento, con la nuova galleria che ha messo in secondo piano quella del forte Bus de Vela. Lavori impressionanti di sicuro, ma che stravolgono, insieme agli impianti di vigne, il territorio. Capire poi cosa servono tutte 'ste vigne, tutto 'sto vino... non era meglio un po' di verdura fresca per il supermercato se proprio non si poteva lasciar stare la boscaglia?
Anche il cantiere per il futuro ricovero degli anziani è discutibile, sorgendo su un'area fertile, con uno spesso strato di terra ormai rimosso per far spazio alle fondamenta. Non potevano edificarlo su una zona rocciosa e lasciare stare quel prato con tutta quella terra? Risparmiavano sulle fondamenta di sicuro...

giovedì 15 novembre 2012

Vasche per mirtilli

Situazione attuale: due piantine di mirtillo che sopravvivono a stento e un po' di spazio inutilizzato in cima al doss.
Il mirtillo va piantato in una vasca di terra acida, perchè si sviluppi e produca frutto. I comuni vasi sono troppo piccoli. L'idea è di scavare le due grosse vasche in cima al doss e recuperare la terra acida da qualche parte. Anche dei semplici aghi di pino possono acidificare la terra, nel tempo. Essenziale, però, è la tenuta stagna della vasca, altrimenti il terreno si mescola con quello circostante e perde l'acidità. Servirebbe tipo un telone impermeabile, da usare come fondo. O un secchio di plastica bello capiente.
La prossima primavera si iniziano i lavori.

Le guide dicono di innaffiare la pianta del mirtillo con acqua non calcarea. Fa ridere leggere di gente che compra apposta l'acqua imbottigliata, non sapendo che basta raccogliere l'acqua piovana, che non contiene calcare.

sabato 10 novembre 2012

Il progetto "Pastinaca sativa"

Le pastinache sative sono delle grosse carote bianche, dal caratteristico sapore dolce. Le ho mangiate solo una volta, a Londra, qui in Italia non si vedono. Sono state soppiantate dalle patate diversi secoli fa ed è un vero peccato. L'ortaggio veniva coltivato sin dai tempi antichi, senza contare che, non ricordo se cotto alla piastra o soffritto, diventa un piatto fenomenale.
L'altro giorno ho trovato le semenze della pastinaca sativa online e mi sa che ne ordinerò una bustina. Serve solo una striscia di terreno vangato e senza concime. E ovviamente quasi un anno di pazienza: bastano 5 mesi per farle maturare, ma solo con le prime gelate le pastinache prendono il sapore dolce. Poi le raccogli durante l'inverno, hai capito bene, verdura fresca in inverno. Sperando che il terreno non sia diventato troppo duro.

sabato 3 novembre 2012

Ufo sul Gazza-Paganella?

Ieri mi scappa l'occhio su un punto bianco di una vecchia foto.. il riflesso su un aereo mezzo coperto dalla nuvola? O un fulmine?
La foto è di questa estate, 13 giugno 2012, scattata in località Sant'Anna e guarda sul Gazza-Paganella.
L'unica cosa certa che si vede è una macchia luminosa, che coinvolge anche la nuvola davanti. Magari è un fenomeno elettrico, un fulmine a ciel sereno (dopo un paio d'ore il cielo si era coperto).
Discorso UFO: "l'ufo" mi sembra più il riflesso su qualcosa che un qualcosa, sia per le dimensioni che per la direzione della luce solare.
Utile in questo caso è guardare tutte le altre foto scattate durante l'escursione. Purtroppo ho l'abitudine di cancellare tutti i doppioni...

mercoledì 24 ottobre 2012

La dieta vegana. Cosa magiavano i nostri antenati

La dieta vegana è uno di quei concetti che, a forza di dai da parte di amici e conoscenti, comincia a entrarti in mente e a non andare più via. Dieta vegana significa non mangiare niente che implichi lo sfruttamento, la sofferenza e la morte di un altro essere vivente. Quindi niente carne, niente pesce, niente uova, niente latte. Niente biscotti o torte... Ma anche niente lattuga e niente cavolfiore, visto che non bisogna ammazzare la pianta.
Si dovrebbe vivere di frutta, cereali, legumi e poco altro.

Il ragionamento di fondo è i nostri antenati, prima di diventare cacciatori e poi contadini, mangiavano quello che raccoglievano in giro e non avevano problemi di salute. Qui si potrebbe aprire un dibattito sul perchè, allora, l'aspettativa di vita si fermasse ai trent'anni, ma la causa potrebbe stare tutta nell'assenza di medicinali adeguati contro infezioni e epidemie varie. Potrebbe. (aggiornamento: una risposta esauriente si può leggere qui)
Altrimenti si può pensare i nostri antenati mangiavano le radici delle piante ammazzando queste ultime, così come noi facciamo con le carote o le cipolle. Sarebbe tragico non poter più mangiare le carote.

La dieta vegana suona un po' estrema, anche se resta fattibile. Un pugno di noci bastano per saziarci a merenda, un piatto di legumi sostituiscono bene una bistecca. Poi certo, non si può cominciare una dieta del genere da un giorno all'altro. Bisogna procedere un passo alla volta, prendersela un po' comoda. Credo che l'organismo si debba abituare. 

lunedì 8 ottobre 2012

Incassare l'assegno di Google: sfortuna a fasi alterne

Avevo accettato con malincuore il trasferimento di fondi elettronici imposto da Google. Ogni blogger, infatti, ha il sogno di ricevere quei due soldi su un assegno di carta. Su qualcosa di concreto. E poi alcuni si fanno la foto ricordo insieme all'assegno, ma quella è gente strana.
Così preferivo l'assegno e pensavo che sfortuna che proprio il mese del pagamento Google cambia le impostazioni. E, invece, arriva proprio l'assegno. Che fortuna! ho pensato lì per lì.
Vado a versarlo sul conto corrente e arriva la stangata di cinque euro di spese o commissioni, non si capiscono bene quelle scritte abbreviate. Magari perchè è un assegno estero. Chissà.

Poi concorso fotografico a Vezzano. Partecipo con una sola foto. Punto tutto su una foto e le due righe della descrizione. Più sulle due righe che sulla foto.

giovedì 4 ottobre 2012

Il calvario del CSS

Aggiornata la homepage del sito dei disegni in chiaroscuro (miracolo se tutto funziona, doppio miracolo se qualcuno mi segnala un problema). Un mezzo dramma: costruirlo in codice html è un po' come giocare col lego, tra tabelle, righe e colonne. Incastri vari. Però si fa, con un po' di pazienza. Un po' tanta.
Poi c'è il CSS, quella diavoleria incomprensibile per chiunque non sia un ingegnere informatico. La presenza del CSS è lo spartiacque tra il sito web obsoleto e quello al passo coi tempi. E ti permette di fare cose carine: presentazioni, effetti belli da vedere. Cose del genere. Quindi, a forza di dai, scopiazzando qua e là, ne ho aggiunto un po' anch'io. Infine carico tutto su webalice e il CSS non funziona più. Sarei contento anche solo se capissi il perchè.

Il sito in ogni caso mi pare migliorato. Soprattutto per le cornici.

mercoledì 26 settembre 2012

Lusinghe e ritratti di fidanzati

Quando mi arriva il messaggio di lusinghe con annessa la richiesta di un ritratto mi cascano un po' gli attributi. Come se andassi dal fruttivendolo e cominciassi a elogiare la sua merce sperando che mi regali qualcosa. Ho il cuore troppo tenero.

E poi fare il ritratto di una persona è una faccenda impegnativa. Fare il ritratto di due fidanzati è anche una faccenda rischiosa. Se si mollano tutto il lavoro finisce nel cesso.

mercoledì 19 settembre 2012

Poesia rap

Lavorando
non hai tempo per pensare
casse di legna da riempire
tra la polvere e gli scorpioni
e ti costringi a non tossire

troppo che la signora
è preoccupata già fuori piove
e la fai sentire in colpa,
più di quanto non dovrebbe.
Poi carichi tutto sul carrello
e lo trascini cercando di farlo
stare in equilibrio e non perdere
pezzi in giro. Lasciar pulito
sennò dopo ti tocca anche spazzare.
E non hai tempo per pensare.
Ma poi entri in ascensore
pensi che culo questa casa
ha l'ascensore e non devo farmi
le scale con la legna sulle spalle.
Ma l'ascensore si richiude e la salita
che comincia non finisce più.
Lì ho tempo per pensare abbandonarmi sul
carrello e combattere il dolore.
Maledetto ascensore preferivo far
le scale. E poi si arriva su in mansarda
a scaricare. Scaricare. Scaricare.